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Sfogarsi contro lo sfogatoio social. Il tentato suicidio e la compassione

Stefano Addeo il professore autore del post contro la figlia della premier 

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Posta e risposta del 4 giugno 2025
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Caro Merlo, l’offesa del professore di Nola a Giorgia Meloni è gravissima, tanto più perché viene da un professore. Tutto però in Italia diventa un pretesto per le tiritere della retorica. Non crede che sfogarsi contro lo sfogatoio dei social sia l’ultima ipocrisia dei finti moralisti?

Laura Traverso, Genova

Si. Indignarsi contro il cortile-Italia dei social dove tutti, come le lavandaie di una volta, inveiscono contro tutti, è la forma che ha preso la deprecatio temporum. Vale quanto prendersela con i giovani di oggi, con la televisione, con il cattivo tempo, con gli squilli del telefonino, con il traffico…: “ah questi social di oggi, signora mia”. Non so se è ipocrisia, ma se vuole conoscere davvero un italiano cerchi quali vizi gli sembrano più odiosi negli altri e avrà trovato le linee di forza delle sue vertigini, la sua verità.

Caro Merlo, le reazioni alle parole del professore di Nola sono uguali a quelle utilizzate dal professore stesso. Non mi pare che cambi molto ogni vo…

Caro Merlo, l’offesa del professore di Nola a Giorgia Meloni è gravissima, tanto più perché viene da un professore. Tutto però in Italia diventa un pretesto per le tiritere della retorica. Non crede che sfogarsi contro lo sfogatoio dei social sia l’ultima ipocrisia dei finti moralisti?

Laura Traverso, Genova

Si. Indignarsi contro il cortile-Italia dei social dove tutti, come le lavandaie di una volta, inveiscono contro tutti, è la forma che ha preso la deprecatio temporum. Vale quanto prendersela con i giovani di oggi, con la televisione, con il cattivo tempo, con gli squilli del telefonino, con il traffico…: “ah questi social di oggi, signora mia”. Non so se è ipocrisia, ma se vuole conoscere davvero un italiano cerchi quali vizi gli sembrano più odiosi negli altri e avrà trovato le linee di forza delle sue vertigini, la sua verità.

Caro Merlo, le reazioni alle parole del professore di Nola sono uguali a quelle utilizzate dal professore stesso. Non mi pare che cambi molto ogni volta che c’è una persona da mettere alla gogna, magari in attesa del gesto a fare da corollario al feretro. Come se ne esce?

Daniele Mosconi, Fondi

Non se ne esce. Ci sono però dei punti fermi. Chi mette alla gogna prima o poi finisce alla gogna. Il tentato suicidio non è un falso suicidio, ma un suicidio non riuscito; la disperazione è la stessa. Solo Giorgia Meloni, che è la persona gravemente offesa, potrebbe permettersi il piccolo grande gesto del perdono che compatisce e non punisce, e alla violenza della pena preferisce l’energia della compassione.

Caro Merlo, dunque Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura (!) e ex direttore di Tg2, è ricomparso sullo stesso tg come autore del servizio sui disordini a Parigi, dopo la vittoria del Paris St. Germain, servizio che mi sono perso — ma non me ne pento — , di cui ho avuto notizia da Repubblica. Questa di un direttore di giornale, che dopo la parentesi ministeriale dove certamente non ha brillato per cultura, torna a fare il giornalista — corrispondente da Parigi — nello stesso quotidiano che aveva diretto, mi torna nuova. Mai sentita una cosa del genere nella mia cinquantennale carriere giornalistica.

Sandro Sansò

Gennaro Sangiuliano faceva il giornalista, ovviamente di destra, e non lo faceva male. È tornato a fare il giornalista e non c’è ragione che lo faccia male. Se non avesse smesso di fare il giornalista sarebbe stato meglio anche per lui.

Caro Merlo, Meloni ha detto che andrà a votare per i referendum ma non ritirerà le schede, opzione che si può fare anche se rappresenta un metodo per impedire il raggiungimento del quorum. Ho la sensazione che questa mossa pilatesca serva a sollecitare i suoi elettori nei ballottaggi.

Stefano Mazzanti, Casalguidi (Pistoia)

A me pare che la mossa sia molto furba e che non c’entri nulla con lo scetticismo di Pilato, sul quale consiglio “Il procuratore della Giudea”, breve, velocissimo capolavoro di Anatole France, tradotto da Sciascia e pubblicato da Sellerio, con una Nota dello stesso Sciascia.

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