Caro Merlo, al coro di dolore dei cittadini romani per l’abbattimento di più di 60 storici cipressi di piazza Augusto Imperatore, la Sovrintendenza capitolina ha così risposto: “Per rendere fruibile al pubblico l’area verde del Mausoleo di Augusto è prevista la realizzazione di un percorso anulare in terra stabilizzata, con degli elementi di protezione e guida che possano garantirne l’attraversamento in sicurezza. Per la sistemazione dell’area a verde è necessaria la sostituzione delle alberature esistenti”. La spiegazione risulta criptica e sfuggente (“percorso anulare”, “terra stabilizzata”, ecc., hanno suscitato nei romani reazioni tipo “ma che vor di?”). Non era meglio chiarire l’urgente necessità delle motoseghe e rassicurare i cittadini che i vetusti cipressi saranno sostituiti al più presto? Ho il sospetto che il burocratese possa mascherare le difficoltà di un impegno difficile da mantenere per Roma. I lavori di risistemazione dello splendido sito sono infatti iniziati “solo” …
Caro Merlo, al coro di dolore dei cittadini romani per l’abbattimento di più di 60 storici cipressi di piazza Augusto Imperatore, la Sovrintendenza capitolina ha così risposto: “Per rendere fruibile al pubblico l’area verde del Mausoleo di Augusto è prevista la realizzazione di un percorso anulare in terra stabilizzata, con degli elementi di protezione e guida che possano garantirne l’attraversamento in sicurezza. Per la sistemazione dell’area a verde è necessaria la sostituzione delle alberature esistenti”. La spiegazione risulta criptica e sfuggente (“percorso anulare”, “terra stabilizzata”, ecc., hanno suscitato nei romani reazioni tipo “ma che vor di?”). Non era meglio chiarire l’urgente necessità delle motoseghe e rassicurare i cittadini che i vetusti cipressi saranno sostituiti al più presto? Ho il sospetto che il burocratese possa mascherare le difficoltà di un impegno difficile da mantenere per Roma. I lavori di risistemazione dello splendido sito sono infatti iniziati “solo” nel maggio 2020.
Mirella Serri
Piantavano gli alberi della libertà, i rivoluzionari francesi, ed erano certamente meno goffi e più appassionati degli operai che la Sovrintendeza comunale (da non confondere con la Soprintendenza statale che ha la “p”) ha mandato a tagliare i cipressi vivi sopra la tomba di Augusto. Dicono che erano ammalati, ma persino i mozziconi sembrano ancora alti e schietti. Stanno tagliando troppi alberi a Roma, almeno 13mila, con una previsione di 35mila con la furia della ripiantumazione finanziata dal Pnrr. Nel 2021proprio a Roma i leader del G20 stabilirono che bisogna piantarne 1000 miliardi entro il 2030 per salvare il Pianeta. Ma a Roma si muore bene e si vive male, come dimostrano il taglio del Ginko Biloba di Villa Borghese, un monumento ai colori dell’autunno, e poi la spennacchiata Piazza dei Cinquecento che, rifatta dalla motosega, fa persino concorrenza alla Piazza San Silvestro tutta cemento e solitudine, e ora c’è la piazza Augusto Imperatore che ha perso i “bei cipressetti, cipressetti miei, fedeli amici d’un tempo migliore”. Il 14 luglio del 1793, per celebrare l’anniversario della presa della Bastiglia, con orgoglio ed emozione, tre studenti, che condividevano la stessa camera e si chiamavano Hegel, Schelling e Hölderlin, piantarono il loro albero della libertà in un giardino di Tubinga e vi danzarono intorno cantando La Marsigliese, che Schelling aveva tradotto in tedesco. Lo sradicarono alla fine dello stesso anno perché già in settembre la rivoluzione si era mutata in terrore. A Roma è solo l’ orrore di un genocidio di alberi, un “dendricidio”.
Caro Merlo, nulla è cambiato rispetto a un mese o a un anno fa. Trump finalmente avrà Gaza marittima?
Marcella Lenarduzzi
Mi sembrano spiritosaggini ingenerose. Al piano hanno lavorato soprattutto i paesi arabi e la Turchia (che hanno convinto Hamas). Non prevede deportazioni né ricostruzioni in stile Las Vegas. Il lavoro più difficile comincia adesso. Come ha scritto Thomas Friedman sul NYT Trump meriterebbe davvero il Nobel se avesse “l’attenzione, l’energia e la concentrazione che serviranno ogni giorno per garantire una soluzione così complicata: me lo auguro”.