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I parenti di Falcone e Borsellino. Giappone, Italia, riso e tangenti

Giovanni Falcone

 

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Posta e risposta del 23 maggio 2025
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Caro Merlo, puntuali con gli anniversari delle stragi di Falcone, Borsellino e dei poveri ragazzi delle scorte, arrivano le stucchevoli polemiche tra la sorella di Falcone e il fratello di Borsellino. Mi chiedo da anni perché, anche se un’idea ce l’ho.

Diego Pirrone, Palermo

È uno strano ruolo quello del “parente di…” nell’Italia che si fonda sulla famiglia, non solo nelle università, nelle professioni e nell’impresa capitalista. Si devono alla logica del cognome anche queste polemiche tra i parenti degli eroi civili che, certo, hanno diritto al dolore e all’orgoglio di famiglia. Purtroppo, però, “l’Italia dei cognomi” affida loro anche la custodia morale e l’eredità politica di una Memoria che è invece di tutti. Tanto più che alla stessa persona una volta non si perdona di essere troppo“parente di…” e un’altra di non esserlo abbastanza. Come stupirsi allora che, a ogni anniversario, il fratello di Borsellino e la sorella di Falcone si smarriscano nel ruolo impossibile di “erede d…

Caro Merlo, puntuali con gli anniversari delle stragi di Falcone, Borsellino e dei poveri ragazzi delle scorte, arrivano le stucchevoli polemiche tra la sorella di Falcone e il fratello di Borsellino. Mi chiedo da anni perché, anche se un’idea ce l’ho.

Diego Pirrone, Palermo

È uno strano ruolo quello del “parente di…” nell’Italia che si fonda sulla famiglia, non solo nelle università, nelle professioni e nell’impresa capitalista. Si devono alla logica del cognome anche queste polemiche tra i parenti degli eroi civili che, certo, hanno diritto al dolore e all’orgoglio di famiglia. Purtroppo, però, “l’Italia dei cognomi” affida loro anche la custodia morale e l’eredità politica di una Memoria che è invece di tutti. Tanto più che alla stessa persona una volta non si perdona di essere troppo“parente di…” e un’altra di non esserlo abbastanza. Come stupirsi allora che, a ogni anniversario, il fratello di Borsellino e la sorella di Falcone si smarriscano nel ruolo impossibile di “erede dell’eroe” e si contendano una memoria che, ben al di là delle due famiglie, appartiene alla storia d’Italia?

Caro Merlo, non so se mi colpisce di più la presenza di Lello il sensitivo tra gli indagati di Sorrento, o pensando a Lollobrigida, le dimissioni di Taku Eto, ministro dell’agricoltura giapponese, per il regalo del riso.

Carmelo Morabito,Tivoli

Lei mi costringe a difendere Lollobrigida che non c’entranulla con Taku Eto e, nonostante l’assonanza tra Lollo e Lello,non merita l’accostamentooffensivo. Il giapponese Taku Eto si è dimesso perché, in piena“emergenza riso”, ha svelato di non comprarlo: “mi viene regalato in così grande quantità — ha detto divertito — che potrei venderlo”. L’ammissione del ministro giapponese è molto più grave di tutte le goffe gaffe — “la sai l’ultima di Lollo?” — che colleziona il nostro ministro. Ricevere in dono i prodotti agricoli dagli agricoltori rimanda infatti non solo alla tangente e dunque alla corruzione, ma all’odioso privilegio feudale della vita a sbafo. Non risulta che Lollo si nutra a scrocco come il suo collega giapponese che delega l’economia domestica ai suoi succubi benefattori. Diamo a Lollo quel che è di Lollo. Un allegro scrocco dello scrocco è invece quello di “Lello il sensitivo”, soprannome giornalistico legato alla sua precedente attività di mago e cartomante tv. Secondo l’accusa, Lello sarebbe un mediatore e esattore di tangenti per conto del sindaco Coppola, e dunque il parassita di un parassita visto che prendeva la tangente sulla tangente, esigeva il pizzo sul pizzo. Quanto? Qui l’imbroglio si imbroglia come nel film Lo scroccone e il ladro con Danny De Vito, dove il ladro viene derubato dal padrone della casa che sta rapinando.

Caro Merlo, è così abusata la“foto opportunity” che la propongo per la ghigliottina.

Stefano Mazzanti, Casalguidi (Pistoia)

Gli italiani vivono in posa, con la foto opportunity come ideale: “Fotografare quanto più si può — scriveva già Italo Calvino — e vivere nel modo più fotografabile possibile,considerare fotografabile ogni momento della nostra vita”.Ghigliottina.

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