Caro Merlo, ricordare alla presidente Meloni che le assenze agli ultimi vertici internazionali si possono giustificare in mille modi, ma vale comunque la saggezza del proverbio: gli assenti hanno sempre torto.
Valter Vecellio
Diciamo finalmente la verità: il “mi si nota di più se vengo o se non vengo?” di Nanni Moretti è una boiata pazzesca.
Caro Merlo, Leone XIV sull’anulare della destra infilerà l’anello del pescatore, segno del papato, con l’immagine di Pietro nell’atto di pescare con una rete, pescatore di uomini, secondo il Vangelo. Una domanda sciocca: l’anello piscatorio di Francesco, rotto con un martelletto dal Camerlengo, viene conservato in qualche museo o gettato nell’indifferenziato? Una riflessione: un curato di campagna un giorno mi disse che quell’immagine di Pietro era depistante, disse che «ogni sacerdote è un pescatore di uomini, da tirar su non con la rete ma con l’amo, uno alla volta: solo così funziona».
Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)
I vangeli ci dicono che gli apostoli erano pescatori nel lago di Galilea, lontano dai palazzi imperiali e dalle ville della nobiltà romana, e poi divennero “pescatori di uomini”. Ichthys è l’acrostico, antico quanto il cristianesimo, di Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore. Per i primi cristiani il simbolo del pesce è un’immagine in codice. Il Cristo era il grande pesce e i suoi fedeli i piccoli pesci. Secondo Matteo, “il regno dei cieli è simile a una rete che, gettata in mare, ha raccolto ogni sorta di pesci; quando è piena, i pescatori la traggono a riva, e messisi a sedere raccolgono il buono in vasi, e buttano via quel che non val nulla. Così avverrà alla fine dell’età presente. Verranno gli angeli, e toglieranno i malvagi di mezzo ai giusti, e li getteranno nella fornace del fuoco. Ivi sarà il pianto e lo stridor di denti”.
Caro Merlo, Salvini Vannacci Sardone: si prospettano tempi duri per Aldo Giovanni e Giacomo.
Renato Del Terra
Non sono mai riuscito a ridere dei leghisti, neppure di quelli, già razzisti, di Bossi e Maroni, e figuriamoci del trio Salvini Vannacci e Sardone, che vorrebbero mettere le manette a tutti: poveri, disperati, giovani fragili, naufraghi, neri, islamici, gay, clochard, rom. E un giorno spezzano le reni alla Germania, il giorno dopo a Macron, adorano Orbán, Putin e Trump. Sono buffi, ma non fanno ridere.
Mi ha deluso, Merlo, lo ammetto. Il cinema è prepararsi, uscire: la macchina, il parcheggio, il biglietto, entrare nella sala e nel sogno che si è scelti, cambiare scenario anche fisicamente. È magia, poesia, costretti a tacere, attenti, e commentare con estranei, con il bigliettaio, l’emozione vissuta o anche non dire niente e restare immersi in quella emozione, mentre si riprende la macchina. È evidente che non c’è paragone. A casa si può rivedere, semmai. Io amo andare al cinema da sola e sono selettiva nelle compagnie, escludo quelli che uscendo parlano d’altro. E poi chi ce l’ha uno schermo di quella portata a casa?
Teodora Iannetti, Pescara
Lei al cinema è uno spettacolo.