Caro Merlo, sta prendendo slancio l’iniziativa “cento totem in cento chiese”. Le prime colonnine per raccogliere elemosine digitali (tramite Bancomat e similari) sono già in funzione in Vaticano e nelle basiliche di Sant’Ambrogio e Assisi. L’idea è stata partorita dal pio ministro Giorgetti. È una rivoluzione: si smaterializza il rapporto fra il fedele caritatevole, la Chiesa in carne e ossa, i parroci e i chierichetti. Finirà anche la privacy dell’obolo? Seguirà la confessione via smartphone? E c’è pure il pericolo degli hacker.
Mirella Serri
In alcune chiese d’Italia e di Francia, all’ingresso, c’è l’invito a spegnere i cellullari con cartelli sui quali, sotto la foto del telefono, sta scritto: “Dio non comunica così”. O non è più vero oppure non è mai stato vero. Avvicinando infatti il tuo smartphone al pos ora fai l’elemosina e dunque entri, diceva Papa Francesco, “in sintonia con Dio”. Anche se è bene sapere che una parte della tua elemosina va ai circuiti di pagamento, tutti a…
Caro Merlo, sta prendendo slancio l’iniziativa “cento totem in cento chiese”. Le prime colonnine per raccogliere elemosine digitali (tramite Bancomat e similari) sono già in funzione in Vaticano e nelle basiliche di Sant’Ambrogio e Assisi. L’idea è stata partorita dal pio ministro Giorgetti. È una rivoluzione: si smaterializza il rapporto fra il fedele caritatevole, la Chiesa in carne e ossa, i parroci e i chierichetti. Finirà anche la privacy dell’obolo? Seguirà la confessione via smartphone? E c’è pure il pericolo degli hacker.
Mirella Serri
In alcune chiese d’Italia e di Francia, all’ingresso, c’è l’invito a spegnere i cellullari con cartelli sui quali, sotto la foto del telefono, sta scritto: “Dio non comunica così”. O non è più vero oppure non è mai stato vero. Avvicinando infatti il tuo smartphone al pos ora fai l’elemosina e dunque entri, diceva Papa Francesco, “in sintonia con Dio”. Anche se è bene sapere che una parte della tua elemosina va ai circuiti di pagamento, tutti americani, delle carte di credito, Visa, Mastercard e American Express, che gestiscono la maggior parte delle transazioni. Il bancomat è invece italiano. A Lucerna, nel confessionale della cappella di San Pietro, dalla fine dello scorso anno è stato installato, con l’intelligenza artificiale, un avatar, un ologramma con le sembianze di Gesù che accoglie, risponde e “crea un momento sacro con il fedele — ha spiegato la chiesa svizzera — anche se non può essere considerato al pari di una confessione”. Non so dove porterà questo nuovo rapporto tra la religione e la tecnologia, bisognerebbe chiedere al cardinale Zuppi che ha approvato il progetto della carità digitale. La domanda è: la tecnologia cambierà l’immagine e la forma di Dio che, nel cristianesimo, non ha volto né forma fisica? Mi viene in mente la sentinella di “Odissea nello spazio” che dal Mare Crisium della Luna controlla, o forse dirige l’evoluzione dell’umanità, ma soprattutto il racconto di Clarke sui monaci tibetani che da secoli raccoglievano tutti i possibili nomi di Dio. Secondo loro, erano nove miliardi e, per completare la lista, nel 1953 ci sarebbero voluti ancora 15mila anni. In base alla loro religione, quando tutti i nomi sarebbero stati raccolti, il mondo sarebbe finito. Ebbene, i monaci decidono di contattare la Ibm di New York che manda in Tibet due tecnici per installare un computer capace di completare la ricerca in cento giorni. E al centesimo giorno, per evitare che i monaci delusi potessero prendersela con loro, i due tecnici decidono di partire nel cuore della notte. In groppa a due pony di montagna stanno per raggiungere l’aereo che li riporterà a New York quando “George diede un’occhiata all’orologio: ‘credi che il computer abbia finito i calcoli? Mi sembra che doveva essere verso quest’ora’. Chuck non rispose e George si girò sulla sella. Vide la faccia di Chuck pallida e rivolta verso il cielo. ‘Guarda’ mormorò Chuck. A sua volta George alzò gli occhi verso il cielo (c’è sempre un’ultima volta per tutte le cose). Lassù, senza rumore, le stelle si stavano spegnendo”.