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Un saluto a Fornero che capì Salvini. Saggia Bernini senza i fumi di Atreju

Matteo Salvini 

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Posta e risposta del 18 dicembre
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Caro Merlo, mi permetta di inviare un grosso pernacchio a Salvini che aveva promesso di cancellare la legge Fornero e non solo non c’è riuscito ma, addirittura, il governo di cui è vice presidente, ha peggiorato i requisiti pensionistici.

Salvatore Passaniti — Milano

È vero che la pernacchia è stata la risorsa popolare contro il potere, ma l’Italia populista del vaffa e quella celodurista della pernacchia e del dito medio è da tempo ormai l’Italia del brutto ceffo che lei, caro Passaniti, certamente non ha. Mandi, invece, un affettuoso saluto a Elsa Fornero che alle pernacchie (minacciose) di Salvini il 2 aprile del 2016 rispondeva così: “Salvini mi insulta, ma di una cosa sono sicura: alla fine tra me e Salvini vincerò io, perché ho dentro una forza morale che lui non ha”.

Caro Merlo: la sorpresa per il basso numero di studenti che hanno superato la prima prova per l’ingresso a Medicina è difficilmente comprensibile. Parlo della Federico II, in cui ho lavorato: le stesse strutture …

Caro Merlo, mi permetta di inviare un grosso pernacchio a Salvini che aveva promesso di cancellare la legge Fornero e non solo non c’è riuscito ma, addirittura, il governo di cui è vice presidente, ha peggiorato i requisiti pensionistici.

Salvatore Passaniti — Milano

È vero che la pernacchia è stata la risorsa popolare contro il potere, ma l’Italia populista del vaffa e quella celodurista della pernacchia e del dito medio è da tempo ormai l’Italia del brutto ceffo che lei, caro Passaniti, certamente non ha. Mandi, invece, un affettuoso saluto a Elsa Fornero che alle pernacchie (minacciose) di Salvini il 2 aprile del 2016 rispondeva così: “Salvini mi insulta, ma di una cosa sono sicura: alla fine tra me e Salvini vincerò io, perché ho dentro una forza morale che lui non ha”.

Caro Merlo: la sorpresa per il basso numero di studenti che hanno superato la prima prova per l’ingresso a Medicina è difficilmente comprensibile. Parlo della Federico II, in cui ho lavorato: le stesse strutture didattiche (docenti, aule, laboratori etc.) che nel 2024 hanno accolto 462 studenti, nel 2025 ne hanno visti 3113, quasi 7 volte tanto. In tutt’Italia si è dovuto ricorrere in larghissima parte alla didattica a distanza, che con questi rapporti docenti/discenti non consente l’interazione che è indispensabile alla formazione. Lungi dal criticare lo scarso impegno degli studenti, penso che la percentuale di promossi, almeno per chimica e biologia, dimostri il contrario: studenti provenienti da scuole superiori con curricula eterogenei, privati di un’efficiente didattica (non certo per colpa dei docenti), hanno fatto meglio di quanto io potessi aspettarmi.

Prof. Sandro Betocchi — già Università Federico II, Napoli

La sua convincente analisi conferma che la forma di quegli esami va rivista. E non gridi al miracolo: se ne è convinta anche la ministra Bernini che, dopo lo sdoppiamento di personalità nella fumeria d’oppio di Atreju, ha ritrovato la consueta serenità, ha promesso modifiche significative già per il prossimo anno e ha saggiamente proposto “un confronto permanente” con gli studenti, pur sapendo che non vogliono filtri e chiedono l’abolizione del numero chiuso. E per quest’anno: “tutti i posti rimasti vacanti saranno riempiti”.

Caro Merlo, pur essendo di sinistra, “ dar kebabbaro “ non ci sono mai andato. Sia in Puglia dove risiedo e sia a Roma, dove c’è la famiglia di mio figlio, che, mannaggia, non mi ci porta.

Pasquale Regano — Andria.

Da un po’di tempo Giorgia ci trascura, noi radical chic.

Caro Merlo, mi lasci, la prego, esternare un’apparente leggerezza: ogni volta che, dopo essermi penosamente documentato sulle tristi e affannose vicende di questi tempi, arrivo alla pagina del cruciverba e del sudoku, fatta apposta per placare l’ansia, penso alla lungimiranza del giornale quando, già anni fa, spostò i due giochi dalla penultima pagina alla terzultima, rendendone più agevole e pratica la soluzione su un piano stabile e duro.

Giovanni Paolillo — Cascina (Pi)

Accetto la sua metafora. Il piano d’appoggio, che è fatto da tutti noi, resterà stabile e duro.

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