Caro Merlo, scrivo dal Vivi Bistrot, dove c’è l’unico bagno accessibile di Villa Pamphili, il parco più grande di Roma. È inaccettabile che tutti i bagni pubblici siano chiusi. Dopo il ritrovamento di una donna e una bambina morte non si può pretendere che donne, bambini e anziani facciano i bisogni nel bosco o si portino i pannoloni.
Alice Stewart, Roma
Dove sono i gabinetti? In centro, piazza del Popolo, Babbuino, Navona, Campo dei Fiori, Coronari, attorno al Parlamento, ai Parioli, al Nomentano, sotto il Lungotevere, nelle strade ciclabili e pedonabili… quasi dovunque la vescica è a rischio. Immagino che, quando gli scappa, il sindaco Roberto Gualtieri, che è amico dell’igiene e della grammatica, venga accolto con simpatia nella “ritirata” che troppo spesso i bar riservano “solo ai clienti” oppure scrivono “guasto”. Io, che cammino molto a piedi, entro e pago, con un caffè che non consumo, il diritto alla minzione. Qualche volta ho usato i bagni a quattro stelle degli alberghi …
Caro Merlo, scrivo dal Vivi Bistrot, dove c’è l’unico bagno accessibile di Villa Pamphili, il parco più grande di Roma. È inaccettabile che tutti i bagni pubblici siano chiusi. Dopo il ritrovamento di una donna e una bambina morte non si può pretendere che donne, bambini e anziani facciano i bisogni nel bosco o si portino i pannoloni.
Alice Stewart, Roma
Dove sono i gabinetti? In centro, piazza del Popolo, Babbuino, Navona, Campo dei Fiori, Coronari, attorno al Parlamento, ai Parioli, al Nomentano, sotto il Lungotevere, nelle strade ciclabili e pedonabili… quasi dovunque la vescica è a rischio. Immagino che, quando gli scappa, il sindaco Roberto Gualtieri, che è amico dell’igiene e della grammatica, venga accolto con simpatia nella “ritirata” che troppo spesso i bar riservano “solo ai clienti” oppure scrivono “guasto”. Io, che cammino molto a piedi, entro e pago, con un caffè che non consumo, il diritto alla minzione. Qualche volta ho usato i bagni a quattro stelle degli alberghi andandoci da “portoghese”, e non sono mai stato fermato. Al Flaminio, piazza Mancini, Olimpico, Castel Sant’Angelo… il bisogno scorre, scroscia, o dolentemente si spappola a cielo aperto. Proprio come a villa Pamphili, anche attorno a Santa Maria Maggiore, Colle Oppio, e all’Esquilino mi è capitato di vedere gli accovacciati. Durante i funerali del Papa avevo notato, attorno a San Pietro, le stesse colonne chimiche che appaiono quando ci sono lavori in corso. Il caldo presto aggraverà l’aria già olente di una città che ha urgente il bisogno di un bagno culturale.
Caro Merlo, l’Europa ha accettato la nuova modifica del Pnrr: usciranno dal finanziamento l’alta velocità Napoli-Bari e Salerno-Reggio Calabria. Non sono realizzabili entro un anno, si è detto. Nel 1962, all’inizio dei lavori per l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, fu posta una targa: “Dopo ventuno secoli la via che Roma aprì a unire le genti del Mezzogiorno si riapre sulle antiche orme da Salerno a Reggio Calabria”. Il premier Fanfani ne assicurò la conclusione in due anni. I lavori durarono fino al 2016 tra smottamenti, rifacimenti, file interminabili sotto il sole e sperperi. L’alta velocità arriverà ugualmente tra 50 anni. Il Sud è destinato a restare lontano. Un tempo si diceva che Cristo si è fermato a Eboli.
Mirella Serri
«Abbiamo fatto il ponte di Genova — ha detto Renzo Piano — in un anno invece di tre, e abbiamo rispettato tutte le regole». È vero che la più oziosa delle dispute è la questione meridionale, ma solo i treni che hanno unito l’Italia possono renderla meno diseguale e un giorno, quando lo si sottrarrà alla demagogia non solo di Salvini, persino il Ponte di Messina tornerà a essere un’idea di sviluppo e di pace. Anche in metafora tutto comincia a risolversi con un ponte.
Caro Merlo, che ne è stato di Fanny, si è salvata? Leggere di Fanny “che si era cambiata d’abito tre volte prima di lanciarsi dalla finestra dell’ufficio” mi ha turbata.
Barbara Laudisa
Di quei suicidi in France Telecom — 35 tra 2008 e 2009 — Fanny fu la numero 23.