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Carandini, stroncatura d’amore. Netanyahu e la fine del mondo

Gerusalemme, 29 aprile: il premier israeliano Benjamin Netanyahu 

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Posta e risposta di martedì 6 maggio 2025
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Caro Merlo, il professor Andrea Carandini ha scritto una singolare prefazione al nuovo libro di Alessandro Giuli, “Antico presente. Viaggio nel sacro vivente”. Il celebre archeologo precisa di non condividere l’impostazione del ministro che “estende all’oggi la sacralità antica” come accadeva nel periodo fascista quando si “subordinava la ricerca alla politica”. Ha accettato “per precisare, riguardo al presente libro, il mio orientamento culturale e politico”. È un tiro mancino del grande studioso per rompere con la sua critica le uova nel paniere dell’autore?

Mirella Serri

Tra le mille possibili forme che può prendere una prefazione, questa di Carandini a Giuli è, solo a prima vista, del nobile genere “padrinato”. Accettando infatti di accompagnarlo e di proteggerlo, come appunto il padrino della cresima, l’archeologo più famoso d’Italia per competenze e per canuta saggezza trasferisce sul figlioccio la sua autorità carismatica. Non ci sarebbe molto da aggiungere se, come vuole l…

Caro Merlo, il professor Andrea Carandini ha scritto una singolare prefazione al nuovo libro di Alessandro Giuli, “Antico presente. Viaggio nel sacro vivente”. Il celebre archeologo precisa di non condividere l’impostazione del ministro che “estende all’oggi la sacralità antica” come accadeva nel periodo fascista quando si “subordinava la ricerca alla politica”. Ha accettato “per precisare, riguardo al presente libro, il mio orientamento culturale e politico”. È un tiro mancino del grande studioso per rompere con la sua critica le uova nel paniere dell’autore?

Mirella Serri

Tra le mille possibili forme che può prendere una prefazione, questa di Carandini a Giuli è, solo a prima vista, del nobile genere “padrinato”. Accettando infatti di accompagnarlo e di proteggerlo, come appunto il padrino della cresima, l’archeologo più famoso d’Italia per competenze e per canuta saggezza trasferisce sul figlioccio la sua autorità carismatica. Non ci sarebbe molto da aggiungere se, come vuole la tradizione, Carandini gli dedicasse poche e generose parole piene di pensiero, che in fondo il Giuli scrittore meriterebbe pure. Ma qui tutto si aggroviglia perché il buon figlioccio è il ministro di un governicchio; il carro del vincitore è un carretto; l’identità politica è, a torto o a ragione, malfamata; e arriva sotto gli occhi del maestro l’idea-patacca che ha la destra della romanità e dell’antichità classica. E, allora, per liberarsi dal groviglio di Giuli, Carandini si aggroviglia in Giuli, proprio lui che è sempre così chiaro. Ecco, dunque, l’anomalia: il padrino prende le distanze dal figlioccio e lo corregge: “da magister vorrei…”. Gli rimprovera la “stirpe etrusco-romana” e lo boccia sull’origine degli etruschi. “Genio italico” gli pare “una formula magica”. Irride gli studiosi che Giuli eleva a maestri di “saggezza italica”, Musmeci, Leonardi, Caporali e Tonelli: “Per me dei carneadi, ma colmerò la lacuna”. Però poi, quasi volesse allontanarsi dal contagio che ovviamente è inimmaginabile, purifica Giuli nella Montagna incantata, si rifugia in Isaiah Berlin, Eco, Thomas Mann… e lo invita a “superare il conservatorismo tradizionalista avvicinandosi a un conservatorismo liberale”, cioè a lui, a Carandini. E cita il suo prossimo libro Seneca e Faust “sull’archeologia e la catastrofe della morale”. Alla fine, in dieci pagine che si accapigliano tra loro, stronca Giuli alla Carandini e lo promuove con una prosa qua e là alla Giuli.

Caro Merlo, rovistando in vecchi scatoloni mi è capitata tra le mani una copia di un giornale. Titolo: “Gerusalemme, Netanyahu dichiara guerra”. Occhiello: “Le proteste internazionali non bloccano il premier, Hamas invita alla rivolta a oltranza”. La cosa che mi ha colpito di più è la data: marzo 1997.

Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)

Si ripete la fine del mondo, ma senza mai generare un nuovo mondo.

Caro Merlo, “pensiero unico”, abusatissimo da gente a cui si fa fatica a riconoscere un pensiero, mi provoca piccole fitte. Ghigliottiniamo?

Giancarlo Romano Barone, Pachino (Siracusa)

Ghigliottina.


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