Caro Merlo, quindi oggi Lautaro può giocare. Il giudice sportivo non ci ha detto se, contro la Juventus, l’argentino ha attribuito fattezze animali a “Dio” a “Io” oppure a “Zio” (verità). Servirebbero altri filmati, una relazione dei lettori del labiale, il tribunale federale, e potrebbe esserci un patteggiamento: niente squalifica, punizione rinviata. Da ragazzi, all’oratorio, don Antonello giocava con noi. A un certo punto si sentì un bestemmione: si fermò il mondo, tipo duello nel far west, tutti gli sguardi su don Antonello e sul disperato, al quale un amico sussurrò: “Togli la prima consonante, provaci”. Il poveretto lo fece, ma sbagliò il soggetto: “Non ho detto porco, ho detto orco”. E rise anche il sacerdote. Lautaro segnerà.
Luca Cardinalini -Marsciano (Perugia)
La bestemmia è un vilipendio della religione. “Esiste una bestemmia popolare che si autofrena da sola, per consapevole timor di Dio” mi disse Umberto Eco citando il piemontese “faus”, che vuol dire falso, e nella b…
Caro Merlo, quindi oggi Lautaro può giocare. Il giudice sportivo non ci ha detto se, contro la Juventus, l’argentino ha attribuito fattezze animali a “Dio” a “Io” oppure a “Zio” (verità). Servirebbero altri filmati, una relazione dei lettori del labiale, il tribunale federale, e potrebbe esserci un patteggiamento: niente squalifica, punizione rinviata. Da ragazzi, all’oratorio, don Antonello giocava con noi. A un certo punto si sentì un bestemmione: si fermò il mondo, tipo duello nel far west, tutti gli sguardi su don Antonello e sul disperato, al quale un amico sussurrò: “Togli la prima consonante, provaci”. Il poveretto lo fece, ma sbagliò il soggetto: “Non ho detto porco, ho detto orco”. E rise anche il sacerdote. Lautaro segnerà.
Luca Cardinalini -Marsciano (Perugia)
La bestemmia è un vilipendio della religione. “Esiste una bestemmia popolare che si autofrena da sola, per consapevole timor di Dio” mi disse Umberto Eco citando il piemontese “faus”, che vuol dire falso, e nella bestemmia diventa “Faust” . È la bestemmia in presunzione di familiarità, con un richiamo alla letteratura di casa, alla trasgressività creativa, dove c’è, sia pure al negativo, il riconoscimento dell’Assoluto, c’è la Fede. Trovo che sia peggio la bestemmia al Dio e ai simboli religiosi degli altri. Alla fine la regola è che non si bestemmia, ma noi non mandiamo il bestemmiatore ad Alcatraz e c’è stata saggezza nel giudice sportivo che non ha squalificato Lautaro. Molto peggio del bestemmiatore c’è infatti il cacciatore di bestemmie che raramente è un prete buono, come il tuo don Antonello, caro Cardinalini, e spesso è un prete mancato e la bestemmia suona nuda e cruda bestemmia solo nella sua testa. Oggi, un gol dell’Inter di Lautaro non so con quali colorite invenzioni sarebbe accolto dai devoti del Napoli.
Caro Merlo, rispondendo a Anna Maria Becherini, lei si dice sicuro che la democrazia americana sopravviverà a Trump. Forse qualcosa che si chiamerà demagogicamente democrazia negli Usa ci sarà ancora, ma il nostro mondo finirà nelle mani delle dittature orientali. Trionfa il modello cinese: “benessere in cambio di diritti e valori”. Le tecnologie digitali e la Ai non hanno bisogno dei principi democratici.
Pietro Perrone – Roma
Sono così tante le lettere impaurite come la sua da farmi temere che la “sindrome Trump” stia risvegliando non lo spavento, ma la voglia di Apocalisse.
Caro Merlo, Trump ovverosia Meloni? Identica sostanza spinoziana?
Pasquale Mignacca - Castelli Romani
Trump e Meloni non si somigliano tra loro e non somigliano alla Sostanza di Spinoza che, bedda matri, li renderebbe eterni.
Caro Merlo, leggendo su U il suo articolo “Fuori dal bunker” ho notato la pubblicità accanto. Mi son chiesto: la foto “segnaletica” è stata scattata prima o dopo la prova del palloncino?
Edoardo De Mola
Trovo anch’io ridicole molte foto della moda maschile. Spero, però, che lei non mi stia dicendo che quel modello accanto al mio articolo sembra l’ubriaco che l’ha scritto. Neppure quando bevo (poco) gli somiglio. Grazie per l’arguzia.