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Ultrasinistra e mondo al contrario. Tutti abusivi, nessuno è abusivo

Torino, 14 novembre: una manifestazione pro Pal (ansa)

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Posta e risposta di martedì 18 novembre 2025
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Caro Merlo, è appena uscito in libreria “Sionismo e nazismo, facce della stessa medaglia” di Francesco Lazzeri per i tipi di Sensibili alle foglie. Io non ho parole.

Elena Danzuso, Pisa

La casa editrice con il nome delicato è di Renato Curcio. È sicuramente finito il tempo della sua stella a cinque punte, ma forse comincia quello del neo-vannaccismo di ultrasinistra, dove «il mondo è al contrario». Si estremizzano e si sporcano le buone ragioni del movimento pro Pal, con il delirio dell’equivalenza tra la svastica e la stella di David. E “il nazi-sionismo” (con l’avvertenza indignata «non ci si può tacciare di antisemitismo») viene fatto risalire alle SS inviate in Palestina. In questo «mondo al contrario» ebrei e nazisti sono alleati, «e si chiariscono sul piano storico, i rapporti tra i movimenti politico-ideologici del sionismo e del nazismo». Decisamente più album di famiglia è “la solidarietà internazionalista” ai terroristi di Hamas, “Resistenza del 7 ottobre”. Sullo sfondo r…

Caro Merlo, è appena uscito in libreria “Sionismo e nazismo, facce della stessa medaglia” di Francesco Lazzeri per i tipi di Sensibili alle foglie. Io non ho parole.

Elena Danzuso, Pisa

La casa editrice con il nome delicato è di Renato Curcio. È sicuramente finito il tempo della sua stella a cinque punte, ma forse comincia quello del neo-vannaccismo di ultrasinistra, dove «il mondo è al contrario». Si estremizzano e si sporcano le buone ragioni del movimento pro Pal, con il delirio dell’equivalenza tra la svastica e la stella di David. E “il nazi-sionismo” (con l’avvertenza indignata «non ci si può tacciare di antisemitismo») viene fatto risalire alle SS inviate in Palestina. In questo «mondo al contrario» ebrei e nazisti sono alleati, «e si chiariscono sul piano storico, i rapporti tra i movimenti politico-ideologici del sionismo e del nazismo». Decisamente più album di famiglia è “la solidarietà internazionalista” ai terroristi di Hamas, “Resistenza del 7 ottobre”. Sullo sfondo rimane il vecchio Sim (Stato imperialista multinazionale).

Caro Merlo, a guardare bene il video, quando Meloni lancia il balletto “chi non salta comunista è”, le vanno dietro tutti, il ministro degli Esteri, il candidato alla Regione, i leader di partito (vabbè... Lupi), solo uno se la svigna silenzioso: Salvini.

Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)

Salvini se la svigna non perché si sente comunista ma perché vorrebbe fare il primo ballerino.

Caro Francesco, alla parola “condono” mi torna davanti la mia R5 in fiamme sotto casa... per la mia attività (su mandato ministeriale) di contrasto all’abusivismo a Maratea. Su Repubblica Giovanni Maria Pace mi definì «la signora dei divieti», ma in realtà facevo il dovere dei Beni culturali, ovvero la tutela anche del paesaggio, pur essendo un’archeologa. Ora si ripropone l’oscenità: ho constatato che la parola “condono” apre la strada a nuovi abusi, retrodatati per rientrare nei termini del nuovo procedimento. Il ministero della Cultura non ha nulla da dire? Si sente responsabile della tutela del paesaggio? Ci si ricorda della legge Galasso e dell’articolo 9 della Costituzione?

Paola Bottini, Imperia

Ricordo nel 2002 un dibattito a vuoto con Andrea Camilleri che parlava delle città tutte abusive dell’Agrigentino dove vince il politico che promette sanatorie. Se una città è tutta abusiva — dicevo io — allora non è più abusiva, e il candidato sindaco non può certo promettere che abbatterà le case degli elettori. Il modello letterario di riferimento è la Pentesilea di Calvino, la città che ha solo periferie. Attilio Giordano, che allora dirigeva il Venerdì, scrisse da Favara un magnifico reportage che si chiudeva così: «L’abusivismo di Favara è individuale, a suo modo onesto: è un’usanza colpevolmente consentita. E, anno dopo anno, si osserva un fenomeno strano: i favaresi le case abusive non le vedono più. La città abusiva ridiventa invisibile, come sarebbe teoricamente sulla carta: non esiste. I favaresi si affacciano dalla balconata al seminario, da dove si vede la Chiesa Madre agonizzante, che affanna sopraffatta dal cemento, e dicono orgogliosi: “Bella Favara eh?”».


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