De Laurentiis, il Napoli come scudo Soldi arabi sciocchi, non immorali
Francesco MerloCaro Francesco, dai un’occhiata al video che ti allego, dove l’inviato del Il Centro e di Rete 8, Daniele Cristofani, è stato “redarguito” dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis con una lezione di giornalismo e di vita, espressa con il turpiloquio e impreziosita da toccamenti. Secondo te, lo scudetto gli ha dato alla testa?
Domenico Ranieri, Il Centro Pescara
Ho visto il video e lo trascrivo. Senza aver subito alcuna provocazione, il presidente del Napoli De Laurentiis, con accanto il compiacente ma imbarazzato presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, chiede al cronista: “Posso farle io una domanda? Quanti anni ha lei?”. Risposta: “25”. E parte la lectio magistralis: “Lei, a 25 anni, perché appartiene a quei rompicoglioni di televisioni stantie e vecchie che devono sempre parlare delle cose che non funzionano, invece di quelle cose che in Italia possono funzionare? Se l’Italia va male è anche per colpa vostra. Io quando la sera ceno e vedo un ‘Telegiornale della dis…
Caro Francesco, dai un’occhiata al video che ti allego, dove l’inviato del Il Centro e di Rete 8, Daniele Cristofani, è stato “redarguito” dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis con una lezione di giornalismo e di vita, espressa con il turpiloquio e impreziosita da toccamenti. Secondo te, lo scudetto gli ha dato alla testa?
Domenico Ranieri, Il Centro Pescara
Ho visto il video e lo trascrivo. Senza aver subito alcuna provocazione, il presidente del Napoli De Laurentiis, con accanto il compiacente ma imbarazzato presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, chiede al cronista: “Posso farle io una domanda? Quanti anni ha lei?”. Risposta: “25”. E parte la lectio magistralis: “Lei, a 25 anni, perché appartiene a quei rompicoglioni di televisioni stantie e vecchie che devono sempre parlare delle cose che non funzionano, invece di quelle cose che in Italia possono funzionare? Se l’Italia va male è anche per colpa vostra. Io quando la sera ceno e vedo un ‘Telegiornale della disgrazia’, io mi tocco le palle. Ma non si può rompere i coglioni agli italiani facendo dei telegiornali pieni di cattive notizie. Voi dovete essere quelli ottimisti. Se non lo siete voi che siete giovani, ma chi cazzo lo deve essere?”. Il bravissimo Daniele Cristofani, cronista lucido e gentile, replica: “Noi portiamo notizie, ecco. Che siano buone o cattive, quello dipende da cosa succede”. E De Laurentiis: “Eh no, facendo così, voi portate sfiga, e uno si tocca i coglioni”; e, prima di andarsene, si tocca. Che dire? Non è abbastanza per indignarsi. L’errore da evitare è attribuire questa pittoresca filosofia morale allo stereotipo della Napoli dei lazzari, ricchi ma poveracci, e al rione Sanità, e al don Antonio di Eduardo che “rendeva il mondo meno rotondo e più quadrato” e che ha ispirato il don Vito Corleone di Coppola. È vero il contrario: la scenetta umilia e tradisce tutta Napoli. I padrini del calcio — macchiette&potere — sono infatti un’antropologia italiana. E qui la nobiltà di Napoli e la bella avventura del suo scudetto sono indossati come una corazza che protegge il cafonal nazionale.
Caro Merlo, se mi avessero offerto 25 milioni annui per allenare in mezzo al deserto... Ma nessuno me li offre.
Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)
Questi soldi arabi nel calcio non sono immorali, sono sciocchi. Vanno ancora bene per prolungare l’epica carriera di atleti vecchi e non ancora estenuati, come Ronaldo. Ma la carriera di un allenatore sconfitto, com’è Inzaghi (o Mancini) aveva bisogno di un rilancio rischioso e coraggioso, non di una liquidazione che definitivamente la chiude. Caro Cardinalini, non si rassegni, di questo passo riempiranno di soldi pure lei.
Caro Merlo, forse in omaggio alla Giornata dell’Ambiente sono stati assolti “per la tenuità del fatto” i tre di “Ultima generazione” che nel 2023 annerirono la fontana di piazza di Spagna. La ripulitura costò 4000 euro.
Laura Spaziani, Roma
Imbrattano i quadri, fermano il traffico, irrompono nei ristoranti… L’entità è lieve ma l’impunità li rafforza. Sarebbe bastata una pena simbolica. Ripulire un monumento, per esempio.