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Vendesi reliquie laiche e religiose. Armani, l’élite diventa popolare

Città del Vaticano, 4 settembre: il ritratto di Carlo Acutis sulla facciata di San Pietro (reuters)

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Posta e risposta di domenica 7 settembre 2025
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Caro Merlo, oggi (domenica 7 settembre) si proclamerà santo il giovane Carlo Acutis, morto a 15 anni e — leggo — ragazzo d’oro, generoso, credente. Nulla da dire, su di lui. Ma è la storia intorno a lui che mi blocca un pochino: i miracoli (?), le reliquie vendute a migliaia di euro su internet, la causa promossa dal cardinale Becciu (e mi tacciu), la madre intervistata ovunque e che ha già scritto quattro libri, il sito internet (Maria Vision) che offre una webcam 24 ore sulla tomba (paypal e iban in evidenza), il corpo intonso esposto ad Assisi (perché?), alla chiesa della Spogliazione, ma lui è stato vestito con felpa e scarpe griffate. Insomma, sbaglierò di sicuro, mi aiuta a capire meglio?

Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)

C’è qualcosa di malato e di invincibile nel mercato delle reliquie, che non è solo religioso. Sono feticismi non solo i calzini di padre Pio venduti su ebay “di seconda mano”, ma anche il piccone che ha ucciso Trockij, gli occhiali di Cavour, le mutande …

Caro Merlo, oggi (domenica 7 settembre) si proclamerà santo il giovane Carlo Acutis, morto a 15 anni e — leggo — ragazzo d’oro, generoso, credente. Nulla da dire, su di lui. Ma è la storia intorno a lui che mi blocca un pochino: i miracoli (?), le reliquie vendute a migliaia di euro su internet, la causa promossa dal cardinale Becciu (e mi tacciu), la madre intervistata ovunque e che ha già scritto quattro libri, il sito internet (Maria Vision) che offre una webcam 24 ore sulla tomba (paypal e iban in evidenza), il corpo intonso esposto ad Assisi (perché?), alla chiesa della Spogliazione, ma lui è stato vestito con felpa e scarpe griffate. Insomma, sbaglierò di sicuro, mi aiuta a capire meglio?

Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)

C’è qualcosa di malato e di invincibile nel mercato delle reliquie, che non è solo religioso. Sono feticismi non solo i calzini di padre Pio venduti su ebay “di seconda mano”, ma anche il piccone che ha ucciso Trockij, gli occhiali di Cavour, le mutande di Anna Bolena, sino al dente guasto e alla ciocca di capelli bianchi, una lanugine stopposa, che il cameriere Vismara strappò al cadavere di Manzoni e che è rimasta custodita, insieme alla famosa tabacchiera di legno, nel collegio di Merate. A Parigi fu messa in vendita la pipa con il segno dei denti di Jean-Paul Sartre. È tutta roba che non vale niente ma viene acquistata a prezzi stratosferici. Perché? Penso che sia una patologia più o meno grave, più o meno ossessiva, un vizio che si paga. E consiglio la lettura non di uno dei tanti pamphlet contro le reliquie religiose ma di quel piccolo capolavoro sul collezionismo che è Il violino di Faenza di Jules Champfleury (Sellerio, 1990). Cosa hanno a che fare con la religione i simulacri veduti dai furbi e comprati dai maniaci? L’industria del feticcio nasconde la religione invece di mostrarla nella sua semplicità. E così anche la storia. Nella mostra su Berlinguer erano esposti dietro un vetro l’orologio e gli occhiali che il segretario del Pci indossava nel 1984 quando morì. Nulla si può contro tutto questo, nemmeno riderne con Boccaccio. Quando Giovanni del Bragoniera e Biagio Pizzini sostituirono con pezzi di carbone le penne delle ali dell’Arcangelo Gabriele, frate Cipolla, che se ne accorse solo al momento di esibirle nella predica, non si perse d’animo e invocò il doppio miracolo al quale tutti credettero: evviva, le santissime penne si erano mutate nei santissimi carboni del martirio di San Lorenzo.

Caro Merlo, interminabili file di persone comuni per rendere omaggio al grande, elitario stilista Armani. È il riscatto del “vorrei ma non posso” con “io c’ero”?

Renato Mongiat, Besnate (Varese)

Non lo so, “ho un debole per l’uomo in Lebole”.

Caro Merlo, propongo di ghigliottinare il “daii” (come va? Daii, benino).

Paola Farneti

Ghigliottina negata. Le ghigliottino invece lo smidollato “benino”. “Daii” segnala l’ottimismo, l’accontentarsi. E non è abusato come “tutto sommato” e “compatibilmente con i tempi” che ghigliottino.


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