Caro Merlo, ho molta simpatia per il neoeletto presidente della Puglia, Antonio Decaro. Incarna il modello maschile che oggi piace di più, quello della mascolinità fragile, in cui vulnerabilità e sensibilità divengono punti di forza. È un uomo libero di esprimere i propri sentimenti e le proprie emozioni, il contrario del predecessore Michele Emiliano, macho e massiccio consumatore di “cozze pelose”. Quando era sindaco di Bari il nuovo governatore versò in pubblico lacrime amare per la sconfitta della sua squadra di calcio. A marzo 2020, quando è scoppiata la pandemia Covid, è stato ripreso a passeggio per la città deserta con le gote rigate di lacrime. Piange ancora con Elly Schlein che lo abbraccia e lo consola vedendolo turbato per la candidatura alla Regione. Vinta la competizione, confessa la sua emotività: «Mi tremavano le mani». C’è chi dice che tra un po’ potrebbe sfidare Schlein per la segreteria del Pd. Allora saranno lacrime vere o di coccodrillo?
Mirella Serri
Il piant…
Caro Merlo, ho molta simpatia per il neoeletto presidente della Puglia, Antonio Decaro. Incarna il modello maschile che oggi piace di più, quello della mascolinità fragile, in cui vulnerabilità e sensibilità divengono punti di forza. È un uomo libero di esprimere i propri sentimenti e le proprie emozioni, il contrario del predecessore Michele Emiliano, macho e massiccio consumatore di “cozze pelose”. Quando era sindaco di Bari il nuovo governatore versò in pubblico lacrime amare per la sconfitta della sua squadra di calcio. A marzo 2020, quando è scoppiata la pandemia Covid, è stato ripreso a passeggio per la città deserta con le gote rigate di lacrime. Piange ancora con Elly Schlein che lo abbraccia e lo consola vedendolo turbato per la candidatura alla Regione. Vinta la competizione, confessa la sua emotività: «Mi tremavano le mani». C’è chi dice che tra un po’ potrebbe sfidare Schlein per la segreteria del Pd. Allora saranno lacrime vere o di coccodrillo?
Mirella Serri
Il pianto è politica. Ci sono momenti in cui bisogna piangere e il pianto rileva quel che in genere non si vede. E però nel paese del batticuore e del turbamento ci sono anche le sceneggiate e dunque si espone alla cattiveria sia chi piange per incontinenza di emozioni vere e sia chi piange perché il copione prevede la retorica della spontaneità. C’è una grande abbondanza di lacrime politiche in Italia, maschili e femminili, anche se penso che agli uomini si crede di più e solo verso le donne la cattiveria diventa ferocia. Io, da cronista, ne ho visti piangere tanti e cito qui solo uomini e donne che volevano negarsi alle lacrime e non ci riuscivano. E tra questi ricordo pure Berlusconi. E poi Ingrao, Occhetto, Fassino, Bersani, De Mita, Cossiga, Craxi, Fornero, Serracchiani, Rosy Bindi, Napolitano, Livia Turco e Matteo Renzi. Ho visto Emma Bonino piangere sia di dolore e sia di gioia. Se potessi consigliare a Decaro dove piangere, direi a casa con la testa sotto il cuscino.
Quindi la pietra dello scandalo è una scritta idiota su un muro di un bagno del Giulio Cesare. E questo dovrebbe dimostrare il clima che si crea nel Paese. Caro Merlo, ora che scoprono le scritte nei bagni degli autogrill chiuderanno le autostrade.
Daniele Mosconi, Fondi (Latina)
I muri sono il corpo vivo su cui si incidono le cicatrici, i luoghi dove parlano gli antisistema alla taxi-driver, i taccuini delle anime malate.
Caro Merlo, Nathan e Catherine, la famiglia nel bosco, hanno accettato un casolare, offerto gratis da un ristoratore locale mentre adeguano la loro casa. Delle famose intransigenze neppure una era vera.
Alda Di Natale, Chieti
Non è il momento dei commenti. Speriamo che i nuovi, bravi avvocati convincano questi stessi giudici a mandare a casa i bambini prima di Natale.
Caro Merlo, è finalmente arrivato il freddo. Poiché l’evento è normale, ghigliottiniamo l’orribile espressione “sciabolata artica”?
Dario Fredella, Roma
Anche se il freddo fosse inconsueto non meriterebbe l’offesa del paragone con la sciabolata.