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Attaccati al tram non offende. Baudo, è inutile dire la verità

Matteo Salvini e, sul monitor, un'immagine di Emmanuel Macron (ansa)

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Posta e risposta di martedì 26 agosto 2025
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Caro Merlo, non trova che l’espressione «attaccati al tram», che ha offeso Macron, nel linguaggio politico italiano sia persino pudica?

Laura Traverso, Genova

Il detestabile Salvini è un leader di estrema destra, razzista e filoputiniano, ma l’espressione «attaccati al tram» non è offensiva in un linguaggio politico ormai definitivamente guastato. La disse Bossi a De Mita che, nel 1996, a Porta a Porta ragionava in demitese e per gli italiani fu un sollievo perché la battuta volgare sembrava un’uscita collettiva dal soffocamento, una specie di catarsi della lingua della politica. De Mita infatti incarnava, suo malgrado, l’arzigogolio del meridionale, l’imbonimento, la sordità, era l’intellettuale della Magna Grecia, come disse l’avvocato Agnelli. Ebbene «attaccati al tram» era l’invito che tutta l’Italia voleva rivolgere a quel mondo bloccato negli abiti di gessato istituzionale. Ma Bossi si mise a promettere «pallottole». Per lui Mario Segni era «una lumaca bavosa» e con i giornal…

Caro Merlo, non trova che l’espressione «attaccati al tram», che ha offeso Macron, nel linguaggio politico italiano sia persino pudica?

Laura Traverso, Genova

Il detestabile Salvini è un leader di estrema destra, razzista e filoputiniano, ma l’espressione «attaccati al tram» non è offensiva in un linguaggio politico ormai definitivamente guastato. La disse Bossi a De Mita che, nel 1996, a Porta a Porta ragionava in demitese e per gli italiani fu un sollievo perché la battuta volgare sembrava un’uscita collettiva dal soffocamento, una specie di catarsi della lingua della politica. De Mita infatti incarnava, suo malgrado, l’arzigogolio del meridionale, l’imbonimento, la sordità, era l’intellettuale della Magna Grecia, come disse l’avvocato Agnelli. Ebbene «attaccati al tram» era l’invito che tutta l’Italia voleva rivolgere a quel mondo bloccato negli abiti di gessato istituzionale. Ma Bossi si mise a promettere «pallottole». Per lui Mario Segni era «una lumaca bavosa» e con i giornalisti voleva fare a pugni «visto che non abbiamo soldi per comprarvi», con la bandiera tricolore si puliva il c…, e «la lega ce l’ha duro». E dunque gli avversari politici bisognava impiccarli, ai meridionali volevano mettere l’anello al naso, gli immigrati andavano schedati con le impronte delle dita dei piedi, e “il dito medio” divenne un laboratorio di filosofia morale. Poi abbiamo avuto la Mignottocrazia e il bunga bunga e infine abbiamo mandato al potere gli squinternati d’assalto del vaffa, con quel manifesto rivoluzionario della Cretinocrazia grillina che merita ogni tanto un breve ripasso: «container di merda liquida», Enterogelmini, e «Rita Levi Montalcini era una vecchia p... », «Mario Monti un banchiere del c... », e Pisapippa, e Prodi-Alzheimer, e «Veltroni con il preservativo in testa». Oggi «attaccati al tram» non offende e non fa ridere: è una scemenza persino nobile.

Caro Francesco, ho apprezzato la chiarezza del suo ritratto di Baudo. L’ averlo riportato alla sua natura, il chiamarlo per nome è, come dice l’articolo 22 della Costituzione, segno distintivo e fondamentale dell’identità personale. Senza fronzoli inutili.

Sara Prando, Milano

Scrivere la verità non è difficile, è inutile. Continueranno a dire che Baudo era democristiano perché era antifascista e anticomunista. Pippo era allora quel che oggi siamo (quasi) tutti diventati. Ma ammetterlo, anche a sinistra, è troppo duro.

Caro Merlo, ho chiesto di fare la colonscopia senza sedazione e di guardare in diretta sul monitor quel che il medico vedeva. Me l’hanno permesso e il medico mi spiegava tutto. È un’esperienza che consiglio a tutti, il miglior programma tv mai visto.

Elena Bonifaci Rovetta, Bergamo

Notizie dall’Interno.

Caro Merlo, si può continuare con “Italia spaccata in due” ogni volta che c’è pioggia al nord e sole al sud. Ghigliottina?

Daris Giancarlini, Perugia

Se fosse vero, ogni volta che anche al sud piove, si realizzerebbe l’unità d’Italia, che invece è spaccata in due proprio quando c’è dovunque lo stesso cattivo tempo, ma con conseguenze molto diverse. Neppure la pioggia è uguale per tutti. Ghigliottina.


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