Caro Merlo, ho letto nei giorni scorsi le lettere sull’emergenza gabinetti ma nessuna è paragonabile a quello che succede a chi, come me, è costretto a muoversi in carrozzina. I bagni accessibili ai disabili a Roma non esistono. Mi trovo davanti scale, gradini, porte troppo strette. Una volta per la disperazione ho pensato di fare la pipì nel Tevere da ponte Garibaldi. Da allora ho imparato a sopravvivere. Calcolo le uscite in base alla tenuta della vescica, munito di slip assorbenti e pappagallo. Musei e ospedali sono le uniche oasi, insieme alle catene delle multinazionali, agli hotel 4 stelle e a qualche ristoratore illuminato. Sono romano e amo Roma ma credo che l’emergenza bagni per disabili sia l’espressione del disprezzo tra concittadini. Nelle altre città europee non è così. È una vergogna che deve essere affrontata con il concorso di tutti.
Omero Ciai, Roma
Caro Omero, con la curiosità e la sensibilità del grande reporter hai raccontato il mondo, soprattutto l’America latina,…
Caro Merlo, ho letto nei giorni scorsi le lettere sull’emergenza gabinetti ma nessuna è paragonabile a quello che succede a chi, come me, è costretto a muoversi in carrozzina. I bagni accessibili ai disabili a Roma non esistono. Mi trovo davanti scale, gradini, porte troppo strette. Una volta per la disperazione ho pensato di fare la pipì nel Tevere da ponte Garibaldi. Da allora ho imparato a sopravvivere. Calcolo le uscite in base alla tenuta della vescica, munito di slip assorbenti e pappagallo. Musei e ospedali sono le uniche oasi, insieme alle catene delle multinazionali, agli hotel 4 stelle e a qualche ristoratore illuminato. Sono romano e amo Roma ma credo che l’emergenza bagni per disabili sia l’espressione del disprezzo tra concittadini. Nelle altre città europee non è così. È una vergogna che deve essere affrontata con il concorso di tutti.
Omero Ciai, Roma
Caro Omero, con la curiosità e la sensibilità del grande reporter hai raccontato il mondo, soprattutto l’America latina, e ci hai abituato a leggere i dettagli come presagi di storia. Ebbene, anche questa tua dolente testimonianza sui bagni pubblici di Roma, dove tutti gli altri entrano e i disabili sono costretti a stare fuori, segnala, nella nostra capitale, il collasso di un sistema di regole e valori. “L’inclusione dei disabili misura la civiltà dei luoghi” ha detto il presidente Mattarella. Hai ragione: è inaccettabile che Roma non appartenga più alla civiltà dei gabinetti.
Caro Merlo, l’attore Alberto Rossi è volto noto della telenovela “Un posto al sole”. Da trent’anni o giù di li. In un’intervista ha detto che lavorare gli è stato difficile perché è di destra, pronipote di Niccolai, deputato pisano del Msi. “Una mosca bianca” si è definito. Spuntano come funghi autunnali gli attori destri.
Piero Orrù
Guardo poco Un posto al sole, ma penso che, per un attore, la lunghissima serialità in Rai, più che al teatro long-running, somigli all’impiego parastatale. Ricordo Rossi nel Gattopardo ridotto da Netflix a pessima soap opera. Sono sicuro che, adesso che il mondo corre a destra, Rossi e tutte le altre “mosche bianche” ci stupiranno con Shakespeare e Pirandello.
Caro Merlo, leggo che le dimissioni di Luca de Meo dalla Renault segnerebbero la fine di un’epoca e darebbero un’accelerazione al tramonto dell’auto europea che si arrende alla Cina. A me pare un’esagerazione che non capisco.
Ettore Marini, Torino
Non è soltanto un’esagerazione, è una sciocchezza. La vocazione di Luca de Meo non è quella di scappare dalle crisi ma di andare nelle crisi. E infatti, dopo tanti anni di successi nell’auto, è stato chiamato in un altro importante settore industriale, quello del lusso, amministratore di Kering, appunto per risolverne la crisi, se ci riesce.
Caro Merlo, è diventato un insopportabile intercalare di finta sapienza dire “nell’epoca dell’intelligenza artificiale”. Ghigliottina?
Egle Santonocito
Evoca la modernità, la tecnologia, la creatività, il pericolo, l’ignoto, la fantascienza, il fattore umano… È la nuova deriva del cretino cognitivo: ghigliottina.