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Abbandonare la nave per primi. Il falso sillogismo sull’aborto

Roma, 4 ottobre: Marco Croatti, Benedetta Scuderi, Maria Elena Delia, Arturo Scotto e Annalisa Corrado 

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Posta e risposta di domenica 5 ottobre 2025
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Caro Merlo, ho trovato poco “elegante” e poco corretto l’immediato rientro dei nostri parlamentari che hanno abbandonato i loro compagni (400, 40 italiani) nelle carceri israeliane. La loro autorevolezza avrebbe potuto aiutarli a meglio gestire l’operazione nei confronti dei militari ed è stonata la fanfara politica e tv per il loro rientro da eroi! Abbandonare la nave: siamo seri.

Raffella Ruzzi Pons

È difficile credere che il trattamento di favore per i quattro parlamentari — Corrado, Croatti, Scotto, Scuderi (Romano, rilasciato il giorno dopo, è “solo” consigliere regionale) — sia dovuto a una speciale, spontanea attenzione da parte dei militari israeliani intimiditi o addirittura spaventati dal peso politico delle cariche elettive. Per gli israeliani, che li hanno prelevati e rimpatriati di peso, il ruolo istituzionale era semmai un’aggravante. Giustamente questi parlamentari, in conferenza stampa, hanno cercato di non danneggiare la liberazione, che sta avvenendo a scaglioni, dei…

Caro Merlo, ho trovato poco “elegante” e poco corretto l’immediato rientro dei nostri parlamentari che hanno abbandonato i loro compagni (400, 40 italiani) nelle carceri israeliane. La loro autorevolezza avrebbe potuto aiutarli a meglio gestire l’operazione nei confronti dei militari ed è stonata la fanfara politica e tv per il loro rientro da eroi! Abbandonare la nave: siamo seri.

Raffella Ruzzi Pons

È difficile credere che il trattamento di favore per i quattro parlamentari — Corrado, Croatti, Scotto, Scuderi (Romano, rilasciato il giorno dopo, è “solo” consigliere regionale) — sia dovuto a una speciale, spontanea attenzione da parte dei militari israeliani intimiditi o addirittura spaventati dal peso politico delle cariche elettive. Per gli israeliani, che li hanno prelevati e rimpatriati di peso, il ruolo istituzionale era semmai un’aggravante. Giustamente questi parlamentari, in conferenza stampa, hanno cercato di non danneggiare la liberazione, che sta avvenendo a scaglioni, dei prigionieri rimasti, ma è certo che il governo italiano, considerando l’immunità un diritto internazionale, aveva intanto chiesto e ottenuto il rientro immediato solo di loro quattro. Insomma, è per Tajani che questi parlamentari erano uguali a tutti gli altri prigionieri, “ma sino a un certo punto”. Lei però dice di più: proprio perché non erano uguali agli altri, i parlamentari avrebbero dovuto, a tutti i costi, tornare per ultimi, come i comandanti che mai devono abbandonare la nave che affonda, nel Paese del «torni a bordo, cazzo».

Caro Merlo, mi chiedo quanti di questi due miilioni di persone in corteo si recheranno alle urne. Sono pessimista se ritengo 1-2%?

Renato Presta, Napoli

Quelli che non votano, tra loro si somigliano poco; non sono un partito; alcuni vanno in piazza e altri no. E non trovo esecrabile, come vuole il luogo comune, la loro astensione, che considero un diritto, anche se io ho quasi sempre votato.

Caro Merlo, non si può essere contro l’aborto e allo stesso tempo favorevoli alla pena di morte. Lo ha detto il Papa, ma lo pensavo anche io, modestamente. Più che materia di fede, trattasi di logica.

Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)

E invece è materia di fede, per giunta discutibile. Dal punto di vista logico infatti è un falso sillogismo, un espediente para filosofico insidiosamente scorretto perché accredita il contrario di quel che dice e cioè che non si può essere favorevoli all’aborto e contrari alla pena di morte. La verità è che il paragone tra aborto e pena di morte è contro la logica, contro la civiltà del diritto, contro la salute e la libertà della donna, contro la scienza. E la pensano così anche molti cattolici che hanno la fede.

Caro Merlo, ghigliottiniamo subito, nel più breve tempo possibile, “a stretto giro”? Mi faccia sapere, ma a stretto giro, perché non ne posso più.

Walter Ciceri

“A stretto giro” vuol dire in fretta e bene, e non mi pare così abusato. Lo preferisco al giro largo che, come il campo, è un’estenuante perdita di tempo.


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