Caro Merlo, e così il cosiddetto “campo largo” arriva all’undicesima sconfitta su quattordici chiamate alle urne. Quanto devono attendere gli elettori per capire il baratro che avvantaggia solo la destra?
Daniele Mosconi — Fondi
Purtroppo, come diceva Humphrey Bogart già nel 1947, solo chi cade può risorgere.
Caro Merlo, prescindendo da talune dichiarazioni e dai comportamenti della nuova star televisiva Francesca Albanese, in particolare sul ruolo di Hamas e sulle enormi responsabilità dell’organizzazione terroristica, non riesco a capire quali sarebbero gli importanti meriti che hanno innescato questa corsa alla cittadinanza onoraria.
Marco Tardiola
La tv è molto più rivelatrice delle cittadinanze onorarie, che sono pose provinciali e surrogati di politica estera anche in opposizione al governo italiano. Ma chi onorano? “Non credo che esista una scienza “neutrale” sul Medio Oriente, materia di cui — secondo tutte le sue biografie, compresa Wikipedia — Francesca Albanese è esperta, …
Caro Merlo, e così il cosiddetto “campo largo” arriva all’undicesima sconfitta su quattordici chiamate alle urne. Quanto devono attendere gli elettori per capire il baratro che avvantaggia solo la destra?
Daniele Mosconi — Fondi
Purtroppo, come diceva Humphrey Bogart già nel 1947, solo chi cade può risorgere.
Caro Merlo, prescindendo da talune dichiarazioni e dai comportamenti della nuova star televisiva Francesca Albanese, in particolare sul ruolo di Hamas e sulle enormi responsabilità dell’organizzazione terroristica, non riesco a capire quali sarebbero gli importanti meriti che hanno innescato questa corsa alla cittadinanza onoraria.
Marco Tardiola
La tv è molto più rivelatrice delle cittadinanze onorarie, che sono pose provinciali e surrogati di politica estera anche in opposizione al governo italiano. Ma chi onorano? “Non credo che esista una scienza “neutrale” sul Medio Oriente, materia di cui — secondo tutte le sue biografie, compresa Wikipedia — Francesca Albanese è esperta, per titoli e per esperienza. E se anche questa scienza imparziale esistesse, non è quella che Albanese sta esibendo. Infatti, per quel che stiamo vedendo in tv, la Albanese è una militante che gli studi di Diritto internazionale e soprattutto il ruolo che le è stato assegnato dalle Nazioni Unite hanno reso sprezzante, e dunque in grande, inconsapevole, sintonia con il codice della tv italiana. Si capisce che è competente e sincera, ma nella difesa del popolo palestinese, che in Italia è largamente condivisa, la tv ce la sta mostrando spavaldamente di parte, sino all’estremismo. I suoi giudizi su Liliana Segre che sarebbe “non lucida” sono sicuramente sbagliati non perché sono in malafede, ma perché sono, appunto, sfrontatamente faziosi. Voglio dire che, tornata in Italia con l’aria della scienziata coraggiosa, dell’esperta sapiente e saggia, mentre accumula cittadinanze onorarie che le vengono date come “beaux gestes” di coscienza municipalista, solo la tv ce la sta svelando. Ed è un bene per tutti.
Caro Merlo, le sottopongo la mia piccola storia: scopro il pallone a 5 anni e diventa il mio unico gioco nella piazzetta del quartiere, Borgo marinari, conosce?, quello attuale rende incredibile quanto detto. A 7 anni, per il compleanno chiedo il regalo di portarmi allo stadio: Napoli Juve: 2 a 1, e non era mai successo. Lo stadio, la vittoria, la gioia dei 100.000 che entravano al San Paolo…: sono diventato tifoso senza che nessuno mi abbia esibito né io abbia sospeso di ragionare. E ancora oggi, a 72 anni passati, ritrovandomi a tifare, soffrire, imprecare, mi chiedo: perché? Non c’è un perché: il tifo è ‘na malatia’ che non si cura. Dà dolori, ma anche gioie e si può conviverci senza mettere da parte la ragione né diventare ultras.
Francesco Limite — Napoli
Nel suo bel romanzo di formazione non c’è la sfilata dei bambini che accompagnano i giocatori in campo, non c’è l’intruppamento. La mia critica si fermava lì, ed è la stessa sull’uso dei bambini nelle manifestazioni politiche, che non è educazione alla passione civile, ma al pensiero già pensato, al conformismo, al catechismo, alla fede cieca della processione.