Ricco con la mamma comunista. Crosetto e la sua ode a Landini
Francesco MerloDaniele De Rossi
Caro Merlo, abbiamo tutti apprezzato il ritratto che ha fatto De Rossi della sua splendida mamma che, come Mario Brega nel film di Verdone, “non è comunista così, ma è comunista cosìììì”. De Rossi ha raccontato che, quando la sua mamma si era messa a scrivere sui social che bisogna aumentare le tasse ai ricchi per salvaguardare i più poveri, lui le telefonò: “Mamma, calma con questi post. Lo sai che ha un figlio milionario?”. E lei, riattaccando: “allora paga”. Caro Merlo, so che lei non ama il comunismo, ma so che ama le mamme. Quale sentimento prevale?
Luca Telese
Io sono sempre dalla parte delle mamme, anche comuniste, anche con la mamma di tutti i comunisti del mondo, che non ha un nome, ma è appunto La Madre. Scritto da Maksim Gorkij nel 1906, probabilmente in Italia, “La madre”, che è un romanzo molto migliore della sua fama, non solo diede inizio al realismo socialista, che sarebbe poi diventato orrendo come divenne orrendo il comunismo, ma è anche il romanzo che, secondo St…
Caro Merlo, abbiamo tutti apprezzato il ritratto che ha fatto De Rossi della sua splendida mamma che, come Mario Brega nel film di Verdone, “non è comunista così, ma è comunista cosìììì”. De Rossi ha raccontato che, quando la sua mamma si era messa a scrivere sui social che bisogna aumentare le tasse ai ricchi per salvaguardare i più poveri, lui le telefonò: “Mamma, calma con questi post. Lo sai che ha un figlio milionario?”. E lei, riattaccando: “allora paga”. Caro Merlo, so che lei non ama il comunismo, ma so che ama le mamme. Quale sentimento prevale?
Luca Telese
Io sono sempre dalla parte delle mamme, anche comuniste, anche con la mamma di tutti i comunisti del mondo, che non ha un nome, ma è appunto La Madre. Scritto da Maksim Gorkij nel 1906, probabilmente in Italia, “La madre”, che è un romanzo molto migliore della sua fama, non solo diede inizio al realismo socialista, che sarebbe poi diventato orrendo come divenne orrendo il comunismo, ma è anche il romanzo che, secondo Stephen Zweig, “scosse l’intera Europa perché dava la parola a un’altra Russia, sconosciuta, la cui voce proveniva dal petto oppresso e sofferente di un popolo intero”. Quando Putin invase l’Ucraina inutilmente Zelensky si appellò alle madri dei soldati russi: “Voglio, che ogni madre di ogni soldato russo veda i corpi delle persone uccise a Bucha, a Irpin, a Hostomel”. Questo per dire, caro Telese, che i torturatori, gli stupratori, gli assassini dei civili che non si comportano da soldati, tradiscono non solo l’onore militare che pur nella tragedia della guerra, è il rispetto del nemico, ma tradiscono la “Madre Russia” di Dostoevskji. Gorkij morì nel 1936 e al funerale la bara fu portata a spalla da Stalin, “il Piccolo Padre”, che era il mandante del suo avvelenamento. Consiglio a tutti, e dunque pure a De Rossi di rileggere La Madre anche se Gorkij non tiferebbe né per la sua Roma né per quella di Gasperini, ma per il Napoli, che era la “sua” città italiana: a Capri ospitò Lenin, e Sorrento gli ha dedicato una statua in piazza della Vittoria. Vale la pena rileggere, se li trovate, anche i trenta racconti che dedicò all’Italia con il titolo Fiabe italiane (Editori riuniti 1965).
Caro Merlo, a Tommaso Ciriaco che gli chiedeva se “voterà ai referendum” il ministro Crosetto ha risposto: “Deciderò se votare l’8 giugno. Ma le confesso un pregiudizio antico: se Landini dice una cosa, mi viene voglia di fare il contrario. Sempre”.
Alvaro Casini, Castiglione del Lago (Pg)
Più che la politica di un ministro sembra un’ossessione e dunque un’ode a Landini, una confessione di voto alla Totò: “Io sono anti. Mi guardi bene. Io sono anti”.
Caro Merlo, il leopardo è (anche) una macchia? Invero non capisco perché tutti (bisogna dire “e tutte”?) impieghino a ogni piè sospinto la locuzione “a macchia di leopardo”; in realtà, se ricordo bene, l’espressione nacque come “a pelle di leopardo”, che — secondo me — ha un senso. Ghigliottina?
Adriano Micali, Roma.
No. Ghigliottina per “invero” e “a ogni piè sospinto”.