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Cuffaro, mafia o goffaggine. Milano, il capello nel brodo

Totò Cuffaro 

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Posta e risposta di mercoledì 5 novembre 2025
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Caro Merlo, presto capiremo se c’è accanimento nell’accusa a Cuffaro o se davvero il condannato per mafia era tornato a vendere alla mafia la politica e l’amministrazione della sanità pubblica. Scusi se parlo facile: Cuffaro non era troppo sputtanato per fare il capo dei malandrini?

Elisa Torrisi, Catania

Sì. Non c’è solo il garantismo a imporre la prudenza su Cuffaro, il redento nella Sicilia irredimibile di Sciascia che, dopo avere espiato in galera, si esibiva nel codice della sbruffoneria e offriva a tutti 250mila voti. Eppure, bastava la parola, Cuffaro, come il confetto di Carosello, e i politici scappavano, Renzi, Calenda, PiùEuropa di Emma Bonino, la quale non era certo sospettabile di nulla, persino Durigon scappò. Com’è possibile che gli abbiano invece dato credito proprio i malandrini che in Sicilia sono “santi di marmo e non sudano”? Come potevano farsi sedurre dalla goffaggine del video in cui deformò Martin Luther King: «I am a drink». La mafia si sentiva favoreggiata o …

Caro Merlo, presto capiremo se c’è accanimento nell’accusa a Cuffaro o se davvero il condannato per mafia era tornato a vendere alla mafia la politica e l’amministrazione della sanità pubblica. Scusi se parlo facile: Cuffaro non era troppo sputtanato per fare il capo dei malandrini?

Elisa Torrisi, Catania

Sì. Non c’è solo il garantismo a imporre la prudenza su Cuffaro, il redento nella Sicilia irredimibile di Sciascia che, dopo avere espiato in galera, si esibiva nel codice della sbruffoneria e offriva a tutti 250mila voti. Eppure, bastava la parola, Cuffaro, come il confetto di Carosello, e i politici scappavano, Renzi, Calenda, PiùEuropa di Emma Bonino, la quale non era certo sospettabile di nulla, persino Durigon scappò. Com’è possibile che gli abbiano invece dato credito proprio i malandrini che in Sicilia sono “santi di marmo e non sudano”? Come potevano farsi sedurre dalla goffaggine del video in cui deformò Martin Luther King: «I am a drink». La mafia si sentiva favoreggiata o compromessa dal drink di Cuffaro, che già aveva ridotto i cannoli a simbolo della politica collusa: la ricotta come impasto del potere e lo scorzone fritto come oltraggio allo Stato di diritto? Persino Camilleri, che pure aveva disinfettato tutte le sicilianerie, usò il cannolo per “corrompere” medici legali e belle signore che si calano a sciaurarlo e poi principiano a sbafarselo talianno dalla finestra il paesaggio della città dove “il mafiosofilo” Cuffaro aveva inventato lo slogan «la mafia fa schifo».

Caro Merlo, sono la nonna che le ha scritto ieri (martedì 4 novembre) e mi cestini pure se mi ritiene troppo invadente, non perderà la mia simpatia. Le mie 4 nipotine, quelle che ogni sera mi mandano la buona notte per WhatsApp, ci tengono a farle sapere che non sono 4 bambine capricciose. La più grande ha 26 anni e la più piccola 16. Visto che una vive a Houston e l’altra a Edimburgo, l’ora dei messaggi è quella delle loro notti e non della mia. Per tutte e quattro, anche quelle che vivono in Italia, non ci sono limiti d’orario. Il mio telefono è sempre acceso.

Elena Martinelli, Roma

Cara nonna Elena, i messaggi che scambia con le sue nipoti hanno eccitato i nemici del telefono, quelli che “gli smartphone spengono i sogni”, “rincretiniscono”, “danno dipendenza”. Un signore le ha diagnosticato almeno sette disturbi psichici. Le giro una scelta di mail, per suo divertimento.

Caro Merlo, domenica a Milano, nel famoso ristorante… (decida lei se pubblicare il nome) ho trovato un lungo capello biondo nel “minestrone alla milanese” (le accludo la foto con il menù e la copia di Repubblica con la data). Mio marito ha detto che era buonissimo, io l’ho rimandato indietro e ho litigato quando il direttore mi ha guardato e mi ha detto: «Mi scusi se glielo dico, lei è bionda e noi in cucina abbiamo solo morettine». Non me l’hanno fatto pagare, ma io so che il capello non era mio perché era biondo tinto.

Annalisa Decaro, tarantina in viaggio a Milano

La penso come Kafka: “Un capello nel brodo è peggio di un fantasma in camera da letto”.


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