Caro Merlo, un articolo di Angelique Chrisafis sul Guardian segnala che le librerie francesi sono in rivolta per l’ascesa del conglomerato editoriale Hachette che occupa sempre più spazi in Francia (nel Regno Unito e in Usa) acquistando marchi editoriali, catene librarie e distributori, e diminuendo così la varietà dell’offerta in libreria. Stanno nascendo fenomeni di boicottaggio visto anche il peso politico del proprietario Vincent Bolloré, patron di Vivendi, Canal+ e molte altre aziende. Tutto questo non fa parte del quadro generale di continua concentrazione di potere fra “tech bro” e oligarchi vari che è la ragione più profonda della crisi delle democrazie?
Manuel Orazi
La battaglia delle piccole librerie che boicottano i libri di Hachette mettendoli, civilmente, negli scaffali più bassi, è bella anche perché non ci somiglia. Qualche mese fa, Il giornale della Libreria in un articolo di Emanuela Buletti scriveva che “negli ultimi cinque anni in Francia sono nate quasi 600 nuove …
Caro Merlo, un articolo di Angelique Chrisafis sul Guardian segnala che le librerie francesi sono in rivolta per l’ascesa del conglomerato editoriale Hachette che occupa sempre più spazi in Francia (nel Regno Unito e in Usa) acquistando marchi editoriali, catene librarie e distributori, e diminuendo così la varietà dell’offerta in libreria. Stanno nascendo fenomeni di boicottaggio visto anche il peso politico del proprietario Vincent Bolloré, patron di Vivendi, Canal+ e molte altre aziende. Tutto questo non fa parte del quadro generale di continua concentrazione di potere fra “tech bro” e oligarchi vari che è la ragione più profonda della crisi delle democrazie?
Manuel Orazi
La battaglia delle piccole librerie che boicottano i libri di Hachette mettendoli, civilmente, negli scaffali più bassi, è bella anche perché non ci somiglia. Qualche mese fa, Il giornale della Libreria in un articolo di Emanuela Buletti scriveva che “negli ultimi cinque anni in Francia sono nate quasi 600 nuove librerie e più della metà in paesi e piccole città con meno di 20.000 abitanti”. Si tratta dunque di presidi di civiltà nel territorio e la loro protesta, importante economicamente e simbolicamente, è contro - ci informa il Guardian - la concentrazione delle case editrici. In Italia, dove già Leopardi nello Zibaldone notava che ci sono più scrittori che lettori, esistono alcune concentrazioni di editori- librai-distributori, ma aumentano le piccole case editrici e diminuiscono le librerie. Con un mercato editoriale, che dai tempi di Leopardi è diventato ancora più anomalo, non è facile capire quale sia il nostro contributo alla crisi della democrazia.
Caro Merlo, da docente di lungo corso detesto il luogo comune del “bisognerebbe mostrarlo ai ragazzi nelle scuole”. Ma, in deroga alle mie idiosincrasie, segnalo ai miei colleghi “Passato e presente” di Paolo Mieli, che a 81 anni dalle Fosse Ardeatine ha ospitato in tv Sandro Portelli. Oggi il Municipio VIII organizza il consueto corteo per onorare i 335 martiri: “Ci hanno seppelliti, ma eravamo semi” è lo striscione che gli studenti si passano, come un testimone.
Zinetta Cicero, Liceo Socrate, Roma
Agli studenti io farei notare l’estetica del mausoleo, sulla quale, purtroppo, nessuno si sofferma. Bruno Zevi lo considerava il primo monumento- antimonumento, la negazione della retorica di archi e colonne che era italiana prima che fascista e che non ha smesso mai di imporsi. Invece quel mausoleo, con il povero tufo delle cave, il cemento del parallelepipedo e il ferro del cancello, è antifascismo in purezza, è il capolavoro italiano dell’antifascismo.
Caro Merlo, su ebay è all’asta un ciuffo (chissà se vero) di capelli di Carlo Acutis, che diventerà santo il 27 aprile. L’asta scade domani ed è a 2.100 euro: “ex capillis con certificato”. “Con”? Non era “cum”? E non c’è sigillo di ceralacca.
Luca Cardinalini, Marsciano (Pg)
A Bronte un capello della Madonna ferma la lava dell’Etna e fa rinsavire i matti. O forse fa ammattire i savi. “A menti è ‘n filu di capiddu” si dice in siciliano.
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