Caro Merlo, va bene che viviamo nella società dello spettacolo, ma davvero è possibile che giovedì a Istanbul Putin e Zelensky si stringano la mano e si mettano d’accordo dimenticando i torti e i morti?
Rita Barbieri, Pavia
No, la diplomazia della stretta di mano, come quella del 1972 tra Nixon e Mao, può impedire o allontanare una guerra, ma non la può concludere. Chi fa la guerra può perdere o vincere, ma non può fare la pace e “scurdammocce ‘o passato”. E i nemici all’ultimo sangue non sono fatti per incontrarsi, se non nel duello all’ultimo sangue, come Achille e Ettore, come Orlando e Rinaldo.
Caro Merlo, perché i talebani hanno vietato gli scacchi? Di cosa hanno paura?
Lia Giuliani, Ancona
Hanno paura sempre della stessa cosa: la ragione.
Caro Merlo, Sangiuliano aveva almeno una sillaba in più davanti e una sillaba in più di dietro rispetto a Giuli. La prima alludeva, chiaramente, al suo essere mite; la seconda, velatamente, all’essere fortunato ma, tutto sommato, …
Caro Merlo, va bene che viviamo nella società dello spettacolo, ma davvero è possibile che giovedì a Istanbul Putin e Zelensky si stringano la mano e si mettano d’accordo dimenticando i torti e i morti?
Rita Barbieri, Pavia
No, la diplomazia della stretta di mano, come quella del 1972 tra Nixon e Mao, può impedire o allontanare una guerra, ma non la può concludere. Chi fa la guerra può perdere o vincere, ma non può fare la pace e “scurdammocce ‘o passato”. E i nemici all’ultimo sangue non sono fatti per incontrarsi, se non nel duello all’ultimo sangue, come Achille e Ettore, come Orlando e Rinaldo.
Caro Merlo, perché i talebani hanno vietato gli scacchi? Di cosa hanno paura?
Lia Giuliani, Ancona
Hanno paura sempre della stessa cosa: la ragione.
Caro Merlo, Sangiuliano aveva almeno una sillaba in più davanti e una sillaba in più di dietro rispetto a Giuli. La prima alludeva, chiaramente, al suo essere mite; la seconda, velatamente, all’essere fortunato ma, tutto sommato, quando parlava da ministro si faceva comprendere e aveva i titoli. Giuli, invece, non si capisce: avesse almeno i sottotitoli.
Franco Artese, Piacenza
Lei è spiritoso, ma Sangiuliano, tutta questa fortuna non l’ha avuta.
Caro Merlo, la democrazia è, per definizione, “un sistema di governo in cui il potere viene esercitato dal popolo”. La nostra costituzione, giustamente acclamata da quasi tutti, stabilisce una democrazia rappresentativa, il parlamento; unitamente alla facoltà del popolo di esprimersi in certi casi in modo diretto, attraverso referendum. Votare è un diritto; non votare, invece, pur non essendo un reato, è una grave mancanza a un dovere civico. I politici svolgono il loro compito quando esortano i cittadini a votare sì o a votare no sui referendum di 8-9 giugno. Ma sono stupefatto di non leggere indignazione riguardo a politici, e addirittura membri del governo, che invece esortano esplicitamente i cittadini a non votare, cioè a mancare a un loro dovere civico.
Lucio Luzzatto, Università di Firenze
Caro professor Luzzatto, condivido la sua passione civile e andrò a votare per tutti e cinque i referendum. E però, nel referendum abrogativo, l’astensione, lucida e furba, non tradisce l’esercizio di voto, che la Costituzione definisce “dovere civico”. L’esercizio di voto è indirettamente compiuto a causa del quorum, che è anch’esso previsto e protetto dalla Costituzione e nelle normali elezioni non esiste. Quest’astensione politicamente furba si somma infatti a quella politicamente qualunquista di chi non va per sfiducia, per disillusione, per ignavia. E dunque non votare è un voto. Non mi piace, non mi somiglia, ma il dovere civico è partecipare al voto, incidere sul risultato, esprimersi. Non mi sento di censurare chi non mi piace e non mi somiglia.
Caro Merlo, i tennisti, soprattutto se italiani, da un po’ di tempo non accedono più al turno successivo, volano. Fastidiosamente volano. Neanche fossero falchi, piccioni o pettirossi. Si può calare la mannaia?
Rita Stella
Abbiamo già calato la mannaia, ma la parola “volano” continua a volare come una zanzara.