Caro Merlo, fanno paura le immagini dell’immensa folla che, promettendo la distruzione di Israele, ha partecipato a Teheran ai funerali dei 60 “martiri” uccisi dalla guerra. Altro che “regime change”! Non ha anche lei il sospetto che invece il regime degli Ayatollah si sia rafforzato?
Marta Ricci, Roma
La mia impressione è che solo il regime di Teheran aveva temuto un cambio di regime a Teheran. Solo gli Ayatollah avevano creduto che la guerra, le bombe israeliane e americane, avrebbero potuto facilitare un regime change, espressione che abbiamo ghigliottinato alcune settimane fa. Khamenei, nascosto nel suo imprendibile buco, aveva addirittura designato i propri eventuali successori, proprio perché aveva paura. E non era una paura infondata. È infatti vero che una guerra esterna e mirata contro un regime non riesce a rovesciarlo, ma la guerra aiuta i popoli a liberarsi e a rovesciare i regimi, come accadde in Russia con la rivoluzione bolscevica e anche in Italia con la caduta del f…
Caro Merlo, fanno paura le immagini dell’immensa folla che, promettendo la distruzione di Israele, ha partecipato a Teheran ai funerali dei 60 “martiri” uccisi dalla guerra. Altro che “regime change”! Non ha anche lei il sospetto che invece il regime degli Ayatollah si sia rafforzato?
Marta Ricci, Roma
La mia impressione è che solo il regime di Teheran aveva temuto un cambio di regime a Teheran. Solo gli Ayatollah avevano creduto che la guerra, le bombe israeliane e americane, avrebbero potuto facilitare un regime change, espressione che abbiamo ghigliottinato alcune settimane fa. Khamenei, nascosto nel suo imprendibile buco, aveva addirittura designato i propri eventuali successori, proprio perché aveva paura. E non era una paura infondata. È infatti vero che una guerra esterna e mirata contro un regime non riesce a rovesciarlo, ma la guerra aiuta i popoli a liberarsi e a rovesciare i regimi, come accadde in Russia con la rivoluzione bolscevica e anche in Italia con la caduta del fascismo.
Caro Merlo, di nuovo il caldo opprimente rovina l’estate. Ogni anno il cambiamento climatico alza le temperature, ma pur boccheggiando gli italiani amano ancora questo “bel tempo”. Va bene che ci sono i gelati e il mare e va bene passeggiare al tramonto sulla spiaggia, ma sono sicura che presto come Fantozzi ci sfogheremo urlando la verità: “Odio l’estate”.
Luisa Costarelli, Firenze
Ogni anno di più, ogni anno peggio. Aumentano i ricoveri e i consumi di energia, i prezzi della frutta, le malattie respiratorie causate dai condizionatori, l’assalto di insetti sempre più grossi e aggressivi, i suicidi, gli omicidi, gli incendi, la puzza di spazzatura fermentata, il nervosismo e i cattivi pensieri, le liti e le coliti. In questo mondo malato, abbagliato e sempre più riscaldato troviamo un po’ di sollievo solo nell’ombra della sera. Non è più vero, e forse non è mai stato vero, che “cerchiamo l’estate tutto l’anno”. L’estate che sogniamo è infatti fresca come una primavera e mite con un inverno; la bella estate non somiglia più all’estate, ma a un autunno tiepido e discreto.
Caro Merlo, in merito alle pompose e imbarazzanti nozze veneziane fra il riccone e l’innamoratissima signora reduce da un viaggio spaziale e da numerosi interventi di chirurgia estetica, è possibile esprimere un sentito, reboante, stentoreo “chissenefrega”?
Emanuele Aliotta, San Gillio (To)
Non si faccia illusioni, il suo chissenefrega è troppo “sentito, reboante e stentoreo” per essere un vero “chissenefrega”.
Caro Merlo, vorrei promuovere l’uso dell’espressione turismo di massa e condannare alla ghigliottina “overtourism”, che ne pensa?
Giovanna Albretti, architetto, Canton Ticino
Sono significati diversi. Il turismo di massa è un concetto sociologico. L’overtourism, che venti anni fa non c’era, è una concentrazione eccessiva che supera le capacità di un singolo centro storico, come quello di Firenze, o di una sola strada, come via Toledo a Napoli o Strada Nuova a Venezia. Ghigliottina negata.