Caro Francesco, ho letto il curriculum della direttrice (o direttore?) d’orchestra Beatrice Venezi e mi è parso di tutto rispetto. Non ho competenze musicali, ma magari lei sì e mi saprà spiegare come mai sia così osteggiata.
Sara Prando, Milano
Anche per valutare un curriculum ci vuole un minimo di competenza. L’ho letto anche io e, pur non essendo esperto, penso di potere onestamente dire che la direzione della Fenice è l’incarico più importante della sua carriera. Opposte tifoserie a parte, Alberto Mattioli, che invece esperto e autorevole lo è, di bacchette nazionali con più sostanza musicale (ma certo di minore scintillio mediatico) ne ha contate almeno una ventina: «Da anni si discute sulle sue effettive qualità artistiche specie da parte di chi non ha titoli per farlo. Proviamo a pensare positivo. Venezi ha avuto l’occasione per le ragioni che sappiamo, ma adesso provi a sfruttarla al meglio. Lavori, diriga, dia la sua impronta artistico-culturale e si vedrà finalmente se e qua…
Caro Francesco, ho letto il curriculum della direttrice (o direttore?) d’orchestra Beatrice Venezi e mi è parso di tutto rispetto. Non ho competenze musicali, ma magari lei sì e mi saprà spiegare come mai sia così osteggiata.
Sara Prando, Milano
Anche per valutare un curriculum ci vuole un minimo di competenza. L’ho letto anche io e, pur non essendo esperto, penso di potere onestamente dire che la direzione della Fenice è l’incarico più importante della sua carriera. Opposte tifoserie a parte, Alberto Mattioli, che invece esperto e autorevole lo è, di bacchette nazionali con più sostanza musicale (ma certo di minore scintillio mediatico) ne ha contate almeno una ventina: «Da anni si discute sulle sue effettive qualità artistiche specie da parte di chi non ha titoli per farlo. Proviamo a pensare positivo. Venezi ha avuto l’occasione per le ragioni che sappiamo, ma adesso provi a sfruttarla al meglio. Lavori, diriga, dia la sua impronta artistico-culturale e si vedrà finalmente se e quanto vale».
Caro Merlo, su Sgarbi e la figlia Evelina condivido la sua risposta, si tratta di ferocia, mi è venuta la pelle d’oca a pensare che una figlia possa comportarsi così approfittando di un periodo di depressione! E poi, nel caso di Sgarbi, una gara di visibilità la vince lui a man bassa. E vincerà anche chi lo ha assistito con amore durante la malattia e il buio che l’ha avvolto, perché Sgarbi si sposerà con la compagna, che ne diventerà erede insieme ai figli riconosciuti. È vero che questo è un caso personale, di fronte a guerre e distruzioni, ma vedere che i rapporti fra genitori e figli possono frantumarsi così miseramente fa proprio male. Penso anche alla vicenda Pélicot, dove la figlia ora denuncia la sua verità, forse ancora più atroce di quella della madre.
Attilia Giuliani
Ho già citato quel mio amico che, per liberarsi degli eredi legittimi si è spogliato di tutti i beni, ha venduto la casa alla persona che riteneva degna di essere il suo erede e ha intestato a lui i titoli bancari in suo possesso. Sa com’è finita? Proprio per questo l’hanno dichiarato incapace di intendere e di volere. Fu Cesare Garboli a dire che «nella famiglia italiana il sangue è denaro». Li chiamiamo “legami di sangue”, ma sangue e danaro scorrono insieme nelle stesse vene.
Caro Merlo, di recente si sono riuniti i Paesi antioccidentali o che vogliono non essere coinvolti con l’Occidente. Mi sono sempre chiesto che lingua parlano tra loro? Non mi dica inglese.
Lanfranco Mancini, Firenze
Nel vertice di Pechino la lingua ufficiale era il cinese. Ciascun ospite parlava nella lingua del proprio Paese (per esempio, Putin in russo) e ascoltava con l’auricolare la traduzione in simultanea. Immagino che D’Alema abbia parlato in italiano. L’inglese è la lingua della democrazia ma piace anche ai non democratici.
Caro Merlo, ma insomma, vuole o no ghigliottinare “ma insomma”?
Laura Traverso, Genova
Voglio, ma non nella versione dolente di “mah, insomma” che è il contrario dell’aggressivo e sbrigativo “ma insomma”.