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Tra le emozioni del nuovo Papa Harvard, torna l’onagrocrazia

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Posta e risposta del 9 maggio 2025
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Caro Merlo, al bel racconto di Gabriele Romagnoli sulle ore e le emozioni del nuovo Papa, manca, secondo me, un pensiero, rivolto verso sé stesso, affacciandosi al balcone su piazza San Pietro: “ce l’ho fatta”. Ripenserà — anche solo per un attimo — a quello o quella che non aveva creduto in lui?

Luca Cardinalini, Stato del Vaticano, Roma

Non solo carezze e benedizioni ma, di nascosto, un santissimo “tié”.

Caro Merlo, l’università di Harvard ha risposto alla lettera di Linda McMahon segretaria all’Istruzione di Trump, nella quale si contestavano violazioni alle leggi federali, evidenziandone in rosso i tanti errori di ortografia e sintassi. Migliore risposta i professori non potevano dare: prima di punirci imparate a scrivere.

Piero Orrù

Nel 1925 Benedetto Croce denunciò, con coraggio, il governo degli asini selvaggi che censuravano e reprimevano: “Si è chiamato, nella sua forma più recente, fascismo. Io ho pensato di denominarlo in greco?onagrocrazia”. Evocava il dominio de…

Caro Merlo, al bel racconto di Gabriele Romagnoli sulle ore e le emozioni del nuovo Papa, manca, secondo me, un pensiero, rivolto verso sé stesso, affacciandosi al balcone su piazza San Pietro: “ce l’ho fatta”. Ripenserà — anche solo per un attimo — a quello o quella che non aveva creduto in lui?

Luca Cardinalini, Stato del Vaticano, Roma

Non solo carezze e benedizioni ma, di nascosto, un santissimo “tié”.

Caro Merlo, l’università di Harvard ha risposto alla lettera di Linda McMahon segretaria all’Istruzione di Trump, nella quale si contestavano violazioni alle leggi federali, evidenziandone in rosso i tanti errori di ortografia e sintassi. Migliore risposta i professori non potevano dare: prima di punirci imparate a scrivere.

Piero Orrù

Nel 1925 Benedetto Croce denunciò, con coraggio, il governo degli asini selvaggi che censuravano e reprimevano: “Si è chiamato, nella sua forma più recente, fascismo. Io ho pensato di denominarlo in greco?onagrocrazia”. Evocava il dominio dei ministri somari che, come oggi la segretaria all’Istruzione Linda McMahon, “credono di possedere nella loro ignoranza stessa una miracolosa sapienza”. Ero al liceo e in attesa del professore di filosofia che tardava ad arrivare in classe, e con il quale avevamo un rapporto di rispettosa impertinenza, scrivemmo sulla lavagna: “Osteria della chiacchiera. Alle 17 il professor Bonaventura Lipira terrà una conferenza sul tema: ’Non ho ne arte ne parte”. Sui “né” mancavano gli accenti. Il prof entrò, corresse l’errore e non disse niente.

Caro Merlo, visto su Rai5, in serata di preconclave, Spaccaossa di Vincenzo Pirrotta. Visto su La7, in serata di apertura conclave, Sognatori, con l’intervista di Luca Telese a Brunello Cucinelli. Ho sbagliato?

Antonio Murru,Cagliari

Non ha sbagliato perché la fumata non era bianca. Come ha scritto Antonio Dipollina, la domanda in studio “cosa dice questa fumata nera?” ha demolito anche la migliore televisione.

Caro Merlo, sono rimasto colpito dal ladro che in un caffè a Perugia, dopo aver puntato un coltello al collo di una signora, obbligandola a consegnargli quanto ci fosse in cassa, prima di scappare le ha dato un bacio “furtivo” nello stesso punto. Il novello Arsenio Lupin però è accusato, oltre che di rapina aggravata, anche di violenza sessuale. Non è un’esagerazione?

Rocco Rea, Arce (Frosinone)

No. Tenga sotto controllo la sua fantasia di artista. Temo che il suo ladro gentiluomo sia invece un maschio caprone e che l’accusa di violenza sessuale non sia un accanimento giudiziario. I cronisti locali raccontano, infatti, che, mentre le appoggiava la lama sul collo, il rapinatore, un napoletano di 33 anni, stringeva alla vita e palpeggiava la giovane commessa alla quale chiedeva di consegnargli l’incasso dell’elegante pasticceria Cerquiglini di Perugia: 2.250 euro. Arraffato il bottino, il “furtivo” prima ha tentato di baciarla sulla bocca e poi si è accontentato del collo. La scena, raccontata dalla vittima, è stata ripresa dalle telecamere. Se è andata così, la vicenda è da galera, non da letteratura: né Arsenio Lupin né Boccaccio e neppure Pietro l’Aretino.

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