Caro Merlo, il mitico Claudio Ranieri ha rifiutato di allenare la Nazionale. Avrebbe potuto continuare a fare il consulente della Roma, ma non ha accettato il doppio incarico. Secondo lei era più eroico accettare o rifiutare?
Laura Traverso, Genova
Lasciando perdere l’eroismo, del quale, come si sa, è bene non avere bisogno, non salva mai la patria chi accetta il ruolo di Salvatore della Patria. Cos’ha rifiutato Ranieri? Ha rifiutato il conflitto di interessi che prima era uno scandalo italiano e che ora Trump ha trasformato in normalità, in sistema. A 73 anni Ranieri ha rifiutato anche il giovanilismo, che è un’altra malattia italiana, il peggiore vezzo della vecchiaia, che ti fa ignorare i tuoi limiti e, nello sport, nello spettacolo, nella politica… invece di esaltarti in ruoli di saggezza, com’è appunto la consulenza di Ranieri alla Roma (l’allenatore è Gasperini), ti mortifica in ruoli da viagra e dentiere in forma smagliante, con la tecnologia della maschera e l’estetica dell’…
Caro Merlo, il mitico Claudio Ranieri ha rifiutato di allenare la Nazionale. Avrebbe potuto continuare a fare il consulente della Roma, ma non ha accettato il doppio incarico. Secondo lei era più eroico accettare o rifiutare?
Laura Traverso, Genova
Lasciando perdere l’eroismo, del quale, come si sa, è bene non avere bisogno, non salva mai la patria chi accetta il ruolo di Salvatore della Patria. Cos’ha rifiutato Ranieri? Ha rifiutato il conflitto di interessi che prima era uno scandalo italiano e che ora Trump ha trasformato in normalità, in sistema. A 73 anni Ranieri ha rifiutato anche il giovanilismo, che è un’altra malattia italiana, il peggiore vezzo della vecchiaia, che ti fa ignorare i tuoi limiti e, nello sport, nello spettacolo, nella politica… invece di esaltarti in ruoli di saggezza, com’è appunto la consulenza di Ranieri alla Roma (l’allenatore è Gasperini), ti mortifica in ruoli da viagra e dentiere in forma smagliante, con la tecnologia della maschera e l’estetica dell’Avatar. Infine, Ranieri, romano del Testaccio, ha anteposto la Roma alla Nazionale, la piccola patria alla Patria, il nativismo alla bandiera. Ha scelto la Matria, traduzione dal tedesco Mutterland, terra della madre, che il grande visionario e reazionario Jünger contrapponeva alla Vaterland, terra del padre. C’è una sterminata bibliografia sullo sport che usa il linguaggio della guerra — l’attacco, la difesa, lo sfondamento... — è un addestramento alla guerra e di tanto in tanto finisce in guerra vera, con feriti, morti e distruzioni. Ma se lo sport è simulazione di guerra, bisogna allora ammettere che il patriottismo è un valore sportivo, come dimostrano le bandiere nazionali sventolate dai tifosi in festa. Si può dunque dire che Ranieri è stato antipatriottico, aggiungendo però che non si può imporre l’amor di patria: non lo si inventa. E credo che, in maggioranza, somigliamo tutti a Ranieri, core de Roma prima che italiano.
Caro Merlo, ha vinto l’astensione organizzata dalla maggioranza di governo o ha vinto l’astensione ormai endemica?
Mario Bassi, Macerata
Anche se Giorgia Meloni avesse dato indicazione di votare, il quorum non sarebbe stato raggiunto. Dunque politicamente hanno vinto “i furbi” di Bukowski, quelli che “scendono la corrente come pesci bianchi nell’acqua blu”.
Caro Merlo, sono andata a votare ma sapevo, come tutti gli italiani, che il quorum non sarebbe stato raggiunto. Perché ci hanno chiamato a combattere una battaglia perduta in partenza? Ingenuità o estremismo?
Giulia Maria Ferrigno, Pavia
Estremismo.
Caro Merlo, ho molta simpatia per Vasco Rossi, ma perché i cantanti italiani, chi prima e chi dopo, si mettono tutti a fare i predicatori?
Luisa Corradi, Firenze
Vasco ci prende tutti in giro. Nel fuori misura sottoculturale italiano è il finto sballato che, di tanto in tanto, tira fuori meravigliose, “spericolate” bufale come questa che affidò a Aldo Cazzullo: «La Critica della ragion pura mi ha cambiato la vita».