Caro Merlo, vicino Caltagirone, il 10 luglio del 1943, fu ucciso il soldato tedesco Lutz Long che nelle Olimpiadi di Berlino del 1936 aveva sfidato l’afro americano Jesse Owens. Dai nazisti, Long era considerato un esempio della superiorità ariana e dunque accolsero con grande delusione la sua sconfitta, e poi rimasero sconcertati per la sua amicizia con l’avversario che durò tutta la vita e gli costò l’emarginazione nello sport e l’invio al fronte. E Owens onorò l’amicizia occupandosi, dopo la guerra, del figlio di Long. Come sezione Anpi di Caltagirone proponiamo all’amministrazione comunale di intitolare a Long e Owens e alla loro amicizia una piazza nel luogo in cui cadde Long.
Giuliana Buzzone Sezione Anpi — Caltagirone
Una Piazza dell’amicizia dedicata a Long e Owens è davvero una bella idea, nell’Italia in cui la toponomastica è il manicomio della demagogia risarcitoria (evito gli esempi) che andrebbe vietata dalla Corte dell’Aia, quale che sia il nome scelto e la parte polit…
Caro Merlo, vicino Caltagirone, il 10 luglio del 1943, fu ucciso il soldato tedesco Lutz Long che nelle Olimpiadi di Berlino del 1936 aveva sfidato l’afro americano Jesse Owens. Dai nazisti, Long era considerato un esempio della superiorità ariana e dunque accolsero con grande delusione la sua sconfitta, e poi rimasero sconcertati per la sua amicizia con l’avversario che durò tutta la vita e gli costò l’emarginazione nello sport e l’invio al fronte. E Owens onorò l’amicizia occupandosi, dopo la guerra, del figlio di Long. Come sezione Anpi di Caltagirone proponiamo all’amministrazione comunale di intitolare a Long e Owens e alla loro amicizia una piazza nel luogo in cui cadde Long.
Giuliana Buzzone Sezione Anpi — Caltagirone
Una Piazza dell’amicizia dedicata a Long e Owens è davvero una bella idea, nell’Italia in cui la toponomastica è il manicomio della demagogia risarcitoria (evito gli esempi) che andrebbe vietata dalla Corte dell’Aia, quale che sia il nome scelto e la parte politica che lo promuove. Caltagirone, che è bella e civile, potrebbe concludere con l’intitolazione della piazza a Long e Owens un grande convegno interdisciplinare sull’Amicizia, organizzato, per esempio, dall’università di Catania. L’amicizia non è soltanto il contrario del razzismo. Da Marx e Engels a Falcone e Borsellino è, forse più della lotta di classe, un motore della storia, e in Sicilia è anche una forma degenerativa della società: gli amici degli amici.
Caro Merlo, il recente, irresistibile, scambio con Orazi sul sovranismo alimentare, mi spinge a segnalarle quella che forse è la sintesi massima di questo fenomeno gastro-politico. Si tratta di un piatto mangiato a Buenos Aires e comunissimo in ogni mensa di Corrientes: la famosa — o famigerata — “milanesa napolitana”. Una cotoletta alla milanese con aggiunta di pomodoro e formaggio che risolve in un abbraccio al colesterolo la questione meridionale e i sospetti di appropriazione culturale. Certo: resta da vendicare l’irredenta — e romanissima — “fettina panata”... Alla prossima puntata!
Michele Spanò, École des hautes études en sciences sociales — Paris
È vero, caro professor Spanò, la “milanesa napolitana” è un capolavoro, non solo gastronomico, delle due città di Giuseppe Marotta. “A Milano non fa freddo” (Bompiani 1949) scriveva Marotta “perché c’è il mare di Napoli”. Era il tempo in cui non disfacevano l’Italia con l’autonomia differenziata, ma facevano l’Italia con la cucina dell’Artusi, quando il colesterolo neppure si sapeva cosa fosse e si voleva mangiare bene e non mangiare sano.
Caro Merlo complimenti a Andrea Bajani per il Premio Strega, però il dubbio che ormai si scriva giocando facile su certe tematiche (donne uccise, patriarcato) si insinua nei miei pensieri.
Daniele Mosconi, Fondi
È la tendenza al predicozzo, la stessa di Sanremo che però è meglio del premio Strega.
Caro Merlo, ho bisogno, la prego, del sollievo urgente di una ghigliottina perché a furia di sentire “mi fa venire l’orticaria”, mi è venuta l’orticaria.
Eleonora Vercesi
Ghigliottina