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Chiederemo scusa agli animali. Caravaggio e l’odore dei quadri

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Posta e risposta di martedì 22 luglio 2025
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Caro Merlo, mentre tornano le atrocità tra gli uomini, la legge svedese che considera reato lasciare un cane in casa per più di sei ore è il picco del superfluo, l’invito a voltarsi dall’altra parte.

Fabrizio Cottura, Varallo Sesia (Vercelli)

Le atrocità tra gli uomini non assolvono l’umanità dalle atrocità commesse sugli animali, delle quali prima o poi ci pentiremo. Sono sicuro che un giorno non troppo lontano i nostri nipoti (pronipoti) diranno con meraviglia: “Pensate, i nostri nonni (bisnonni?) li ammazzavano per mangiarli”. E però, nella condivisibile radicalità svedese che rende obbligatorio il rispetto, mi pare che ci sia un errore di misura: i cani di piccola taglia, i cani di compagnia Yorkshire, Barboncini, Bassotti, Chihuahua, Carlini, Bulldog... stanno bene a casa anche da soli, e le sei ore imposte dalla legge non sono congrue né per questi animali né per le famiglie. Chiunque ne abbia frequentato uno sa che staccarli dal divano è una fatica. E poi ci sono i cani anzia…

Caro Merlo, mentre tornano le atrocità tra gli uomini, la legge svedese che considera reato lasciare un cane in casa per più di sei ore è il picco del superfluo, l’invito a voltarsi dall’altra parte.

Fabrizio Cottura, Varallo Sesia (Vercelli)

Le atrocità tra gli uomini non assolvono l’umanità dalle atrocità commesse sugli animali, delle quali prima o poi ci pentiremo. Sono sicuro che un giorno non troppo lontano i nostri nipoti (pronipoti) diranno con meraviglia: “Pensate, i nostri nonni (bisnonni?) li ammazzavano per mangiarli”. E però, nella condivisibile radicalità svedese che rende obbligatorio il rispetto, mi pare che ci sia un errore di misura: i cani di piccola taglia, i cani di compagnia Yorkshire, Barboncini, Bassotti, Chihuahua, Carlini, Bulldog... stanno bene a casa anche da soli, e le sei ore imposte dalla legge non sono congrue né per questi animali né per le famiglie. Chiunque ne abbia frequentato uno sa che staccarli dal divano è una fatica. E poi ci sono i cani anziani. Persino un Border Collie, arrivato a dieci anni, considera la casa la sua principale compagnia.

Caro Merlo, Federico Zeri diceva di “sentire” gli odori dei quadri e perciò forse “sentire le opere” non meritava la ghigliottina.

Carlo Marinoni, Brescia

Il lettore Ciro Lauriti aveva ragione: le sale di Palazzo Barberini sono troppo piene di visitatori e la folla, quando è esagerata, nasconde i Caravaggio che espone. Ma la folla è essenziale ai musei moderni. Non so dove ha trovato l’aforisma di Zeri sull’odore dei quadri, non lo conoscevo, le credo sulla parola. Ma il naso di Zeri fiutava il pubblico, il territorio, portava i capolavori in mezzo alla folla che è parte dell’arte stessa, “l’arte viva” delle foto di Thomas Struth, la Gioconda guardata dai turisti, Caravaggio sottratto alla dimensione religiosa, mistica, all’aura, agli svenimenti delle ragazze del Nebraska, al “sentire le opere” appunto, che è un’espressione pretenziosa, un vorrei ma non posso. Ghigliottina confermata.

Caro Merlo, una famigerata rappresentante del M5S ha definito Milano come una città dall’urbanistica “devastata” dal malaffare. Ovviamente vedremo gli sviluppi, ma se Milano è una città devastata quasi tutte le altre, Roma compresa, sono nel paleolitico.

Bernardo Coccoli, Roma

Milano simboleggia tutto il Nord Italia. È come se la metropoli fosse in mezzo a una palude, ma padrona del mondo. E infatti i suoi mari sono sia l’Adriatico sia il Tirreno, visto che in Romagna e in Liguria i milanesi hanno la seconda casa. Anche gli Appennini d’Oltrepò diventano “milanesi”, non nel raro tempo bello manzoniano, ma nell’orizzonte di oggi che ormai è più terso che a Roma: oltre Rozzano, oltre Pavia... La Lombardia è Milano, la città dei tram gialli e della metropolitana più bella d’Italia, la città del decoro, dei grandi architetti, dell’allegria applicata alla tecnica, la città che ce l’ha fatta con un sforzo di pazienza e con una lunga reazione collettiva bene interpretata da molti sindaci, a partire da Albertini e passando per Letizia Moratti sino a Pisapia e infine a Sala.


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