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Il popolo iraniano e “il lavoro sporco”. La famiglia normale è omosessuale

Friederich Merz 

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Posta e risposta del 19 giugno 2025
2 minuti di lettura

Caro Merlo, “Israele sta facendo il lavoro sporco per tutti noi”, è la frase del cancelliere tedesco Merz che dà il senso storico a tutto. Israele aggredisce infatti l’arsenale nucleare del regime degli ayatollah che non minaccia solo Israele, ma l’Occidente e il mondo intero. E però l’espressione “lavoro sporco” nasconde, nell’eufemismo, la vittima innocente che nessuno rispetta, ed è il popolo iraniano che pure contro quel regime combatte.

Laura Traverso, Genova

Il popolo iraniano — cento milioni — , che dal 1979 è vittima del regime feroce degli ayatollah che opprimono, incarcerano, torturano, impiccano in piazza e bruciano le donne, è ora vittima anche della guerra, vale a dire del lavoro sporco di Israele che, come tutte le guerre, anche quelle giuste, spietatamente uccide più civili che soldati. Anche la seconda guerra mondiale uccise

più civili che soldati, eppure a quella guerra contro i nazifascisti, che ha il nome di Liberazione, dobbiamo la democrazia che, per esempio in…

Caro Merlo, “Israele sta facendo il lavoro sporco per tutti noi”, è la frase del cancelliere tedesco Merz che dà il senso storico a tutto. Israele aggredisce infatti l’arsenale nucleare del regime degli ayatollah che non minaccia solo Israele, ma l’Occidente e il mondo intero. E però l’espressione “lavoro sporco” nasconde, nell’eufemismo, la vittima innocente che nessuno rispetta, ed è il popolo iraniano che pure contro quel regime combatte.

Laura Traverso, Genova

Il popolo iraniano — cento milioni — , che dal 1979 è vittima del regime feroce degli ayatollah che opprimono, incarcerano, torturano, impiccano in piazza e bruciano le donne, è ora vittima anche della guerra, vale a dire del lavoro sporco di Israele che, come tutte le guerre, anche quelle giuste, spietatamente uccide più civili che soldati. Anche la seconda guerra mondiale uccise

più civili che soldati, eppure a quella guerra contro i nazifascisti, che ha il nome di Liberazione, dobbiamo la democrazia che, per esempio in Italia, garantisce proprio quei diritti che il fascismo negava.

Caro Merlo, ho letto il bel ricordo che Enrico Franceschini ha dedicato a William Langewiesche, che è uno degli autori che ho scoperto e amato grazie a lei. Ho conservato un vecchio articolo in cui lei definisce un capolavoro “Terrore dal mare”.

Elisa D’Amelio, Milano

Morto a 70 anni di tumore, William Langewiesche, un giornalista che Enrico Franceschini, alla Vasco Rossi assimila alla vita spericolata di Steve McQueen, ha scritto tanto, ma il suo reportage capolavoro è rimasto “Terrore dal mare”. Segnalo, a memoria, le ultime pagine dedicate allo smaltimento delle navi di tutto il mondo, un settore dell’economia

che il capitalismo ha espulso dalle sue attività civili perché troppo costoso e pericoloso. Sembra di vederli e sentirli, nel racconto di Langewiesche, i parassiti del residuo, i divoratori di carcami che trasformano e smaltiscono di più di 700 navi all’anno, “a mani nude” in Pakistan, Bangladesh e soprattutto in India, nello stato di Gujarat, sulla spiaggia di Alang dove 40mila operai per due dollari l’ora si arrampicano e smembrano quelle “città fantasma” con i ventri squarciati, e sono tagliatori, arrampicatori, un folla che solo a poco a poco prende senso, tra cavi infiammabili, pareti sottili… e le preziosissime campane di bordo riciclate nei templi indù. Ed è tutto un cigolare, uno scricchiolare, uno sbattere di acciaio sul legno che è il rumore di fondo, la musica del nostro declino, della modernità che, divorata, via via sparisce. (Il bellissimo titolo The Outlaw Sea, Il Mare fuorilegge, divenne nell’italiano di Adelphi “Terrore dal mare”, come fosse un romanzetto dell’orrore. Boh.

Caro Francesco, come è possibile che il figlio di Bossi è stato condannato per maltrattamenti nei confronti della madre? Sono sconcertata. Quasi tutti i politici che ci governano o ci hanno governato hanno famiglie disastrate.

Anna Beltrame

In Italia i soli a rispettare e rilanciare il codice alto della famiglia sono gli omosessuali ai quali, in nome della famiglia che tutti gli altri maltrattano, vengono negati i diritti di fare famiglia.

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