Caro Merlo, “come vuoi essere chiamato?”, è la seconda domanda a cui dovrà rispondere l’eletto. Ognuno ha in cuor suo — è sicuro — il nome pronto: ma per gli altri 134 varrà come curiosità per un libro di memorie future (“se mi avessero eletto mi sarei fatto chiamare... o Donald, o Mario, o Beppe, o Piero, o Vladimiro”). Bergoglio ha aperto la strada, c’è voglia di stupire, forse qualcuno pensa a…