Caro Merlo, non c’è tg e organo di stampa che non abbia paragonato il dottor Palumbo, il primario che intascava tangenti per dirottare i malati dal pubblico al privato, al dottor Tersilli. Incuriosito ho visto il film di Sordi, di cui ho tanto sentito parlare. Sono un medico laureato nel 1999 e mi preme dire che Tersilli non somiglia neppure ai peggiori di noi, forse perché non si somigliano l’Italia di allora e l’Italia di oggi. So che nella Sanità tante cose non funzionano e stanno pure peggiorando, mi permetta però di aggiungere che non è vero che l’Italia è il Paese della malasanità (ma che cos’è questa malasanità?) dove i medici sono tutti come il dottor Palumbo, ammesso che sia colpevole di tutto quel che gli stanno addebitando.
Vincenzo Damigella — Prato
Il sistema sanitario nazionale nacque nel 1978 e chiuse l’epoca delle mutue e del dottor Tersilli che, dieci anni prima, nel 1968, al ritmo di una marcetta, ricoverava i sani a pagamento e mandava a casa i malati senza soldi.…
Caro Merlo, non c’è tg e organo di stampa che non abbia paragonato il dottor Palumbo, il primario che intascava tangenti per dirottare i malati dal pubblico al privato, al dottor Tersilli. Incuriosito ho visto il film di Sordi, di cui ho tanto sentito parlare. Sono un medico laureato nel 1999 e mi preme dire che Tersilli non somiglia neppure ai peggiori di noi, forse perché non si somigliano l’Italia di allora e l’Italia di oggi. So che nella Sanità tante cose non funzionano e stanno pure peggiorando, mi permetta però di aggiungere che non è vero che l’Italia è il Paese della malasanità (ma che cos’è questa malasanità?) dove i medici sono tutti come il dottor Palumbo, ammesso che sia colpevole di tutto quel che gli stanno addebitando.
Vincenzo Damigella — Prato
Il sistema sanitario nazionale nacque nel 1978 e chiuse l’epoca delle mutue e del dottor Tersilli che, dieci anni prima, nel 1968, al ritmo di una marcetta, ricoverava i sani a pagamento e mandava a casa i malati senza soldi. Paragonare Palumbo a quel Sordi è la peggiore pigrizia giornalistica. Con la stessa pigrizia si torna a denunziare la malasanità, che è un’invenzione giornalistica degli anni ottanta e che certo ha avuto la sua verità fatta di scandali, ma che ha ingiustamente guastato, per libidine di sciacallaggio, il rapporto tra il Paese e i suoi medici che vengono aggrediti in ospedale, e nei pronto soccorso, e vengono sottoposti a lunghissimi processi per omicidio colposo che nell’ottanta per cento dei casi si risolvono con l’assoluzione, ma dopo anni di angoscia. Non so come finirà l’indagine sul dottor Palumbo che è stato arrestato in flagranza mentre intascava una tangente, ma non sono così i dottori d’Italia.
Caro Merlo, Mastella ci è rimasto male: il figlio non diventerà assessore e lui dice che se l’avesse saputo prima avrebbe bussato ad altre porte...Quando capirà la sinistra che è meglio perdere gente cosi?
Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)
La sinistra? Ma va. C’era, tra Roberto Fico e papà Mastella, un accordo elettorale di scambio, raccontato su tutti i giornali, anche se non esplicito nei dettagli. Mastella “offriva” il figlio Pellegrino, il più votato del Sannio con il record di 13841 preferenze e una lista al 27 per cento, primo partito a Benevento e provincia. In cambio di cosa, secondo voi? Il patto con Fico non era sui principi universali, visto che Mastella non è De Gasperi, e di lui si sa tutto, le truppe mastellate, i clientes e il familismo rivendicati a viso aperto come virtù del ”‘marchio’ — ha detto — strettamente legato al territorio che rappresentiamo”. Adesso,
Fico ha imposto la regola che i consiglieri eletti non possono diventare assessori: “Se avesse spiegato questa cosa prima, io non avrei candidato mio figlio. E invece ho messo tutto in gioco”. Pensate, Beppe Grillo quando voleva rimproverare qualcuno dei suoi “selvaggi” — Di Maio, Fico… — gli gridava: “Attenzione, diventerai come Mastella”.
Ecco invece il gran finale: il furbastro arcimeridionale è ora diventato Fico, mentre Mastella è rimasto il pacioso professionista dell’intrallazzo innocente.