Caro Merlo, perdoni l’impudenza, ma ho letto la polemica sul “Corriere della Sera” di Aldo Cazzullo con l’Antico Caffè San Marco di Trieste, dove una cameriera non sapeva chi fosse Claudio Magris — anche se c’erano tutti i suoi libri nella libreria interna. A proposito di ignoranza, vorrei raccontarle — lo dica al suo “dirimpettaio” — che, all’ultimo Sanremo, quando la Regione Marche cercava di farsi promozione come altre, fra sbandieratori e cuochi c’erano anche due personaggi travestiti da Giacomo Leopardi e Beniamino Gigli. La recanatese “Radio Erre” ancora ieri si lamentava che a Sanremo in pochissimi sapessero chi sono. E passi per Gigli, che non ha mai cantato a Sanremo, ma a Leopardi, perbacco, hanno dedicato uno sceneggiato tv come a Peppino di Capri!
Manuel Orazi, Macerata
Non l’ignoranza ha sorpreso Aldo Cazzullo, ma il suo compiacimento. Qualche anno fa al grido “uno vale uno” gli “ignoranti compiaciuti” si radunarono nel vaffa day di Bologna contro la casta, l’élite, i …
Caro Merlo, perdoni l’impudenza, ma ho letto la polemica sul “Corriere della Sera” di Aldo Cazzullo con l’Antico Caffè San Marco di Trieste, dove una cameriera non sapeva chi fosse Claudio Magris — anche se c’erano tutti i suoi libri nella libreria interna. A proposito di ignoranza, vorrei raccontarle — lo dica al suo “dirimpettaio” — che, all’ultimo Sanremo, quando la Regione Marche cercava di farsi promozione come altre, fra sbandieratori e cuochi c’erano anche due personaggi travestiti da Giacomo Leopardi e Beniamino Gigli. La recanatese “Radio Erre” ancora ieri si lamentava che a Sanremo in pochissimi sapessero chi sono. E passi per Gigli, che non ha mai cantato a Sanremo, ma a Leopardi, perbacco, hanno dedicato uno sceneggiato tv come a Peppino di Capri!
Manuel Orazi, Macerata
Non l’ignoranza ha sorpreso Aldo Cazzullo, ma il suo compiacimento. Qualche anno fa al grido “uno vale uno” gli “ignoranti compiaciuti” si radunarono nel vaffa day di Bologna contro la casta, l’élite, i saperi, i professori (e i proprietari di caffè storici). Li abbiamo mandati al potere e la cretinocrazia italiana, che anticipò anche il primo ingresso di Trump alla Casa Bianca, ha provocato alla civiltà delle competenze più danni di quanti ne hanno fatti tutti gli sceneggiati tv. Non so se sia più sorprendente l’ignoranza di Sanremo o la cultura di Trieste, dove il rapporto fra Claudio Magris e l’intera città — non solo il Caffè San Marco — è un amore speciale, persino demodé, come ai vecchi tempi impegnati di Sartre e Parigi. Era forse il 2002, quando mi mandarono “in cerca della Parigi ormai sparita”, soggetto sempreverde che piace moltissimo ai caporedattori di tutto il mondo, e il direttore del Flore mi raccontò che spesso qualcuno domandava ai camerieri a che ora si poteva trovare Jean Paul Sartre, che era morto nel 1980. Erano casi di ignoranza compiaciuta perché “sporcata” da un po’ di cultura, insomma erano i cretini intelligenti o cretini cognitivi. Ecco, è meglio trovarli nei caffè e nelle strade di Sanremo che al governo dell’Italia.
Caro Merlo, ho visto il video e non mi pare che Romano Prodi abbia tirato i capelli della giornalista come sostengono, con accanimento, i giornali di destra. È però vero che l’ha toccata senza gentilezza, a contorno di una reazione troppo aggressiva. Non crede che Prodi dovrebbe ammetterlo?
Laura Traverso
Sì. Prodi non ha governato il suo brutto carattere e ha risposto davvero male alla giornalista Lavinia Orefici. La domanda, prevedibile, lo provocava sul manifesto di Ventotene che, diciamo la verità, meritava di essere difeso meglio.
Caro Merlo, la sentenza di assoluzione in appello dai reati di truffa e irregolarità nell’assegnazione dei mondiali in Russia e Qatar, decisa dalla giustizia svizzera, ridà l’onore a Michel Platini, ma non gli restituisce i 10 anni di vita lontani dal suo mondo, il calcio.
Rosanna Lampugnani
Platini ha denunciato «una persecuzione dei procuratori svizzeri» che ora meriterebbe un’indagine: «La storia è molto semplice: mi è stato impedito di diventare presidente della Fifa».