Caro Merlo, nostro nipote Romeo ci ha invitato al suo esame di maturità presso il liceo Tasso di Roma. E per noi, nonno (85) e nonna (80), è stata un’esperienza unica e emozionante. L’ esame è iniziato con la richiesta di commentare la frase della senatrice Liliana Segre: “Ho paura della perdita della democrazia, perché io so cosa è la non democrazia. La democrazia si perde pian piano, nell’indifferenza generale, perché fa comodo non schierarsi, e c’è chi grida più forte e tutti dicono: ci pensa lui”. Romeo è partito alla grande con un excursus sulla democrazia nelle varie epoche fino ai giorni nostri, così sentito e perfetto che ci siamo commossi. E ci fa ben sperare nel futuro dei nostri ragazzi.
Cristina e Lorenzo Murzi, Roma
Mi dispiace usare l’esame di vostro nipote contro quei suoi compagni che l’esame hanno scelto di non affrontarlo. Probabilmente anche il vostro Romeo ce l’avrebbe fatta soltanto con i crediti e le prove scritte. E invece Romeo, che ha capito Liliana Segre, h…
Caro Merlo, nostro nipote Romeo ci ha invitato al suo esame di maturità presso il liceo Tasso di Roma. E per noi, nonno (85) e nonna (80), è stata un’esperienza unica e emozionante. L’ esame è iniziato con la richiesta di commentare la frase della senatrice Liliana Segre: “Ho paura della perdita della democrazia, perché io so cosa è la non democrazia. La democrazia si perde pian piano, nell’indifferenza generale, perché fa comodo non schierarsi, e c’è chi grida più forte e tutti dicono: ci pensa lui”. Romeo è partito alla grande con un excursus sulla democrazia nelle varie epoche fino ai giorni nostri, così sentito e perfetto che ci siamo commossi. E ci fa ben sperare nel futuro dei nostri ragazzi.
Cristina e Lorenzo Murzi, Roma
Mi dispiace usare l’esame di vostro nipote contro quei suoi compagni che l’esame hanno scelto di non affrontarlo. Probabilmente anche il vostro Romeo ce l’avrebbe fatta soltanto con i crediti e le prove scritte. E invece Romeo, che ha capito Liliana Segre, ha pure capito che superare l’esame senza fare l’esame è una spavalda vigliaccheria, una robetta da scappellotto, che è purtroppo degenerata quando il rifugio nella furbizia cavillosa dei crediti — “li mando a quel paese perché sono già promosso ” — è stato spacciato per coraggiosa protesta di sinistra. Non potendo dunque punire con il metaforico scappellotto chi commette una bravata dovremmo premiare chi non la commette? Daremo premi a chi fa l’esame, a chi non sputa per terra, a chi non guida a fari spenti nella notte? Tanto più che, in un buffo crescendo di complicità con genitori (e nonni) ansiosi e con i soliti grilli parlanti, questa trovata da Pinocchietti con le orecchie d’asino è degenerata quando è stata classificata come “disagio giovanile che noi adulti non capiamo”. Infine, l’accanita lode politica della presunta “disobbedienza civile” dei poveri ragazzacci è diventata fascistella perché ha permesso al più reazionario ministro dell’Istruzione di tutti i tempi di avere, per una volta, mannaggia, ragione. Viva Romeo.
Caro Merlo, la “vera” novità che arriva dall’America è il cappellino con visiera tra i politici. Chi sarà il primo o la prima deficiente che lo imiterà dalle nostre parti? Ho dei nomi, ma li metto su Signal.
Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)
Caro Cardinalini, da vecchio cronista ho visto indossare a Berlusconi ogni genere di cappello con e senza visiera. E dopo di lui li hanno indossati Matteo Salvini e, qualche volta, pure Giorgia Meloni. Così come hanno copiato la nostra Cretinocrazia, che è stata inventata dai grillini, anche la destra del cappellino è robaccia nostra.
Caro Merlo, noto con dispiacere che, tra i “memorabilia” di Conte e i 5stelle, lei ha tralasciato il tunnel nel Brennero di Toninelli, il ponte di Genova dove mangiare e giocare, l’8 settembre 1943 “inizio della ricostruzione morale e materiale” e il “congiunto” di Mattarella ucciso dalla mafia.
Marcello Tartaglia, Bologna
Ha ragione, ho dimenticato l’indimenticabile.