Caro Merlo, ieri mio figlio appena diciottenne ha ricevuto dal comune di Roma la tessera elettorale. La sua reazione mi ha quasi commosso: “ora papà, potrò finalmente votare, a partire dai referendum” e mi ha abbracciato. Il diritto al voto è una grande conquista di civiltà e che Marco ne sia pienamente consapevole mi dà, da genitore, una speciale soddisfazione. Viva il voto!
Francesco Mozzetti, Roma
La bella, imprevista vittoria di Silvia Salis a Genova, che era la sfida più difficile della tornata elettorale, ha premiato la spericolata prudenza di Elly Schlein che lavora per tenere, a tutti i costi, sempre e dovunque unita l’opposizione di centrosinistra persino quando Conte, Renzi e Fratoianni trasformano la cauta avvedutezza del campo largo in un’audacia intellettuale, e quella di Elly Schlein diventa una mite saggezza da lupi. Ancora più temeraria, addirittura incosciente sembra la sfida per raggiungere il quorum ai referendum dell’8 e 9 giugno che davvero segnerebbe l’irruzi…
Caro Merlo, ieri mio figlio appena diciottenne ha ricevuto dal comune di Roma la tessera elettorale. La sua reazione mi ha quasi commosso: “ora papà, potrò finalmente votare, a partire dai referendum” e mi ha abbracciato. Il diritto al voto è una grande conquista di civiltà e che Marco ne sia pienamente consapevole mi dà, da genitore, una speciale soddisfazione. Viva il voto!
Francesco Mozzetti, Roma
La bella, imprevista vittoria di Silvia Salis a Genova, che era la sfida più difficile della tornata elettorale, ha premiato la spericolata prudenza di Elly Schlein che lavora per tenere, a tutti i costi, sempre e dovunque unita l’opposizione di centrosinistra persino quando Conte, Renzi e Fratoianni trasformano la cauta avvedutezza del campo largo in un’audacia intellettuale, e quella di Elly Schlein diventa una mite saggezza da lupi. Ancora più temeraria, addirittura incosciente sembra la sfida per raggiungere il quorum ai referendum dell’8 e 9 giugno che davvero segnerebbe l’irruzione dell’impossibile, la vittoria dell’irrealismo bonario e del guerriero tranquillo. E se la metafora giusta sarebbe quella famosa del “cigno nero”, forse è il caso di cambiarlo in “cigno bianco”, che è il contrario del nero-Meloni ma non è neppure il “cigno rosso” che garantirebbe il sentimento e l’emozione, ma anche la sconfitta. “Il voto è la nostra rivolta, il quorum è raggiungibile” è l’efficace slogan di un Landini che, evaso dalla prigione dell’ideologia, sembra lui il diciottenne alle urne, l’angry young man al primo voto?: “I have a dream”?Lo offro come augurio a noi, a lei, caro Mozzetti, e al suo Marco, maggiorenne “in rivolta”. E però, stia attento: in genere, a 18 anni, la rivolta è, per le civili leggi del ricambio generazionale, contro quei padri che, come il diavolo Barbariccia di Dante, del figlio fanno trombetta.
Caro Merlo, ma quanto avrà guadagnato lui (e fatto guadagnare agli amici) Trump con questi annunci su dazi sì dazi no? Palazzinaro, spacciatore seriale di fake news, e ora pure insider trader senza ritegno? E uno così piace pure?
Sergio Paglicci, Firenze
È vero che era già conosciuto come malandrino, il Trump che ha rivinto le elezioni presidenziali. E però, facendo così smaccatamente i propri interessi e proseguendo negli eccessi di una politica forse più sgangherata che estremista, facilmente Trump potrebbe perdere le elezioni di midterm del 2026 che, in un’atmosfera sicuramente di alta tensione civile e forse di recessione economica, diventeranno un referendum su di lui. I giornalisti esperti d’America dicono che Trump le teme come un incubo. E va bene che sono gli stessi che avevano tutti — ma proprio tutti — previsto che Kamala Harris alla fine ce l’avrebbe fatta: “di poco, ma ce la farà”. Mettiamola così: in democrazia basta perdere un po’ di consenso e l’orso che aveva trionfato per forza e imprevedibilità si rivela addomesticato e spelacchiato.
Caro Merlo “andare a tutta” sta al Giro d’Italia come “avere gamba” al calcio. Crescente e temibile impazza “squadra ingiocabile”. Ghigliottina a tutta?
Eugenio Furia
A tutta.