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Quel carabiniere ucciso è un eroe di tutti, non della destra

Ostuni (Brindisi), 13 giugno: la salma di Carlo Legrottaglie (ansa)

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Posta e risposta di sabato 14 giugno 2025
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Caro Merlo, a uccidere il brigadiere Legrottaglie sono stati due malviventi, due italiani. Nel buio e nel dramma più totale, la catena del rancore e della spietatezza dovrebbe però almeno finire qui.

Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)

Sta riprovando la destra delle ossessioni a far credere che sia di destra esaltare l’Arma dei carabinieri e che invece sia di sinistra degradarla a “sbirraglia”. La destra si sentirebbe difesa dal carabiniere e la sinistra invece offesa. E dunque sarebbero di destra le divise, la fiamma, le pattuglie; e negli scontri a fuoco e negli inseguimenti, come quello che è costato la vita al brigadiere Carlo Legrottaglie, sotto sotto chi è di sinistra, consumata l’emozione del lutto, tornerebbe, tra la guardia e il ladro, a scegliere il ladro. Dovrebbe essere superfluo dire che questa spazzatura ideologica diventa grottesca quando, come in questi giorni di sofferenza, produce, purtroppo nel governo, nuove promesse di spietatezza e alimenta la rabbia… contro…

Caro Merlo, a uccidere il brigadiere Legrottaglie sono stati due malviventi, due italiani. Nel buio e nel dramma più totale, la catena del rancore e della spietatezza dovrebbe però almeno finire qui.

Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)

Sta riprovando la destra delle ossessioni a far credere che sia di destra esaltare l’Arma dei carabinieri e che invece sia di sinistra degradarla a “sbirraglia”. La destra si sentirebbe difesa dal carabiniere e la sinistra invece offesa. E dunque sarebbero di destra le divise, la fiamma, le pattuglie; e negli scontri a fuoco e negli inseguimenti, come quello che è costato la vita al brigadiere Carlo Legrottaglie, sotto sotto chi è di sinistra, consumata l’emozione del lutto, tornerebbe, tra la guardia e il ladro, a scegliere il ladro. Dovrebbe essere superfluo dire che questa spazzatura ideologica diventa grottesca quando, come in questi giorni di sofferenza, produce, purtroppo nel governo, nuove promesse di spietatezza e alimenta la rabbia… contro gli immigrati, che non c’entrano nulla, ma come si fa a perdere l’occasione? E allora diciamolo qui che i carabinieri sono un bene comune, che il pronto intervento è “l’arrivano i nostri” della democrazia.

Nelle emergenze, negli attentati, nelle catastrofi, nei pericoli le divise dei carabinieri sono le difese che più rassicurano e proteggono. E quando ci è capitato, purtroppo, di doverli giudicare male, non è certo perché somigliavano alle divise che indossavano ma, al contrario, perché le offendevano. Sono loro gli eroi antimafia, il generale Dalla Chiesa che ha sconfitto anche il terrorismo e il capitano Bellodi come modello disegnato dalla sinistra italiana nel 1961: “un uomo, un carabiniere, che l’autorità di cui era investito considerava come il chirurgo considera il bisturi: uno strumento da usare con precauzione, con precisione, con sicurezza, che riteneva la legge scaturita dall’idea di giustizia e alla giustizia congiunto ogni atto che dalla legge muovesse”.

È questo il principio di legalità che, pur tra tanti errori, ha ispirato la sinistra, ed è l’identikit di Carlo Legrottaglie. Mi è capitato di vedere dieci, cento, mille Legrottaglie, giovedì 5 giugno, appunto in Puglia, tutti uguali a lui e tutti diversi da lui, ma tutti con il coraggio fisico e l’onestà del galantuomo. Sono un vecchio amico del comandante dei carabinieri della Puglia, Ubaldo Del Monaco, e ho assistito alla Festa dell’Arma, ospite suo e di sua moglie Elisabetta, una ex collega giornalista che, bravissima, si occupava di cronaca e, dimettendosi, risolse con l’eleganza dell’amore il conflitto di interessi, e sembra già una luce di miracolo di questi tempi.

La Festa dell’Arma a Bari si è svolta davanti al mare perché quella pugliese è la sola caserma, credo, che ha il mare come sguardo, la freschezza e la luce di una terra bellissima, che nel suo dilatarsi ha un cuore d’acqua. Ingenua e popolare, quella festa pugliese, senza “l’inutil pompa” romana, è stata la festa di Legrottaglie, la festa della democrazia.


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