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Valditara, chi urla ha sempre torto. Casalino-Conte la forza del destino

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Posta e risposta di giovedì 13 novembre 2025
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Caro Merlo, il ministro Valditara (dell’Istruzione o della Distruzione?) che in aula urla vergogna e chiude l’invettiva con «il resto sono balle» è uno spettacolo da Spaccanapoli, dove non importa più sapere chi ha ragione. Ma questo “disturbato” non era professore?

Elisabetta Mogavero, Napoli

Ammettiamo, per un momento, che Valditara, nel merito, non avesse tutti i torti. Nessuno si sarebbe fatto convincere dalle sue urla: chi ha meno ragione grida più forte. Diciamo poi che la sua “vivacità” da Spaccanapoli non faceva pensare a un professore di Diritto romano ma, al massimo, alle filastrocche da osteria come “il professor di fisica gridava come un pazzo, con l’acido solforico… ”.

Caro Merlo, Rocco Casalino dirigerà un giornale online senza tradire il suo Conte che, ha detto da Gruber, «ce la fa da solo e non ha più bisogno di un gran capo della comunicazione». Lo affiancherà come giornalista nella sua corsa a diventare il candidato del centrosinistra contro Meloni. Con o senza Casa…

Caro Merlo, il ministro Valditara (dell’Istruzione o della Distruzione?) che in aula urla vergogna e chiude l’invettiva con «il resto sono balle» è uno spettacolo da Spaccanapoli, dove non importa più sapere chi ha ragione. Ma questo “disturbato” non era professore?

Elisabetta Mogavero, Napoli

Ammettiamo, per un momento, che Valditara, nel merito, non avesse tutti i torti. Nessuno si sarebbe fatto convincere dalle sue urla: chi ha meno ragione grida più forte. Diciamo poi che la sua “vivacità” da Spaccanapoli non faceva pensare a un professore di Diritto romano ma, al massimo, alle filastrocche da osteria come “il professor di fisica gridava come un pazzo, con l’acido solforico… ”.

Caro Merlo, Rocco Casalino dirigerà un giornale online senza tradire il suo Conte che, ha detto da Gruber, «ce la fa da solo e non ha più bisogno di un gran capo della comunicazione». Lo affiancherà come giornalista nella sua corsa a diventare il candidato del centrosinistra contro Meloni. Con o senza Casalino per la sinistra è un incubo al quale, per la prima volta, non darei il mio appoggio, ammesso che interessi a qualcuno il voto di una vecchia insegnante di greco in pensione.

Laura Sorrentino, Torino

È un incubo, è vero. Ma se guarda nel retrovisore la confusa storia politica dei 5 stelle, si accorgerà che Casalino è il solo che ha saputo difendere la propria reputazione di stregone pensante, forse perché si era accucciato in una misteriosa biografia da poetastro maledetto che trasformava persino il Grande Fratello da scuola di volgarità in scuola di dialettica. Sono invece spariti Grillo, Di Maio e Casaleggio jr (il padre morì troppo presto). E Conte, lo sconosciuto avvocaticchio che truccava il curriculum e esordì nientemeno come presidente del Consiglio, solo indossando le maschere del trasformismo che Casalino gli confezionava è sopravvissuto via via rimpicciolendosi come quel personaggio di Longanesi che diceva di sé: «Sono passato attraverso ogni specie di tendenza per cercarmi. E non riesco a trovarmi». È dunque rimasto in piedi Casalino, la cui personalità era quella di non avere personalità ma di fabbricarne una, cento, mille a Conte. A parte qualche eccezione come Giuliano Amato e Giuliano Ferrara ogni volta che un’eminenza grigia esce dalla dimensione segreta e si mette in proprio, ci si accorge presto che il creatore e signore del suo signore da solo non ce la fa. Riuscirà Casalino ad avere una vita propria senza un signore a cui dar vita? Gli facciamo, sinceramente ma non politicamente, gli auguri perché fondare un giornale è, comunque, una scelta nobile, coraggiosa e controcorrente.

Caro Merlo, Crozza fa spesso vedere le dichiarazioni di Meloni quando era all’opposizione e le paragona all’oggi. Il metodo è molto efficace per evidenziarne le incongruenze. “Repubblica” potrebbe creare una rubrica “Aveva detto che...”.

Alberto Scrocca, Pomezia (Roma)

Capisco che l’incoerenza trattata da Crozza faccia ridere, ma non è una qualità che gli italiani riconoscono. Meglio beccare Meloni sulla sincerità, visto che spaccia per successi i fallimenti del governo.


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