Caro Merlo, fare a pezzi e far sparire (all’interno di un consolato!) il corpo di un giornalista, nel 2025 non comporta penalizzazioni. Trump: “Quel signore (Kashoggi, ndr) non piaceva a molta gente, le cose capitano”. Bin Salman: “È doloroso quando qualcuno perde la vita senza un reale motivo. l’uccisione è stata un grande errore”. Record mondiale di ipocrisia.
Luca Cardinalini - Marsciano (Perugia)
A me pare che non ci sia alcuna ipocrisia perché non ce n’è più bisogno. Il principe saudita Bin Salman ammette che è stato un errore fare a pezzi Jamal Khashoggi, giornalista saudita dissidente, e bruciarlo nel forno di casa del console saudita a Istanbul. E Trump lo conforta benevolmente perché il giornalista, che pubblicava i suoi editoriali anche per il Washington Post, “non piaceva a molta gente” e essere fatto a pezzi è “tra le cose che capitano”. Il delitto, che un tempo, sia pure con l’ipocrisia del segreto e della ragion di Stato, avrebbe avuto conseguenze pesanti sui rapporti…
Caro Merlo, fare a pezzi e far sparire (all’interno di un consolato!) il corpo di un giornalista, nel 2025 non comporta penalizzazioni. Trump: “Quel signore (Kashoggi, ndr) non piaceva a molta gente, le cose capitano”. Bin Salman: “È doloroso quando qualcuno perde la vita senza un reale motivo. l’uccisione è stata un grande errore”. Record mondiale di ipocrisia.
Luca Cardinalini - Marsciano (Perugia)
A me pare che non ci sia alcuna ipocrisia perché non ce n’è più bisogno. Il principe saudita Bin Salman ammette che è stato un errore fare a pezzi Jamal Khashoggi, giornalista saudita dissidente, e bruciarlo nel forno di casa del console saudita a Istanbul. E Trump lo conforta benevolmente perché il giornalista, che pubblicava i suoi editoriali anche per il Washington Post, “non piaceva a molta gente” e essere fatto a pezzi è “tra le cose che capitano”. Il delitto, che un tempo, sia pure con l’ipocrisia del segreto e della ragion di Stato, avrebbe avuto conseguenze pesanti sui rapporti con l’Arabia Saudita, oggi li rafforza ed è a suo modo rivendicato, senza troppo imbarazzo, dal nuovo ordine mondiale. Tutto ormai si può fare e la ferocia, non più nascosta, servirà come avvertimento a chi si ostina a dissentire.
Caro Merlo, “ho letto su Repubblica e mi è molto piaciuta la risposta britannica all’ ennesima provocazione di una nave-spia russa che, oltre a sconfinare, questa volta ha usati raggi laser contro i piloti dell’aeronautica britannica. Il ministro della Difesa John Healy ha detto: “Vi seguiamo. Vi osserviamo. We are ready”. Noi potremmo rispondere “siamo pronti”?
Luigina Umberto - Vercelli
No, noi non siamo pronti.
Caro Merlo, lei sostiene sempre che è sbagliato vedere negli insuccessi calcistici delle metafore del Paese Italia, che è fare sociologia da due soldi. Non trova però che l’improvvisazione che da tempo vive il nostro sistema calcio sia la stessa che da un po’ vive il nostro paese per cose molto più importanti, dalla politica all’economia?
Luigi Guida – Barletta
So che la mediocrità è contagiosa e può fare sistema. Non credo però che quando veniamo battuti, il calcio porti giù con sé l’intera nazione, il governo Meloni e l’isolamento in Europa, l’industria e l’artigianato, la pessima qualità dei premi Strega e Campiello, il cinema senza Oscar. E così quando invece vinciamo, il calcio e il tennis di Sinner non surrogano la politica e non risarciscono i conti pubblici, il prodotto interno lordo, la crescita zero, l’insignificanza in Europa. A ciascuno il suo.
Caro Merlo, accetto la pubblica reprimenda alla mia lettera, precisando però che, se di “ribollita” si tratta, non è contro i lavoratori ma contro i vari governi che non vedono il futuro e quindi non hanno strategie per governarlo (es. vedi automotive). La bassa produttività dipende da questo, non certo dalla “fannullonaggine” dei lavoratori.
Bernardo Coccoli - Roma
Caro Coccoli, nessuna reprimenda nel mio “uffa”, non mi permetterei mai. È un parlare tra vecchi amici di posta, e la ringrazio di esserlo.