Caro Merlo, dopo le proteste dei sindacati, una delle maggiori piattaforme di delivery, Glovo, ha sospeso i bonus previsti per le consegne nelle fasce orarie più afose. Non è singolare che le organizzazioni sindacali abbiano attaccato la misura, ovvero pochi centesimi in più in busta paga, considerandola addirittura un incentivo economico in grado di costringere i ciclofattorini a lavorare nelle ore più infuocate? Non era meglio che avessero chiesto di monetizzare meglio il sacrificio, anziché lasciare i rider al caldo e a bocca asciutta?
Mirella Serri
E però la vertenza aperta dal sindacato è squisitamente filosofica, di quelle senza soluzione, una “disputatio” sul concetto di “incentivo”, che manco Protagora di Abdera. Anziché chiedere l’aumento — la triplicazione almeno — del misero bonus-caldo, pochi centesimi che crescono sino a un massimo di 20 con il crescere della temperatura, il sindacato ha chiesto di “correggere la comunicazione” che nientemeno “rischia di trasformare un per…
Caro Merlo, dopo le proteste dei sindacati, una delle maggiori piattaforme di delivery, Glovo, ha sospeso i bonus previsti per le consegne nelle fasce orarie più afose. Non è singolare che le organizzazioni sindacali abbiano attaccato la misura, ovvero pochi centesimi in più in busta paga, considerandola addirittura un incentivo economico in grado di costringere i ciclofattorini a lavorare nelle ore più infuocate? Non era meglio che avessero chiesto di monetizzare meglio il sacrificio, anziché lasciare i rider al caldo e a bocca asciutta?
Mirella Serri
E però la vertenza aperta dal sindacato è squisitamente filosofica, di quelle senza soluzione, una “disputatio” sul concetto di “incentivo”, che manco Protagora di Abdera. Anziché chiedere l’aumento — la triplicazione almeno — del misero bonus-caldo, pochi centesimi che crescono sino a un massimo di 20 con il crescere della temperatura, il sindacato ha chiesto di “correggere la comunicazione” che nientemeno “rischia di trasformare un pericolo per la salute in un incentivo economico”. Solo in apparenza sembra un quesito da Accademia della Crusca sulla parola “incentivo”. È purissima sofistica. Diceva infatti Protagora che quando è impossibile accertare le cose “per quello che sono così come sono e per quello che non sono cosi come non sono”, è meglio interrompere, sospendere. Così ha fatto Glovo: niente centesimi a “’sti rider che — ha scritto Luca Cardinalini — si stavano imborghesendo”.
Caro Merlo, in un ristorante fra Brera e Pontaccio a Milano servono, ricopio (e accludo il menu) “Bistecca alla fiorentina di fassona Piemontese. Steak alla fiorentina of Piedmontese fassona”. E così anche in diversi ristoranti di Torino e Verona. È interessante questo cortocircuito tra sovranismi alimentari e tecniche culinarie ovvero la bistecca alla fiorentina si è identificata più che con la sua varietà di carne (chianina) con la tecnica di taglio e cottura, viceversa la fassona piemontese si è identificata con la tartara servita fresca un po’ come Jackson Pollock si è identificato con il dripping (la tecnica di colare in modo informale il colore sulla tela) e Lucio Fontana con i tagli o i buchi sulla tela. Che la ristorazione sia divenuta ormai una forma artistica?
Manuel Orazi
È sempre più confuso il pasticcio linguistico del sovranismo alimentare. Ho mangiato il tartufo d’Alba abruzzese e un gelataio di Livorno mi ha convinto che il pistacchio turco di Bronte è il migliore del mondo.
Caro Merlo, i giornali locali raccontano di 4 estremisti che hanno riconosciuto e spintonato in una calle un collaboratore del rettore dello Iuav accusandolo di collaborazione con l’Occidente e dunque con Israele per qualche programma edilizio di ricostruzione. Ma il docente, che è un associato, conosce un’arte marziale e non solo ha parato i colpi ma ne ha buttato uno per terra. Quando gli aggressori hanno visto che sapeva difendersi sono corsi via. C’è un nuovo eroe a Venezia: l’associato mascherato.
Patrizia Vianello, Mestre
“Poeta e matematico” era il ministro della Lettera rubata, “associato e karateka” è il nuovo eroe di Venezia.