Caro Merlo, ora che lo abbiamo visto giocare a golf sappiamo perché Trump è convinto che ogni cosa gli è possibile, perché come baro è davvero specialissimo: è un baro allegramente impunito. Si nasce così o ci si diventa?
Giorgina Salmeri, Pavia
Le consiglio un piccolo, prezioso libro: Memorie di un baro di Sacha Guitry, scritto nel 1935 e edito in italiano, da Adelphi, solo nel 2020. Contiene geniali aforismi e forse offre una risposta alla sua domanda raccontando una partita di poker dove i bari sono due, ma “non sempre due cose uguali a una stessa cosa sono uguali tra di loro”. E vedremo come andrà a finire quando Trump sarà finalmente affrontato da un altro baro. Il romanzo di Guitry è celebrato anche per il magnifico incipit che racconta come si diventa baro. Il protagonista è un bambino che i genitori mandano a letto senza cena perché aveva rubato pochi spiccioli per comprarsi le biglie. Lo salvano così dall’avvelenamento per funghi che stermina il resto dell’intera famiglia. …
Caro Merlo, ora che lo abbiamo visto giocare a golf sappiamo perché Trump è convinto che ogni cosa gli è possibile, perché come baro è davvero specialissimo: è un baro allegramente impunito. Si nasce così o ci si diventa?
Giorgina Salmeri, Pavia
Le consiglio un piccolo, prezioso libro: Memorie di un baro di Sacha Guitry, scritto nel 1935 e edito in italiano, da Adelphi, solo nel 2020. Contiene geniali aforismi e forse offre una risposta alla sua domanda raccontando una partita di poker dove i bari sono due, ma “non sempre due cose uguali a una stessa cosa sono uguali tra di loro”. E vedremo come andrà a finire quando Trump sarà finalmente affrontato da un altro baro. Il romanzo di Guitry è celebrato anche per il magnifico incipit che racconta come si diventa baro. Il protagonista è un bambino che i genitori mandano a letto senza cena perché aveva rubato pochi spiccioli per comprarsi le biglie. Lo salvano così dall’avvelenamento per funghi che stermina il resto dell’intera famiglia. Diventa cinico: “Uno può piangere una madre o un padre, o un fratello: ma come fai a piangere undici persone? Non sai per chi affliggerti”. E diventa baro: “Ero vivo perché avevo rubato. E dunque gli altri erano morti perché erano onesti”. Cinico e baro, come Trump.
Caro Merlo, concordo con: “Temo invece che la simpatica sfrontatezza ‘malandrina’ di De Luca seduca più italiani di quanti non ne scandalizzi”. Ma crede che i “sedotti”, visto che De Luca non può candidarsi, vireranno su Fico!? Io ho votato De Luca, per votare contro! Adoro il De Luca crozziano, quello vero no, ma gli do atto che danni in Regione non mi pare ne abbia fatti e per le vicende salernitane è stato assolto. Io mi riferivo agli astenuti cronici, i vedovi di una sinistra degna di questo nome, disgustati da una politica fatta di accordicchi, manovre sottobanco, velati ricatti, patrimonio, ahimè, di ogni schieramento. Questo penso che li tenga ben radicati sui divani. Io invece, e da molto, mi turo il naso e voto contro la destra, da molti anni, senza genio.
Francesco Limite, Napoli
Anche io non credo che i voti di De Luca possano andare a Fico, né spontaneamente né per deportazione. Ma anche il suo familismo, che sia a favore del figlio o della compagna, ha il fiato corto. Non riesco a vedere un De Luca dopo De Luca. Quando a Napoli, intervistandolo in piazza per la “Repubblica delle idee”, gli chiesi del familismo, De Luca esplose per l’indignazione. Uno spasso supercrozziano: «Basta con questa storia barbara del familismo. Mio figlio deve chiedere il permesso a qualcuno per fare un’esperienza politica? Vergognatevi, è un paese di barbari. Mattarella aveva un padre ministro e un fratello presidente di Regione, è familista? Perché nessuno lo dice? Perché siamo un paese di ipocriti. I miei figli si sono guadagnati la vita. Io mi sono mutilato la vita per fare quello che ho fatto. Nessuno si permetta di aprire bocca». Ci faccia poi sapere per chi voterà.