Caro Merlo, domenica sera ho scritto a Rai 3 perché mi aveva straziato il cuore il primo piano del ragazzo stravolto dal dolore che farfugliava di morte davanti a una telecamera invadente e violenta. Era intollerabile l’immagine di quel giovanissimo, bello e confuso, costretto a rispondere a chissà quali domande sulla morte del fratello. L’episodio è quello dei tre ventenni schiantatisi con la loro utilitaria contro un monumento ad Asiago. Il ragazzo è il fratello minore di uno dei tre, suppongo abbia almeno diciotto anni. Nel breve filmato, che le allego, è, come vedrà, l’unico “intervistato” ma non ci sono le domande. Questa non è cronaca, non è giornalismo.
Edda Cucè, Lucca
Cara signora Cucè, ho visto il filmato e capisco il suo smarrimento dinanzi a un ragazzo che, senza neppure il tempo di raccapezzarsi per la morte del fratello e dei suoi amici, viene esposto all’insana curiosità dell’Italia, e la sua pena diventa spettacolo. Diciamo la verità: il rigetto è totale. È odiosa la d…
Caro Merlo, domenica sera ho scritto a Rai 3 perché mi aveva straziato il cuore il primo piano del ragazzo stravolto dal dolore che farfugliava di morte davanti a una telecamera invadente e violenta. Era intollerabile l’immagine di quel giovanissimo, bello e confuso, costretto a rispondere a chissà quali domande sulla morte del fratello. L’episodio è quello dei tre ventenni schiantatisi con la loro utilitaria contro un monumento ad Asiago. Il ragazzo è il fratello minore di uno dei tre, suppongo abbia almeno diciotto anni. Nel breve filmato, che le allego, è, come vedrà, l’unico “intervistato” ma non ci sono le domande. Questa non è cronaca, non è giornalismo.
Edda Cucè, Lucca
Cara signora Cucè, ho visto il filmato e capisco il suo smarrimento dinanzi a un ragazzo che, senza neppure il tempo di raccapezzarsi per la morte del fratello e dei suoi amici, viene esposto all’insana curiosità dell’Italia, e la sua pena diventa spettacolo. Diciamo la verità: il rigetto è totale. È odiosa la deriva selvaggia della cronaca nera. Ci faccia sapere se e cosa i miei colleghi le rispondono.
Caro Merlo, sono un medico che, alcuni anni dopo essere diventato cieco, ha deciso per diletto di iscriversi a Giurisprudenza presso una università telematica. Ho fatto il mio percorso facendo ricerche e scannerizzando decine e decine di migliaia di pagine di libri di testo per leggerli, sono arrivato con una buona media al momento della laurea ma la relatrice mi ha bocciato l’elaborato, affermando che non avrei potuto avere più di 1 punto. Ho riscritto ex novo la tesi e solo allora ho avuto il placet della relatrice, laureandomi con 7 punti per la tesi stessa: questo per dire che c’è telematica e telematica.
Dr. Paolo Di Nola, Castellammare di Stabia (Napoli)
Sospetto che il bravo sia lei e non l’università che l’ha laureata.
Caro Merlo, se ha ragione Claudio Strinati — e non lo dubito — che Napoleone ha riempito il Louvre con una «miriade di opere d’arte razziate in giro per il mondo», ora — dopo il furto con il camion montacarichi (?!) — c’è da chiedersi: chi è il ladro?
Luca Cardinalini, Parigi
Napoleone fa ancora ammattire i savi: tutti gli imperatori sono ladri ma non tutti i ladri sono imperatori.
Caro Merlo, e se ghigliottinassimo “a occhio e croce” giusto per salvaguardare l’occhio e soprattutto la croce?
Giovanni Pizzo
A occhio e croce non mi pare che il vecchio “a occhio e croce” sia abusato. Ghigliottina negata.
Caro Merlo, se leggo ancora la parola woke su un giornale italiano o in bocca a qualcuno stramazzo al suolo. Ghigliottina per favore, la prego.
Luisa Santucci
È la contrazione di stay woke, stai sveglio, bellissimo slogan afroamericano, luminoso come una stella, attribuito al cantante blues Lead Belly, morto nel 1949. Purtroppo l’abuso ha spento la stella. Ghigliottina.