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Via i cacicchi, ma non i loro voti. Bosco, informazione sottosopra

La casa nel bosco a Palmoli dove vivono Nathan Trevallion e Catherine Birmingham 

 

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Posta e risposta del 28 novembre 2025
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Caro Merlo, alla fine i famosi cacicchi, De Luca e Emiliano, hanno vinto perché il partito ha avuto bisogno dei loro voti. Ne valeva la pena?

Laura Traverso — Genova

Vedremo presto se i nuovi presidenti valevano la pena. Per ora ha vinto il partito che ha tolto di mezzo i cacicchi senza perdere i loro voti.

Caro Merlo, torno a scriverle perché sui bambini nel bosco cambia la verità ogni giorno, e oggi si rafforzano le ragioni in difesa della famiglia, che, non in lei, lo riconosco, ma in me avevano cominciato a traballare. I genitori hanno finalmente detto, anche con un comunicato scritto dal loro nuovo avvocato, che avevano vaccinato i tre bambini e non è vero che sono no vax, che gli studi erano certificati dal ministero, che non è vero che hanno detto no agli aiuti, che non sono così intransigenti come li descrivono…. Era ora.

Elvira Danzini — Pisa

C’è stato un sottosopra anche in una parte dell’informazione che per fedeltà all’appartenenza ha deformato i fatti. E intanto i g…

Caro Merlo, alla fine i famosi cacicchi, De Luca e Emiliano, hanno vinto perché il partito ha avuto bisogno dei loro voti. Ne valeva la pena?

Laura Traverso — Genova

Vedremo presto se i nuovi presidenti valevano la pena. Per ora ha vinto il partito che ha tolto di mezzo i cacicchi senza perdere i loro voti.

Caro Merlo, torno a scriverle perché sui bambini nel bosco cambia la verità ogni giorno, e oggi si rafforzano le ragioni in difesa della famiglia, che, non in lei, lo riconosco, ma in me avevano cominciato a traballare. I genitori hanno finalmente detto, anche con un comunicato scritto dal loro nuovo avvocato, che avevano vaccinato i tre bambini e non è vero che sono no vax, che gli studi erano certificati dal ministero, che non è vero che hanno detto no agli aiuti, che non sono così intransigenti come li descrivono…. Era ora.

Elvira Danzini — Pisa

C’è stato un sottosopra anche in una parte dell’informazione che per fedeltà all’appartenenza ha deformato i fatti. E intanto i genitori hanno scelto un avvocato che finalmente li difende senza offendere. Vedrà che prima di Natale i giudici italiani, che non hanno le biliose ragioni di accanirsi che ha Salvini, restituiranno i tre bambini ai loro genitori.

Caro Merlo, sulla vicenda della famiglia nel bosco la sua risposta a Beppi Da Re è esemplare per forma e contenuto. Che la destra affondi con le sue volgarità, ma la sinistra perché fa il suo gioco?

Gino Melchiorre — Gessopalena (Chieti)

Anche i tanti lettori che, come lei, mi scrivono sono di sinistra e sanno che è cultura di sinistra la difesa dei diritti di quei bambini, anche dagli eccessi giudiziari. Dice bene lei: “che la destra affondi con le sue volgarità”, ma riportiamo a casa quei bambini”.

Caro Merlo, San Francesco voleva che le elemosine fossero solo in cibi, mai in denaro. Ottocento anni dopo, sono scomparse anche queste ultime. I sacerdoti dicono che le questue ormai sono svuotatasche (monete e monetine anche da un centesimo), le rotatorie hanno eliminato i lavavetri, i ragazzi ai supermercati aiutano a sistemare la spesa ma vengono rimborsati direttamente dai negozi. Restano i giocolieri, ma mi sembra che raccolgono poco, rispetto all’impegno.

Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)

Non so se è vero che più aumentano i poveri e meno carità si fa. Lei però, caro Cardinalini, mi fa venire in mente la famosa poesia di Bukovsky: “I migliori assassini sono quelli che predicano contro. E i migliori a odiare sono quelli che predicano amore. E i migliori in guerra sono quelli che predicano pace. Attenti agli uomini comuni, alle donne comuni, attenti al loro amore.”

Caro Merlo, scrive Giovanni Chianelli da Napoli: “sommessamente è il bluff del lupo che si traveste da agnello. Seguono infatti alti lai, frecciate al curaro, lezioncine acidissime”. E Fausto Fiorillo da Pinerolo (To): “la nostra prima ministra usa frequentemente ‘sommessamente’. E subito si abbandona al comiziaccio urlato. Tagliamo?”

Tagliamo, anche se è una di quelle teste che, appena tagliate, ricrescono.

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