Caro Merlo, domenica pomeriggio 5 ottobre mia moglie affetta da grave patologia del sangue è stata ricoverata in un reparto di medicina presso il Policlinico di Verona, dove è stata subito assistita e curata. Vista la gravità della malattia abbiamo chiesto che almeno un familiare potesse esserle accanto durante la notte, ma parametri nella norma, protocollo e regolamento vigenti ce lo hanno impedito. La mattina all’alba di lunedì 6 ottobre ci avvisano che la paziente è deceduta, lasciandoci nella tristezza e nello sconforto al pensiero che ci sia stato negato l’ultimo abbraccio. Ora ai giovani medici che l’hanno amorevolmente seguita vorrei suggerire di non diventare ostaggio dei protocolli perché ogni vita è un protocollo unico e irripetibile. Aggiungo che nel futuro prossimo gli ospedali abbiano a essere sempre meno freddi mortifici e che i regolamenti siano sempre più assonanti con i sentimenti.
Giuseppe Miglioranzi — Verona
I protocolli ci salvano dall’anarchia della discreziona…
Caro Merlo, domenica pomeriggio 5 ottobre mia moglie affetta da grave patologia del sangue è stata ricoverata in un reparto di medicina presso il Policlinico di Verona, dove è stata subito assistita e curata. Vista la gravità della malattia abbiamo chiesto che almeno un familiare potesse esserle accanto durante la notte, ma parametri nella norma, protocollo e regolamento vigenti ce lo hanno impedito. La mattina all’alba di lunedì 6 ottobre ci avvisano che la paziente è deceduta, lasciandoci nella tristezza e nello sconforto al pensiero che ci sia stato negato l’ultimo abbraccio. Ora ai giovani medici che l’hanno amorevolmente seguita vorrei suggerire di non diventare ostaggio dei protocolli perché ogni vita è un protocollo unico e irripetibile. Aggiungo che nel futuro prossimo gli ospedali abbiano a essere sempre meno freddi mortifici e che i regolamenti siano sempre più assonanti con i sentimenti.
Giuseppe Miglioranzi — Verona
I protocolli ci salvano dall’anarchia della discrezionalità, ma anche i più severi regolamenti devono avere le loro, rare e preziose eccezioni d’umanità. Non so com’è andata, ma immagino che il decesso le sia stato comunicato subito.
Caro Merlo, so che mi cestinerà, ma la capisco e continuerò a leggerla lo stesso. Fiorello si è schierato con Francesco Facchinetti perché “da quando è uscito che sarebbe andato ad Atreju, ha ricevuto un sacco di insulti”. Fiorello è amato, simpatico e popolare e dunque in Italia ha ragione a prescindere, ma al di là degli insulti sui social, che li prendi anche se respiri, oggi per andare ad Atreju non ci vuole tanto coraggio. E Facchinetti ha fra l’altro detto: “Grazie Giorgia per quello che stai facendo e per come lo stai facendo. Lei sa fare politica, a sinistra coltivano odio, non voglio endorsare nessuno, sono qui solo per darle una mano”. Facchinetti è libero e io non so se, senza Fiorello, avrei ascoltato questa sua preghiera, che sembra una gag comica del migliore Fiorello. Ma il punto difficile è un altro: trovo ben più furba e ruffiana la difesa di Fiorello.
Anna Maria Guglietta — Venezia
Sono sicuro che Fiorello un giorno la stupirà e difenderà anche chi si schiera con le minoranze più deboli.
Caro Merlo, si è votato il 24 novembre in Puglia, ma non c’è ancora la giunta che addirittura slitterebbe alla prima settimana di gennaio. Perché si deve aspettare tanto per un governo regionale?
Gabriele Salini — Teramo
Se, alla fine, la qualità degli assessori risultasse alta, il tempo della democrazia non sarebbe sprecato.
Caro Merlo, ascoltando Radio Radicale mi ha colpito che, all’apertura dei lavori alla Camera, vengono letti i nomi dei morti sul lavoro con voce compassionevole, segue minuto di silenzio e applauso. Se invece si aumentassero gli ispettori del lavoro?
Gabriella Melli — Luserna San Giovanni (To)
Commossa o sdegnata che sia, la retorica sui morti sul lavoro surroga la giustizia e nasconde le colpe.
Caro Merlo di “massa critica” non se ne può più. Ghigliottina definitiva?
Dott. Mauro Pozzi
La tagliamo, ma è una testa che ricresce.