Caro Merlo, mi sono fermato a guardare la foto della stretta di mano tra Putin e Lukashenko. Mi colpivano le grandi custodie in pelle, con grande stemma, a fine incontro. Mi sono convinto che dentro c’era in ognuna un foglio. “A disposizione”, in quello che ha ricevuto Putin. “Bravo, continua così”, in quello del bielorusso. La diplomazia, a volte, è facile.
Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)
Per come si stanno mettendo le cose, la Bielorussia è il futuro dell’Ucraina.
Caro Merlo, l’astensione sul piano di riarmo dell’Europa proposto (e approvato) da Ursula von der Leyen ha significato sicuramente scegliere di non scegliere (né né) ma nonostante Dante sia il nostro sommo poeta-giudice e abbia mandato Celestino V tra gli ignavi dell’Antinferno io non sarei così dantescamente feroce con l’ignavia di Elly Schlein. Comunque infatti la si pensi, la segretaria del Pd deve, in un momento così buio, salvare non solo l’unità del suo partito, ma l…
Caro Merlo, mi sono fermato a guardare la foto della stretta di mano tra Putin e Lukashenko. Mi colpivano le grandi custodie in pelle, con grande stemma, a fine incontro. Mi sono convinto che dentro c’era in ognuna un foglio. “A disposizione”, in quello che ha ricevuto Putin. “Bravo, continua così”, in quello del bielorusso. La diplomazia, a volte, è facile.
Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)
Per come si stanno mettendo le cose, la Bielorussia è il futuro dell’Ucraina.
Caro Merlo, l’astensione sul piano di riarmo dell’Europa proposto (e approvato) da Ursula von der Leyen ha significato sicuramente scegliere di non scegliere (né né) ma nonostante Dante sia il nostro sommo poeta-giudice e abbia mandato Celestino V tra gli ignavi dell’Antinferno io non sarei così dantescamente feroce con l’ignavia di Elly Schlein. Comunque infatti la si pensi, la segretaria del Pd deve, in un momento così buio, salvare non solo l’unità del suo partito, ma la tormentata unità dell’intera sinistra, che è anche un valore oltre che una necessità pratica, e davvero rischia di andare in frantumi. È stato lei, caro Merlo, a far notare che, è vero che, a destra, la Lega ha votato contro, in dissenso con il governo di cui fa parte, ma compattamente. Solo la sinistra in Italia sta andando in pezzi. Non sempre l’astensione è ignavia o, se preferisce, a volte ci vuole coraggio a scegliere l’ignavia.
Maria Libertini, Perugia
Sull’ignavia il mio giudizio è quello di Dante. È probabile che Celestino V con il suo “gran rifiuto” abbia salvato l’unità della Chiesa che, infatti, lo fece santo, ma senza, con la santità, liberarlo dal giudizio di Dante, che lo condannò per “viltade”. Lo stesso Paolo VI, che pure rese omaggio alla sepoltura del santo vigliacco, alla fine riabilitò il suo nemico Bonifacio VIII al quale Celestino aveva augurato una morte da cane. E non ci riuscì Ignazio Silone, che gli dedicò nel 1968 il suo Avventura di un povero cristiano, nobilitando, come ora lei fa con l’astensione di Elly Schlein, l’ignavia, anche se non arrivò a trasformarla in coraggio. Il vero eroe dell’ignavia non è Celestino ma Oblomov, il protagonista del romanzo di Goncarov, il simbolo della viltà, del non scegliere, del non andare vanti, l’uomo che dorme con il libro aperto sempre sulla stessa pagina. Anche a sinistra il coraggio è la
drammatica fatica di separarsi per liberarsi.
Caro Merlo, il ministro Valditara ha convocato al ministero i due diciassettenni del liceo Paladini che hanno portato in questura un borsello con mille euro che avevano trovato sull’autobus. Poverini, invece di premiarli.
Simona Orvieto, Lucca
Persino Valditara sa di non essere un premio. Così siamo ridotti: invece di punire chi commette reati, delitti, misfatti e infrazioni, cominciamo a premiare chi non li commette, chi restituisce un portafogli, chi non sputa per terra, il comandante che non abbandona la nave, chi rispetta gli impegni e chi non guida “a fari spenti nella notte”.