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Il sindacato, la Aspesi e il parlar chiaro. Non fidatevi di chi ha meno di 30 anni

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Posta e risposta del 4 ottobre 2025
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Caro Merlo, lei non è tipo che gira attorno alle cose, ma forse ieri, rispondendo a Mirella Serri, al di là delle critiche al sindacato è con le manifestazioni per Gaza che ce l’aveva. Lei ha usato il sindacato come la Natalia Aspesi che, nella sua posta sul Venerdì, dice di detestare Netanyahu, ma poi usa il pretesto del cinema per difenderlo. Vi seguo e so bene che, pur essendo diversi, lei e la Aspesi, che ammiro molto, siete entrambi di sinistra. Vi accomuna la posta e anche l’amore per la libertà di pensiero ma, se posso permettermi, viviamo in tempi in cui c’è più bisogno di radicalismo che di anticonformismo.

Giulietta Amadori - Milano

Mi piacerebbe somigliare a Natalia, che è la nostra campionessa più amata, e mi fa sorridere che lei la accusi di usare il cinema come un pretesto, un “altrove”, che è il significato del latino “alibi”. Non ho da difenderla, basterebbe leggerla, anche sul “Venerdì” di ieri, non solo per sapere che detesta Netanyahu persino più di me, ma anche per…

Caro Merlo, lei non è tipo che gira attorno alle cose, ma forse ieri, rispondendo a Mirella Serri, al di là delle critiche al sindacato è con le manifestazioni per Gaza che ce l’aveva. Lei ha usato il sindacato come la Natalia Aspesi che, nella sua posta sul Venerdì, dice di detestare Netanyahu, ma poi usa il pretesto del cinema per difenderlo. Vi seguo e so bene che, pur essendo diversi, lei e la Aspesi, che ammiro molto, siete entrambi di sinistra. Vi accomuna la posta e anche l’amore per la libertà di pensiero ma, se posso permettermi, viviamo in tempi in cui c’è più bisogno di radicalismo che di anticonformismo.

Giulietta Amadori - Milano

Mi piacerebbe somigliare a Natalia, che è la nostra campionessa più amata, e mi fa sorridere che lei la accusi di usare il cinema come un pretesto, un “altrove”, che è il significato del latino “alibi”. Non ho da difenderla, basterebbe leggerla, anche sul “Venerdì” di ieri, non solo per sapere che detesta Netanyahu persino più di me, ma anche per allargarsi la mente senza partiti presi, neppure quelli del radicalismo e dell’anticonformismo. Ma lei ce l’ha pure con me. Solo perché la sento gentile rispondo all’insinuazione (accusa?) di avere usato il sindacato come nascondiglio per (inconfessabili?) pensieri contro le manifestazioni su Gaza. Ho risposto a una bella provocazione di Mirella Serri che, apprezzando le manifestazioni, criticava il sindacato che, come si diceva una volta, cavalca la tigre. Io credo che, nelle appassionate manifestazioni contro gli orrori di Gaza, ci siano oggi tutti quei sensibilissimi sensori che, studiati dai neurobiologi, somigliano sia alla coscienza collettiva di Marx sia ai Radar e ai Sonar che ci avvertono di tutto e ci anticipano quel che succederà. Ebbene, tra i segnali che ci mandano, c’è pure la fatica del sindacato, che rischia di somigliare a un negozio non dico di roba smessa, ma di antiquariato.

Caro Merlo, è vero che Moro nel 1978 aveva solo 61 anni non era un povero vecchio. Lo confronti però con i suoi carnefici: Gallinari ne aveva 27, Balzerani 29, Moretti, il più vecchio, 32. Giovinezza, giovinezza…

Laura Traverso-Genova

La retorica sui giovani aveva molto alimentato la rivolta di quegli anni. E nel 1978, uccidendo il povero vecchio professore, una banda di giovinastri assassini rovesciò per sempre anche lo slogan del 68 che pure li aveva ispirati: “non ti fidare di nessuno che abbia superato i trent’anni”.

Caro Merlo, la partita Italia Israele a Udine si giocherà. La FIFA non esclude Israele perché “non può risolvere i problemi geopolitici, ma può e deve promuovere il calcio in tutto il mondo sfruttandone i valori unificanti, educativi, culturali e umanitari”. Giusto ma, parafrasando una frase celebre, “fino a un certo punto”.

Renato Mongiat, Besnate (Varese)

Proprio perché Israele ha superato a Gaza quel “certo punto” oltre il quale potremmo escluderla non dobbiamo farlo.

Caro Merlo, non sono mere statistiche, è un mero errore, sono meri i passatempi, è mera la causalità…: ghigliottina?

Vito Mangano – Roma

Ghigliottina meramente meritata.

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