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Albanese, 5 minuti al giorno. Il buon La Russa e Alemanno

Francesca Albanese (ansa)

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Posta e risposta del 4 dicembre 2025
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Caro Merlo, propongo a una qualsiasi tv nazionale o radio di grande ascolto di affidare una striscia quotidiana di cinque minuti a Francesca Albanese, intitolata “A ruota libera”. Ogni volta che parla c’è qualcuno che ci ripensa e le revoca qualcosa, una cittadinanza, un premio alla carriera, una medaglia di solidarietà, un ulivo della pace e magari pure la patente. Se la facciamo sfogare le toglieranno anche il titolo di relatrice speciale alle Nazioni Unite con il quale aveva cominciato a intortare gli italiani, me compresa.

Annamaria Ottonello – Torino

È la teoria (montanelliana?) del vaccino, un’iniezione di Albanese al giorno per immunizzarci dall’ Albanese. Funziona? Di sicuro qualcosina in più stiamo capendo, ma come la mettiamo con i cinque minuti di Vespa, che continua a intortarci da più di cinquant’anni?

Caro Merlo, l’Antitrust ha condannato Atac (la società che gestisce il trasporto pubblico romano) a rimborsare gli utenti per i disservizi. Riceverò 10 euro a compensaz…

Caro Merlo, propongo a una qualsiasi tv nazionale o radio di grande ascolto di affidare una striscia quotidiana di cinque minuti a Francesca Albanese, intitolata “A ruota libera”. Ogni volta che parla c’è qualcuno che ci ripensa e le revoca qualcosa, una cittadinanza, un premio alla carriera, una medaglia di solidarietà, un ulivo della pace e magari pure la patente. Se la facciamo sfogare le toglieranno anche il titolo di relatrice speciale alle Nazioni Unite con il quale aveva cominciato a intortare gli italiani, me compresa.

Annamaria Ottonello – Torino

È la teoria (montanelliana?) del vaccino, un’iniezione di Albanese al giorno per immunizzarci dall’ Albanese. Funziona? Di sicuro qualcosina in più stiamo capendo, ma come la mettiamo con i cinque minuti di Vespa, che continua a intortarci da più di cinquant’anni?

Caro Merlo, l’Antitrust ha condannato Atac (la società che gestisce il trasporto pubblico romano) a rimborsare gli utenti per i disservizi. Riceverò 10 euro a compensazione delle innumerevoli volte in cui i miei figli hanno telefonato per chiedermi di andare a prenderli all’uscita da scuola perché non vedevano l’ombra di un autobus. Tutto ciò dopo il pagamento di un abbonamento annuo, che ha finanziato un servizio inesistente, soprattutto per le zone più periferiche. Leggo anche che, da oggi, Atac pagherà 50 centesimi per ogni corsa in ritardo. Non so come spenderò tutti questi soldi (Bahamas, Maldive?).Certo non li investirò in un abbonamento Atac.

Dario Castriota - Roma

Non ho niente da aggiungere alle sue tristi ironie sull’Atac, dove sono pure permalosi. Abito a Roma anch’io e verrei a stringerle la mano se solo passasse un autobus.

Caro Merlo, ho avuto una visione: una puntata di Carta Bianca con Enzo Iacchetti, Orietta Berti, Albano (già ospiti di Bianca Berlinguer) e lo scrittore alcolico Mauro Corona. Pura estasi se partecipasse anche Fedez.

Sergio Giucastro – Milano

Resista, presto vedrà Fedez a Sanremo.

Caro Merlo, il clima natalizio colpisce La Russa che propone clemenza per i detenuti vicini al fine pena, ma subito Delmastro (eroi moderni) frena. Si sa che il carcere gli dà un certo piacere.

Daniele Mosconi - Fondi

La Russa, che lo ha detto presentando il bel libro di Alemanno sulle carceri, ci aveva già provato in estate invocando l’emergenza caldo. Ora invoca l’emergenza Natale. E una piccola esibizione di buoni sentimenti, comunque da incoraggiare, anche se non c’è nessuna radicalità politica pannelliana, nessuna idea alta di giustizia. Propone la beneficenza di un piccolo sconto, il Black Friday delle carceri. E magari ne potrebbe usufruire pure Alemanno.

Caro Merlo, la Regione Sicilia ha acquistato dei treni modernissimi che però sono incompatibili con i binari della tratta Siracusa - Caltanissetta per i quali sono stati comprati. E sono stati utilizzati i fondi del Pnrr.

Gabriele Salini - Teramo

La Sicilia è irredimibile, e purtroppo questi paradossi fanno amaramente ridere. Tutto finisce con un’alzata di spalle: “è la solita Sicilia”. Tanto più che questi treni si chiamano rock e blues.

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