Caro Merlo, Chelsea Clinton, figlia di Bill e di Hillary, ha definito inquietante la demolizione dell’East Wing della Casa Bianca per farne una sala da ballo e Donald Trump Jr le ha risposto di pensare ai suoi genitori che “si sono rubati le posate, per non dire della stagista”. Non mi pare che ci siano precedenti di scazzo tra figli. Certamente non in Italia dove i “figli di” non sono l’un contro l’altro armati.
Irene Benfatto - Novara
L’entrata in scena di Melania Trump, schierata con la figlia dei Clinton contro il proprio marito e il figlio del marito, supera, per genialità espressionista, il ricchissimo pittoresco del familismo italiano, che la sociologia americana ha classificato “amorale” perché domina la politica, il capitalismo, le professioni liberali, le università e la criminalità. Insomma nella Campania dei figli in lista per Fico, il pittoresco è roba da poveracci in confronto a questi “mammete, patete, fratete e sorete”.
Caro Merlo, perché Sangiuliano lascia la prestig…
Caro Merlo, Chelsea Clinton, figlia di Bill e di Hillary, ha definito inquietante la demolizione dell’East Wing della Casa Bianca per farne una sala da ballo e Donald Trump Jr le ha risposto di pensare ai suoi genitori che “si sono rubati le posate, per non dire della stagista”. Non mi pare che ci siano precedenti di scazzo tra figli. Certamente non in Italia dove i “figli di” non sono l’un contro l’altro armati.
Irene Benfatto - Novara
L’entrata in scena di Melania Trump, schierata con la figlia dei Clinton contro il proprio marito e il figlio del marito, supera, per genialità espressionista, il ricchissimo pittoresco del familismo italiano, che la sociologia americana ha classificato “amorale” perché domina la politica, il capitalismo, le professioni liberali, le università e la criminalità. Insomma nella Campania dei figli in lista per Fico, il pittoresco è roba da poveracci in confronto a questi “mammete, patete, fratete e sorete”.
Caro Merlo, perché Sangiuliano lascia la prestigiosa corrispondenza della Rai di Parigi per fare il capolista in Campania?
Ada Miriali – Potenza
È incomprensibile. Mai la Francia aveva offerto a un giornalista così tanto da raccontare: Sarkozy in galera, più ingovernabilità che in Italia, il colpo del secolo al Louvre e all’orizzonte l’arrivo della destra all’Eliseo. Se hai talento puoi passare alla storia del giornalismo, cronista a Parigi come ai tempi di Hemingway. Di sicuro è più divertente che fare il ministro della Cultura, figuriamoci il consigliere regionale, in Campania e all’opposizione per giunta, e non di De Luca che era uno spasso. La scelta di Sangiuliano non vale un Fico secco.
Caro Merlo, e così i candidati governatori di sinistra di Marche e Calabria (Ricci e Tridico), perse le elezioni hanno scelto di tornare a Bruxelles. Non voglio affrontare il tema banale dei soldi (stipendio doppio comunque), ma mi deludono parecchio. Solo a me?
Luca Cardinalini - Roma
Penso che nessuno si sia sorpreso e che la sua sia una domanda retorica. Al di la dello stipendio e della qualità della vita, che comunque contano perché, come diceva Totò, ‘cca nisciuno è fesso, dopo una sconfitta così bruciante è altissimo per entrambi il rischio di spegnersi lentamente sia in Europa sia in Regione. Davvero per resistere in un anonimo consiglio regionale ci vuole una forza politica e morale che i due non hanno.
Caro Merlo, dice Orbán: “L’Europa non conta nulla”. Io gli direi: “allora vattene!”
Felice Ficco - Trento
“Non solo non ce ne andremo, ma occuperemo l’Europa” ha più volte detto Orbán non parlando di occupazione militare, ma politica, perché le destre estreme sono, come sappiamo, in forte e a volte già vincente crescita: la famosa “onda nera”. Anche rovesciando la domanda, la risposta non cambia. L’Unione europea non ha il potere di espellere nessuno e comunque non le converrebbe perdere definitivamente l’Ungheria. Dunque tollera le violazioni ai suoi valori e alle sue regole da parte di un Orbán che diventa sempre più spavaldo, sempre più offensivo, sempre più nemico.