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Musk, ecco i poveri e i poveracci. C’è chi scrive la storia perdendo

Washington, 30 maggio: Elon Musk nello studio ovale alla Casa Bianca 
Posta e risposta di domenica 1 giugno 2025
2 minuti di lettura

Caro Merlo, visto l’immenso rilievo mediatico riguardo il delitto di Garlasco, non sarebbe d’accordo anche lei di dare qualche maggiore rilevanza anche al delitto di Arce? Anche laggiù una ragazza innocente, Serena Mollicone, è stata ammazzata e nessuno degli assassini è dentro a scontare la giusta pena!

Gianni De Stefani, Firenze

Per carità. Esiste, secondo me, l’abuso di cronaca nera che dovrebbe essere sanzionato, non in tribunale ma nelle coscienze, dalla cosiddetta deontologia, specie quando l’abuso si spaccia per verità senza tabù, per “necessità di sapere”, per scoop. Ci sono degli eccessi e ci sono casi di abbrutimento della vita che sono così eccezionali da meritare professionalità eccezionali che sappiano, quando occorre, anche chiudere gli occhi per pietà.

Caro Merlo, guardo l’immagine di Trump e Musk alla Casa Bianca e mi rallegro. Le bandiere, il telefono da commendatore, la poltrona da capufficio, le foto private sempre a favore di telecamere (che dicono se non tut…

Caro Merlo, visto l’immenso rilievo mediatico riguardo il delitto di Garlasco, non sarebbe d’accordo anche lei di dare qualche maggiore rilevanza anche al delitto di Arce? Anche laggiù una ragazza innocente, Serena Mollicone, è stata ammazzata e nessuno degli assassini è dentro a scontare la giusta pena!

Gianni De Stefani, Firenze

Per carità. Esiste, secondo me, l’abuso di cronaca nera che dovrebbe essere sanzionato, non in tribunale ma nelle coscienze, dalla cosiddetta deontologia, specie quando l’abuso si spaccia per verità senza tabù, per “necessità di sapere”, per scoop. Ci sono degli eccessi e ci sono casi di abbrutimento della vita che sono così eccezionali da meritare professionalità eccezionali che sappiano, quando occorre, anche chiudere gli occhi per pietà.

Caro Merlo, guardo l’immagine di Trump e Musk alla Casa Bianca e mi rallegro. Le bandiere, il telefono da commendatore, la poltrona da capufficio, le foto private sempre a favore di telecamere (che dicono se non tutto, molto). Mancano librerie pieni di dorsi di libri, con dentro solo la stessa pagina fotocopiata scritta in svedese o finlandese. Tanto a che serve leggere? Ripeto: Musk è un poveraccio, quasi quanto me.

Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)

Non si butti così giù. Secondo me, accanto a Musk, che è l’uomo più ricco del mondo, lei è il povero e lui il poveraccio.

Caro Merlo, non so se sia stata già ghigliottinata, ma proporrei la frase: “Scrivere la storia”, usata in politica e nello sport.

Alberto Milani

Antonio Conte, l’allenatore del Napoli, che è bravissimo, ma anche antipatico e fiero di esserlo, ha detto con arroganza: «C’è un dato di fatto: chi vince scrive la storia, gli altri al massimo la vanno a leggere. I ragazzi devono saperlo. Non si ricorderà nessuno se arriviamo secondi». Sembra una banalità alla Catalano, ma in realtà non sempre le cose vanno così: esistono anche vittorie dimenticate e sconfitte vincenti. Gli esempi sono tantissimi: Ettore e Achille, Brenno, l’esilio di Dante, il dolce naufragare di Leopardi, il Gattopardo e il ballo della decadenza, e nessuno ricorda il 4-1 che subimmo dal Brasile dopo l’epico scontro che avevamo vinto contro la Germania, e nel giugno del 2017 Teresa May perse le elezioni che vinse e Corbyn vinse le elezioni che perse, e sono tanti i perdenti che vincono come Gorbaciov. A volte la sconfitta è come la porta bassa attraverso la quale devono passare i minori francescani per arrivare sino a Dio.

Caro Merlo, nell’uso continuo dell’espressione inglese “sold out” per intendere “tutto esaurito” c’è un valore aggiunto che mi sfugge?

Mauro Donati, Roma

Non c’è alcun valore aggiunto. Immagino che la scelta, inizialmente, sia stata turistica. Ho già scritto tante volte che non ho simpatia per la battaglia, comunque perdente, contro l’uso dell’inglese. L’italiano non va difeso dall’inglese ma dal cattivo italiano. Aggiungo che se migliorassimo il nostro inglese, anche il nostro italiano diventerebbe migliore.


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