Caro Merlo, c’è in Italia una kiss cam che cattura e proietta sullo schermo le immagini pubbliche più nascoste? Non crede che l’amore segreto tra l’amministratore delegato di Astronomer Andy Byron e Kristin Cabot sarebbe stato archiviato come un gossip senza interesse se non ci fosse stato quello sputtanamento sullo schermo dei Coldplay che inquieta più delle corna perché dimostra che siamo tutti sotto controllo, anche in mezzo alla folla, tutti esposti e dunque in pericolo?
Laura Traverso, Genova
“Moglie mia, dovunque tu sia, io faccio un brindisi alla facciaccia tua e alla salute mia” è probabilmente il brindisi più famoso del cinema italiano. Dimostra che, già 80 anni fa, Totò aveva anticipato non solo la comicità e la drammaticità delle corna rivelate, che da sempre fanno sghignazzare mentre sfasciano famiglie e umiliano non il traditore ma il tradito. Il punto è che la kiss cam ha svelato la tresca di Andy Byron più o meno alla stessa maniera della tv che riprendeva Totò al nig…
Caro Merlo, c’è in Italia una kiss cam che cattura e proietta sullo schermo le immagini pubbliche più nascoste? Non crede che l’amore segreto tra l’amministratore delegato di Astronomer Andy Byron e Kristin Cabot sarebbe stato archiviato come un gossip senza interesse se non ci fosse stato quello sputtanamento sullo schermo dei Coldplay che inquieta più delle corna perché dimostra che siamo tutti sotto controllo, anche in mezzo alla folla, tutti esposti e dunque in pericolo?
Laura Traverso, Genova
“Moglie mia, dovunque tu sia, io faccio un brindisi alla facciaccia tua e alla salute mia” è probabilmente il brindisi più famoso del cinema italiano. Dimostra che, già 80 anni fa, Totò aveva anticipato non solo la comicità e la drammaticità delle corna rivelate, che da sempre fanno sghignazzare mentre sfasciano famiglie e umiliano non il traditore ma il tradito. Il punto è che la kiss cam ha svelato la tresca di Andy Byron più o meno alla stessa maniera della tv che riprendeva Totò al night con Peppino mentre, circondato da ballerine, insolentiva la moglie “racchia e avara” che in realtà lo manteneva e lo comandava a bacchetta. È gossip? Certo. Al di là delle corna, però, lì c’è il malcostume aziendale del boss Byron che assume la sua amante Cabot come capo del personale. Mi pare insomma che, ancora una volta, il gossip sia più interessante di un’inchiesta giornalistica su quell’azienda. Lei mi chiede se oggi abbiamo in Italia un acchiappa segreti paragonabile alla kiss cam. C’è il Cafonal di Dagospia con il suo fotografo Umberto Pizzi, ma ci sono anche i whatsapp e le intercettazioni che da anni animano le nostre cronache, contengono gli scarti rivelatori, i rifiuti-spia, gli avanzi-indizi, i residui-traccia delle verità nascoste.
Caro Merlo, il Salvini che “difende i confini nazionali” è lo stesso che voleva la secessione della Padania?
Bruno Puglisi, Fano
Sì, ma ora Salvini vuole tutte e due le cose.
Caro Merlo, la sera, rilassato su una sedia di paglia, scambiavi due parole con il vicino di casa. La mattina si andava in latteria per quel mezzo litro di buona e fresca colazione. La parrucchiera era sempre quella, cambiarla non era carino. Ogni tanto una lite incrinava la moderata calma del condominio. Oggi muore un vicino e te ne accorgi dall’odore. E se vedi un ragazzino stamani, domani lo incontri sulle scale ed è già un uomo.
Fabio Sìcari, Stezzano (Bergamo)
«Invecchiare comporta qualche problema, ma è bellissimo» mi dissero sia Umberto Veronesi e sia Eugenio Scalfari.
Caro Merlo, si sa che parte dell’opera d’arte è la fruizione dell’opera d’arte stessa. Ci pensavo visitando la mostra di Caravaggio a Palazzo Barberini. Più dei selfie davanti alle tele mi ha colpito la ressa che non permette di “sentire” le opere. Troppi visitatori vocianti rendono le stanze così congeste da scongiurare la sindrome di Stendhal. Esagero?
Ciro Lauriti, Pescara
Ha ragione e non esagera, ma “sentire le opere” lo passo alla ghigliottina.