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Genova, Salis e la scalata al cielo. La folla nasconde gli estremisti

Genova, 16 settembre: la sindaca Silvia Salis festeggia il compleanno (bussalino)

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Posta e risposta di mercoledì 24 settembre 2025
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Caro Merlo, le scrivo, dopo aver riflettuto a lungo, su un argomento apparentemente futile ma che invece impone a chi vota a sinistra una riflessione. Qualche giorno fa Silvia Salis, neoeletta sindaca di Genova, ha festeggiato i suoi primi 40 anni. «Mai in una città votata all’understatement si era visto un primo cittadino organizzare un party privato così, in uno spazio pubblico (palazzo della Borsa, ndr.) e con taglio così patinato», registrava Matteo Macor su questo giornale. Lo scintillio dell’unicità dell’evento, con Salis vestita da Sirenetta tutta argentata, con 200 invitati scelti con cura e così via, forse non getta un’ottima luce sulla sindaca, politica di rango e addirittura da qualcuno indicata come candidata premier della sinistra. Forse si poteva evitare un compleanno così “accecante” e optare per un festeggiamento in forma più dimessa? La politica oggi è più che mai fondata sui simboli e allora, per rimanere alle favole di Andersen, non sarebbe stato meglio che Silvia, …

Caro Merlo, le scrivo, dopo aver riflettuto a lungo, su un argomento apparentemente futile ma che invece impone a chi vota a sinistra una riflessione. Qualche giorno fa Silvia Salis, neoeletta sindaca di Genova, ha festeggiato i suoi primi 40 anni. «Mai in una città votata all’understatement si era visto un primo cittadino organizzare un party privato così, in uno spazio pubblico (palazzo della Borsa, ndr.) e con taglio così patinato», registrava Matteo Macor su questo giornale. Lo scintillio dell’unicità dell’evento, con Salis vestita da Sirenetta tutta argentata, con 200 invitati scelti con cura e così via, forse non getta un’ottima luce sulla sindaca, politica di rango e addirittura da qualcuno indicata come candidata premier della sinistra. Forse si poteva evitare un compleanno così “accecante” e optare per un festeggiamento in forma più dimessa? La politica oggi è più che mai fondata sui simboli e allora, per rimanere alle favole di Andersen, non sarebbe stato meglio che Silvia, cum grano salis, avesse rinunciato a indossare i panni della Sirenetta circondata da lussi festaioli e si fosse vestita da piccola fiammiferaia, dimostrando la sua empatia nei confronti di quel popolo che sta soffrendo le politiche dell’attuale governo?

Mirella Serri

Confesso che anch’io vedo in quella festa di compleanno l’indizio forte, ma sottovalutato, di una nuova scalata al cielo che riparte da Genova, la polis che non è provincia e dopo Grillo, Toti e Bucci, ha riattivato il suo laboratorio. Ci ha visto giusto, cara Serri, la leader-diva è un’ambizione vera e i quarant’anni Silvia Salis non li ha compiuti, ma commessi. La sua festa in costume rilancia la sfida all’arcaico moralismo estetico della borsetta scura con la fibbia, del tortellino di lotta e di governo e anche della sobrietà austera di Elly Schlein. L’immagine di Silvia Salis è affidata al marito Brizzi, che è stato regista delle Leopolde di Renzi, e a Agnoletti, che fu il primo portavoce dello stesso Renzi nell’era trionfale della rottamazione. Vedremo se “l’effetto cinepanettone” in versione signorile e il “lusso Vanzina” dell’atleta senza ritocchi sono davvero la carta popolare vincente o se ci prepariamo a rimpiangere l’eterno Berlinguer in braccio a Benigni.

Caro Merlo, se quattro delinquenti fanno casino a una manifestazione tutti i manifestanti sono considerati delinquenti, ma se alcuni ultras del calcio si comportano da delinquenti non tutti i tifosi lo sono.

Adelmo Iezzi, Anzio (Roma)

Vedo più somiglianze che differenze. Nelle curve degli stadi la folla protegge e nasconde i vigliacchi, i violenti, i razzisti. Anche nelle manifestazioni la folla è l’anomia, la dimensione del fuorilegge, l’impunità.

Caro Merlo, la croce con la rotella come un trolley a me è sembrata un’ovvietà. Ho visto nelle processioni ben altri trucchi di scena.

Lory Reginato, Adrano (Catania)

Ha ragione. Le macchine processionali e i fercoli non sono nemmeno trucchi di scena, ma banali portantine con le ruote per trasportare le statue dei santi o il Cristo in croce. A volte la critica ci prende la mano.


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