Caro Merlo, attualmente investiamo 34 miliardi negli Usa. Nonostante la sortita storica di Meloni, che non ha ottenuto un bel nulla sui dazi, perderemo al netto 24 miliardi di dollari in investimenti. In più dovremo comprare da loro gas a quattro volte il costo di prima e le loro armi inutili. Un successone davvero. Gli affari si fanno in due, qui invece ci guadagna uno solo. Mi sembra che l’osanna di Trump a Meloni sia la più grande pernacchia all’Italia.
Bruno Ferrario, Bergamo
E invece, nonostante i complimenti esagerati — great person, fantastic, leader del mondo… — rimandino alla comicità di Eccezzziunale veramente, nel giudizio ha prevalso, non solo a destra, l’abbaglio estetico: il gigante e la bambina, l’America e l’Italia, la piccola donna sola in un club di maschiacci brutti e cattivi, l’inglese fluente che meraviglia gli italiani, c’è pure il brivido di un timido accenno di sostegno a Zelenksy, e alla fine il film parodiato è Il principe e la ballerina. È vero che nessuna…
Caro Merlo, attualmente investiamo 34 miliardi negli Usa. Nonostante la sortita storica di Meloni, che non ha ottenuto un bel nulla sui dazi, perderemo al netto 24 miliardi di dollari in investimenti. In più dovremo comprare da loro gas a quattro volte il costo di prima e le loro armi inutili. Un successone davvero. Gli affari si fanno in due, qui invece ci guadagna uno solo. Mi sembra che l’osanna di Trump a Meloni sia la più grande pernacchia all’Italia.
Bruno Ferrario, Bergamo
E invece, nonostante i complimenti esagerati — great person, fantastic, leader del mondo… — rimandino alla comicità di Eccezzziunale veramente, nel giudizio ha prevalso, non solo a destra, l’abbaglio estetico: il gigante e la bambina, l’America e l’Italia, la piccola donna sola in un club di maschiacci brutti e cattivi, l’inglese fluente che meraviglia gli italiani, c’è pure il brivido di un timido accenno di sostegno a Zelenksy, e alla fine il film parodiato è Il principe e la ballerina. È vero che nessuna trattativa era possibile, ma sull’aggressione commerciale che stiamo subendo, che è il codice di Trump, non dico che Meloni dovesse mostrare il suo famoso carattere, la testa alta, il “coraggio” che esibisce con i giornalisti impertinenti nelle finte conferenze stampa, ma forse sarebbero bastate due parole di dura franchezza come quelle che ha trovato contro il woke e il fentanyl e, da vera vincente, contro i poveri immigrati.
Caro Francesco, «mi limito a dire che la costituzione di un’unita’ europea è auspicabile e forse anche possibile, ma tengo a dichiarare che non ci sentiamo italiani in quanto europei, ma europei in quanto italiani». Ecco, mica c’è solo Ventotene! Ah, chi l’ha detto? Mussolini, al teatro lirico di Milano il 16 dicembre 1944. Che diancine (direbbe Achille Campanile).
Giancarlo Sammartano, Roma
Era l’Europa del Mussolini perdente e perduto. Nel 1932 la voleva conquistare: «Fra dieci anni, lo si può dire senza fare i profeti, l’Europa sarà fascista o fascistizzata».
Caro Merlo, Peter Wessel nel suo “L’ultimo messia” dice che l’homo sapiens è un errore evolutivo, la coscienza di cui è dotato lo rende infelice e violento, un animale tragico con desideri e pulsioni che non può soddisfare. L’unica soluzione è che scompaia. In alternativa forse (ma questo lo dico io) ci sarebbe solo di ritornare allo stato selvaggio.
Attilia Giuliani
Cronista di terremoti, intravedo un altro esito possibile. Ricordo a Amatrice il proprietario di un supermercato Simply, che si aggirava nei suoi 450 mq di merci, sulle quali aveva appena investito 500mila euro. Il pavimento era una spianata di cibi esplosi, succhi di frutta, zuppe, cipolle, uova sulle quali era facile scivolare, scatolette, sughi, nutrimento per animali, saponi, detersivi, pasta, corn flakes. Era il minestrone della modernità sottosopra, la puzza stratificata della fine del mondo, un’apocalisse postumana alla Mad Max, il film di George Miller, l’ordine sovvertito delle merci refrigerate, schedate e archiviate. Un futuro terribile, ma non selvaggio.