Caro Merlo, da Eric il rosso a Donald il giallo. Il vichingo Eric il rosso descrisse le coste della Groenlandia su cui sbarcò come rigogliose e deserte. Donald il giallo, novello vichingo, vuole il ricchissimo sottosuolo e poco gli importa che, a differenza di allora, quell’immensa isola abbia il suo popolo.
Mirella Serri
Il vichingo Jacob Chansley, quello che assalì Capitol Hill, con corna, pelli e volto dipinto è pronto a guidare l’assalto alla Groenlandia sulla nave costruita con le unghie dei morti: si avvererebbe così la fine del mondo di quelle mitologie norrene che, intanto, il nostro Valditara ha introdotto nella scuola elementare italiana. Tornano, per vie tra loro lontane, le saghe vichinghe che piacevano a Himmler.
Caro Merlo, la questione del doppio cognome è seria, al di la delle uscite di Franceschini. Da matematico suggerisco ai politici un semplice algoritmo. Una volta che entrambi i genitori hanno il doppio cognome cosa fare per figli? Non si può continuare con 4…
Caro Merlo, da Eric il rosso a Donald il giallo. Il vichingo Eric il rosso descrisse le coste della Groenlandia su cui sbarcò come rigogliose e deserte. Donald il giallo, novello vichingo, vuole il ricchissimo sottosuolo e poco gli importa che, a differenza di allora, quell’immensa isola abbia il suo popolo.
Mirella Serri
Il vichingo Jacob Chansley, quello che assalì Capitol Hill, con corna, pelli e volto dipinto è pronto a guidare l’assalto alla Groenlandia sulla nave costruita con le unghie dei morti: si avvererebbe così la fine del mondo di quelle mitologie norrene che, intanto, il nostro Valditara ha introdotto nella scuola elementare italiana. Tornano, per vie tra loro lontane, le saghe vichinghe che piacevano a Himmler.
Caro Merlo, la questione del doppio cognome è seria, al di la delle uscite di Franceschini. Da matematico suggerisco ai politici un semplice algoritmo. Una volta che entrambi i genitori hanno il doppio cognome cosa fare per figli? Non si può continuare con 4 poi 8, 16, 32 cognomi e così via. E allora: ai figli maschi il cognome del padre della madre e quello della madre del padre, mentre alle femmine il cognome del padre del padre e quello della madre della madre. Così si evitano i litigi.
Claudio Procesi, La Sapienza — Accademico dei Lincei
La sua sapienza mi ha ricordato Piero Corigliano, che fu direttore della Sicilia, il quotidiano che ha appena festeggiato gli 80 anni. Corigliano raccontava di un fattorino che, per raggiungere la sala della redazione, non andava dritto, ma con una triangolazione passava dalla stanza del direttore, che lo guardava stranito. Finché, un giorno gli chiese: “Perché passa di qua? Dritto non fa prima?”. E quello: “No, direttore, perché il quadrato costruito sull’ipotenusa è uguale alla somma dei quadrati costruiti sui cateti”. Da allora nessuno gli obiettò nulla.
Caro Merlo Romano Prodi mi chiamava il “perfido Giovanardi”, perché nel dibattito sulla fiducia al suo governo, avevo difeso la Dc del tempo in cui il professore faceva il pieno di incarichi e laute prebende. In questi giorni invece mi sono sentito molto solidale con un anziano professore linciato per un gesto certamente paternalistico ma addirittura bollato come una aggressione violenta. Vorrei ricordare alla mia parte politica che cavalcare fuori tempo massimo i temi del “me too” può dare soltanto danni. Se un giovane invita a pranzo una coetanea e al primo rifiuto insiste può scattare la denuncia di stalking e se prende il coraggio di prenderla per mano o addirittura tentare un bacio quella di violenza. Teorie che vorrei lasciare alle fanatiche femministe.
Carlo Giovanardi
Fossi Prodi mi chiederei cosa diavolo ho combinato per meritarmi la difesa di Giovanardi.
Caro Merlo, detesto “non c’è due senza tre” che è la più falsa delle frasi fatte. L’ avevo già proposta per la ghigliottina ma lei mi ha ignorato. Lei capisce bene che questa è l’ultima volta che glielo chiedo.
Margherita Arriva, Latina
Ghigliottina